Libia Isis news, motovedetta libica fa fuoco su Guardia Costiera

Libia Isis news, motovedetta libica spara su Guardia Costiera

Libia Isis news, motovedetta libica spara su Guardia Costiera

Libia Isis news, oramai ci sparano addosso: una motovedetta libica ha fatto fuoco sulla Guardia Costiera. Che fare? Continuare a porgere l’altra guancia o reagire come dovrebbe reagire una potenza mondiale quale è l’Italia?

 

Nel pomeriggio di lunedì 13 aprile un guardacoste italiano impegnato in un’operazione di salvataggio di migranti a bordo di un barcone è stato accostato da una motovedetta battente bandiera libica, che ha sparato diversi colpi di mitragliera davanti all’imbarcazione italiana per costringerla a restituire il natante finito il trasbordo.

Una unità della Marina Militare italiana, vera protagonista in negativo di questo traffico di uomini nel Mediterraneo, allertata, ha quindi fatto rotta verso la motovedetta libica, raggiungendola verso le ore 20, ma non ostacolando in nessun modo la sua fuga.

Nuovamente, la dignità italiana affonda nel Mediterraneo.

Questo al culmine di una settimana disastrosa sul fronte dell’immigrazione, con migliaia di arrivi e il ministero dell’interno e le prefetture che ordina perentoriamente di reperire posti per da 6.500 a 10.000 immigrati giunti solo negli scorsi giorni.

Si è ripetuta, in peggio, la stessa dinamica del 15 febbraio scorso, quando una motovedetta italiana era stata “scippata” da un barchino con alcuni uomini armati di kalashnikov a bordo del barcone appena sequestrato.

Sembra di poter notare, a causa dell’inefficacia delle misure europee e dell’arrendevolezza italiana, un nuovo schema nelle operazione degli scafisti: non solo lo spregiudicato sfruttamento delle navi militari e di soccorso occidentali come staffette-traghetto per i barconi, una volta “a perdere”, ma addirittura il perseguimento del costo zero nell’operazione criminosa riprendendosi l’imbarcazione impiegata.

Se consideriamo poi che nel 2009, in base ad accordi intergovernativi, l’Italia consegnò alle autorità libiche tre motovedette per attuare i pattugliamenti di contrasto all’immigrazione clandestina, che furono invece prontamente usate illegalmente contro i pescherecci italiani nelle acque internazionali prospicienti la Libia, è proprio il caso di dire: oltre il danno, la beffa.

Fonti: Informarexresistere.frLastampa.it

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