Lista Falciani, spuntano nomi legati al Pd: Davide Serra, consigliere di Renzi, e Pippo Civati

La Lista Falciani promette ancora grosse sorprese e chissà quali terremoti politici. Tra i correntisti della banca svizzera Hsbc di Ginevra, accusata di proteggere potenziali evasori fiscali, spuntano nomi di importanti politici legati al Partito Democratico: Davide Serra, amico e consigliere economico del Premier Renzi, già finito nell’occhio del ciclone per il caso delle Banche Popolari; e Pippo Civati, leader della rumorosa minoranza Pd. Ecco i dettagli, anticipati dall’Espresso e che verranno pubblicati integralmente nel numero in edicola domani venerdì 13 febbraio.

 

Come anticipato dall’Espresso, “nella lista Falciani spuntano due parlamentari italiani, con posizioni bancarie molto diverse. E qualche uomo d’affari vicino alla politica. I loro nomi compaiono nell’elenco segreto dei clienti della banca Hsbc di Ginevra, che da almeno cinque anni rimbalza tra varie Procure italiane, Guardia di finanza e servizi segreti. Un’inchiesta dell’International consortium of investigative journalists (Icij), a cui “l’Espresso” ha collaborato in esclusiva per l’Italia, è ora in grado di rivelare nel dettagli i contenuti di questo colossale database”.

Nel numero in edicola da domani, l’Espresso pubblicherà “nomi e posizioni di decine di personaggi italiani con i conti in Svizzera, molti dei quali hanno approfittato dello scudo. D’intesa con il consorzio Icij, “l’Espresso” ha deciso di contattare tutti gli interessati, offrendo la possibilità di fornire chiarimenti, e di pubblicare soltanto i nomi di persone già interpellate”.

A far scalpore, però, sono i nomi di due importanti politici legati al Partito Democratico: entrambi figurano, secondo la ricostruzione dell’Espresso, tra i correntisti della banca svizzera Hsbc di Ginevra, accusata di proteggere potenziali evasori fiscali.

Il parlamentare del Pd Giuseppe Civati”, scrive l’Espresso, “già candidato alla segreteria del partito, viene invece collegato a un deposito con soli 6.589 dollari di cui è titolare suo padre Roberto, classe 1943, in passato amministratore di aziende importanti come la Redaelli Tecna di Milano”.

Pronta la replica del leader della minoranza Pd, che in una lunga lettera all’Espresso (Qui la replica integrlae di Civati) dice: “Non ho mai avuto accesso a quel conto, di cui non sapevo proprio niente. Solo ora mio padre mi ha spiegato di averlo aperto quando era amministratore e azionista della Redaelli, che aveva fabbriche anche all’estero: c’erano soldi regolarmente dichiarati nei bilanci”.

Gli atti di Falciani”, prosegue l’inchiesta dell’Espresso, “documentano che Civati, insieme alla madre, è stato inserito nelle carte della banca nel novembre 2000, quando aveva 25 anni: l’unica operazione registrata a suo nome coincide con la procura rilasciatagli dal padre”.

Anche in merito a questo punto Civati ha fornito la sua spiegazione: “Nel 2011 la Finanza ha sottoposto mio padre a una verifica a cui non è seguita alcuna contestazione. Il conto si è estinto nel 2011 per effetto delle spese bancarie, senza che dal 1998 sia mai stato effettuato alcun versamento o prelievo”.

Altro pezzo da 90 del Partito Democratico, che spunta tra i correntisti della Hsbc, è Davide Serra, grande amico e consigliere economico del Premier Renzi.

Il nome di Serra è finito all’attenzione delle cronache già in altre occasioni e sempre per lo stesso motivo.

La prima volta durante le primarie del Pd che portanono Bersani alla vittoria, con l’ex segretario che – attaccando Renzi – mise nel mirino anche Serra: “Io credo che qualcuno che ha base alle Cayman non dovrebbe permettersi e di dare consigli. Non lo dico per Renzi, ma in generale: l’Italia non si compra a pezzi”.

Risultato: Bersani fu querelato e Renzi è oggi a Palazzo Chigi.

La seconda volta in cui Serra è finito nell’occhio del ciclone risale a qualche giorno fa, per il caso Popolari: il Governo Renzi ha annunciato di voler riformare il settore delle Banche Popolari aprendo all’azionariato. Il valore delle azioni bancarie è schizzato alle stelle. E c’è qualcuno che, forse conoscendo i piani del governo in anticipo, ha effettuato attività di compravendite sospette.

Secondo la Consob si tratterebbe di “soggetti che hanno effettuato acquisti prima del 16 gennaio (giorno dell’annuncio della riforma, ndr), eventualmente accompagnati da vendite nella settimana successiva”, con plusvalenze “stimabili in 10 milioni di euro”.

Il nome di Davide Serra è stato tirato in ballo perchè il fondo Algebris, di cui è titolare, avrebbe acquistato azioni delle popolari “dal marzo 2014”. Un portavoce di Serra ha aggiunto successivamente che “Algebris Investments non ha fatto alcun acquisto di banche popolari nel 2015”: la Consob sta indagando.

Dulcis in fundo, il nome di Serra spunta, come racconta l’Espresso, anche nella lista Falciani: “Serra ha confermato di essere titolare di un conto all’Hsbc in totale trasparenza e in accordo con il sistema fiscale inglese”.

E il premier Renzi cosa dice a riguardo?

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