L’Italia torna in Iraq: “Forze speciali e militari contro l’Isis”. È guerra al terrore, guarda il video

A margine della conferenza del consiglio dei ministri, il Ministro della Difesa Roberta Pinotti ha parlato chiaro: “Faremo guerra all’Isis”. Ecco il piano italiano per combattere il terrorismo.

Il governo ha approvato la nuova operazione contro l’Isis, che vedrà impegnati oltre 500 militari italiani, tra addestratori, consiglieri e personale dell’Aeronautica“. Lo ha dichiarato il ministro della Difesa Roberta Pinotti nella conferenza stampa al termine del Consiglio dei Ministri. Facendo una ulteriore importante specificazione riguardo al contingente afgano: “La missione in Afghanistan si riduce sensibilmente: avremo 500 militari contro i 632 odierni“.

SI TORNA IN IRAQ

L’Italia torna in Iraq, quindi, per combattere la guerra al terrorismo.

L’impegno italiano nella lotta contro l’Isis vedrà impegnati 500 uomini tra supporto aereo e addestramento delle truppe di terra. La Germania, invece, secondo quanto ha dichiarato il Ministro nel corso di un convegno presso il Casd (Centro alti studi difesa), non impegnerà più di 100 uomini contro il Califfato.

La questione interna è indissolubilmente legata a quella internazione, “per questo – ha detto il Ministro – in Cdm presenteremo insieme i decreti sulle missioni e sulla lotta al terrorismo internazionale perché le due questioni stanno insieme e i rischi arrivano direttamente in casa nostra”.

Oggi non ha senso parlare di terrorismo interno ed esterno“, ha spiegato la Pinotti, sottolineando l’impegno italiano nelle diverse missioni come in Afghanistan, in Libano e nei Balcani.

IL PACCHETTO ANTI TERRORISMO 

Nel pacchetto anti-terrorismo approvato dal Cdm sono state stabilite le norme “per rendere l’italia un posto sicuro nel quale vivere sereni”, ha specificato in conferenza stampa il Ministro degli Interni Angelino Alfano. “Abbiamo anche previsto l’arresto per coloro i quali detengono materiale esplosivo che serve a preparare le armi o per quelli che omettono di denunciare il furto di questi stessi materiali“, ha aggiunto il ministro.

Diventa reato andare a combattere all’estero, non solo reclutare, con la previsione della detenzione da 3 a 6 anni per chi si arruola in organizzazioni terroristiche e per chi supporta i foreign fighters, mentre sono previsti da 5 a 10 anni per i ‘lupi solitari’, che si autoaddestrano all’uso di armi ed esplosivi. Con aggravante di pena per chi lo fa via web.

Più di qualcuno ha osservato che queste norme dovrebbero essere più severe e che una pena detentiva di 3 anni per i foreign fighter sembra davvero poca cosa.

Nella sostanza andare a combattere all’estero è diventato reato. Prima era reato solo il reclutare, da stasera è reato andare a combattere all’estero“, replica il Ministro. “Abbiamo affermato il principio che si può seguire nei confronti dei sospettati di terrorismo lo stesso sistema di regole che si usano per i sospettati per mafia“, aggiungendo che “sono stati inoltre rafforzati i poteri di espulsione dei prefetti nei confronti di stranieri” sospetti e quelli per il “ritiro del passaporto e di documenti validi per espatrio“.

LE FORZE SPECIALI CONTRO L’ISIS

Già nello scorso ottobre il governo italiano aveva deciso di inviare sul fronte di guerra iracheno anche una squadra di forze speciali, come confermato dal ministro della Difesa nel corso di un’audizione di fronte alle commissioni parlamentari riunite di Esteri e Difesa.

Probabilmente saranno una cinquantina di unitàha rivelato al Fatto Quotidiano l’esperto militare Gianandrea Gaiani di Analisidifesa.it – e svolgeranno quella che è la missione principe delle forze speciali, ovvero quella di military advisor: consiglieri militari che operano in prima linea a fianco delle forze locali. Come lo faranno dipenderà dai ‘caveat’ nazionali alle loro regole d’ingaggio, come avvenne inizialmente in Afghanistan. Queste forze speciali sono state richieste agli alleati dal comando americano per costituire dei team da aggregare ai reparti curdi e iracheni che combattono in prima linea, come già fanno le forze speciali statunitensi, britanniche e australiane nelle zone di Mosul, Baji e Ramadi. Le unità di Forze speciali italiane non andranno in giro in automobile: il loro impiego presuppone l’invio di mezzi specifici come i blindati Lince e gli elicotteri Ch47 e Nh90. L’invio di questi ultimi in Iraq è notizia certa”. 

Secondo fonti governative a partire saranno gli uomini provenienti dalle unità d’élite della ‘Task Force 45‘ appena rientrate dall’Afghanistan.

L’Italia ha deciso di impegnarsi fortemente contro l’Isis, come dimostrano i numeri: 80 consiglieri militari tra forze speciali ed esperti di sminamento, 200 istruttori e 220 uomini dell’Aeronautica, 2 droni Predator, 4 cacciabombardieri Tornado, 1 aerocisterna KC767 e i mezzi terrestri e aerei per le forze speciali.

La guerra al terrore, da parte dell’Italia, è cominciata sul serio.

“INVIEREMO 500 UOMINI IN IRAQ”, PARLA IL MINISTRO PINOTTI – GUARDA IL VIDEO

Fino al 31 dicembre 2016 puoi attivare una copertura per il rischio terremoto con sconti fino al 50%.