La Casta invisibile, 104 dipendenti della Camera guadagnano più di Napolitano: le cifre dello scandalo

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“Eldorado Camera” lo chiama Fabrizio De Feo sul Giornale. Come dargli torto. Vengono i brividi a scoprire che a Montecitorio esistono 104 dipendenti che prendono oltre 238mila euro lordi di stipendio: più di Napolitano, per rendere l’idea. Ecco chi sono e cosa fanno. E perché la loro retribuzione è una vergogna nazionale. Ci pensa la signora Boldrini a mettere un freno a questi sprechi?

 

Da sempre il settore del pubblico impiego, in Italia, è foriero di fannulloni e stipendi d’oro. Fermandoci al secondo caso, quello delle retribuzioni fuori tetto massimo (oltre che fuori da ogni logica) viene fuori – come denunciato da Fabrizio De Feo sul Giornale – che alla Camera dei Deputati esistono 104 buste paga da oltre 280mila euro. Lordi, si capisce.

Praticamente esistono 104 persone che prendono più soldi di Re Giorgio Napolitano. Nello specifico si tratta di: 11 documentaristi-tecnici-ragionieri; 1 interprete-traduttore; 89 consiglieri-parlamentari; 2 vicesegretari generali; 1 segretario generale.

E per rendere ancora meglio l’dea della Casta parallela a quella dei nostri (dis)onorevoli, basti pensare che “i lavoratori di Montecitorio che guadagnano più dei nostri 630 deputati sono ben 522.” Praticamente tutti.

“Tra questi non solo documentaristi e consiglieri parlamentari – le fasce più elevate – ma anche semplici operatori tecnici, commessi, addetti alla vigilanza, assistenti parlamentari, collaboratori tecnici e segretari parlamentari. In sostanza più di un terzo dei dipendenti della Camera guadagna più dei parlamentari che pure sono lì pro-tempore e sono sottoposti alla prova del voto ogni cinque anni (salvo impreviste interruzioni della legislatura).”

I tagli? Sempre e solo annunciati, mai concretizzati. Si pensava che con l’arrivo di una “comunista” sullo scranno più alto di Montecitorio fosse più semplice realizzare la “spending review” per i dipendenti della Camera. E invece nemmeno la Boldrini, almeno fino ad oggi, è riuscita nell’intento. Anche perché, bisogna dirlo, prendersela con lei sarebbe troppo facile e persino inutile: è il Governo a doversi preoccupare di abbattere le “«retribuzioni monstre», quelle dei 104 dipendenti oltre la «soglia Napolitano»” e a “fissare dei tetti, una sorta di «salary cap»” per tutti gli altri.

In quest’ottica bisogna leggere la dichiarazione di “Marina Sereni, vicepresidente della Camera con delega al personale. «Siamo al lavoro per intervenire sulle retribuzioni. Fisseremo un tetto per i dirigenti e, proporzionalmente, anche per gli altri livelli».”

Staremo a vedere: la sensazione è che, anche questa volta, “l’altra Casta” riuscirà a salvarsi.

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