Legge Fornero, Consulta dichiara inammissibile il referendum abrogativo: il massacro continua

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È di qualche minuto fa la notizia secondo cui la Corte Costituzionale ha dichiarato inammissibile il referendum abrogativo sulla legge Fornero proposto dalla Lega Nord. Si va avanti, quindi, con il massacro cinico dei lavoratori.

Il 4 novembre scorso Matteo Salvini, leader della Lega, esultava su Facebook: “Oggi la Cassazione ha certificato che quota 500 mila firme è stata raggiunta“.

Il referendum abrogativo su una delle leggi più capestri della Repubblica italiana poteva così essere presentato ma doveva prima passare sotto le forche caudine della Consulta. Ed è di qualche minuto fa la notizia secondo cui la mannaia della Consulta si è abbattuta su questo sacrosanto referendum che – al di là del fatto che è stato presentato da un soggetto politico come la Lega Nord – ha tutte le carte in regola per passare e rendere nulla la Legge Fornero.

Invece nulla di fatto, il referendum abrogativo è stato dichiarato inammissibile.

Salvini, che la sa lunga, sempre il 4 novembre twittava: “Ora manca l’ultimo passaggio, l’ok della Corte Costituzionale. Se a Roma non ci faranno scherzi, in primavera si cancella la Fornero“.

Puntuale, lo scherzetto è arrivato.

La Corte costituzionale, nell’odierna camera di consiglio – si legge in una nota di Palazzo della Consulta sulla Decisione in tema di ammissibilità del referendum sulle disposizioni in materia di trattamenti pensionistici– ha dichiarato inammissibile la richiesta di referendum relativa all’articolo 24 (Disposizioni in materia di trattamenti pensionistici) del decreto legge 6 dicembre 2011, n. 201 (Disposizioni urgenti per la crescita, l’equità e il consolidamento dei conti pubblici), convertito in legge, con modificazioni, dall’articolo 1, comma 1, della legge 22 dicembre 2011, n. 214, nel testo risultante per effetto di modificazioni e integrazioni successive. La sentenza sarà depositata entro i termini previsti dalla legge.” 

Posto fisso ai minimi storici, il caso drammatico degli esodati, quasi 3 milioni di lavoratori a casa, record storico di disoccupazione e aumento dei licenziamenti, solo il 5% dei precari stabilizzato, ammortizzatori sociali praticamente inesistenti: questi sono i risultati che ha portato a casa la signora Elsa Fornero con la sua riforma, come vi abbiamo già raccontato qui. 

Come ha potuto il ministro Fornero attuare una riforma che sapeva già in partenza essere un fallimento?, ci chiedevamo tempo fa. Come si poteva dar credito ad un ministro che parlava apertamente di una “scommessa”?

Non solo la riforma è passata – votata a larga maggioranza da quasi tutto il Parlamento – ma non sarà nemmeno possibile abrogarla.

Dopo il danno la beffa.

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