L’Italia delle petizioni online: una firma al giorno e il più è fatto

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Democrazia partecipata sul web? Sembra davvero essere diventata la moda del momento il cui obiettivo finale è: lanciare una petizione di firme online. Chi non lo fa è out. Chi non firma un disimpegnato reietto della società. Basta una firma e il più è fatto. Coscienza pulita. Ecco la rivoluzione italiana al tempo delle petizioni…

 

LA GRAZIA – Ed è così che Change.org si rivolge direttamente al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano per chiedergli di non concedere grazia o salvacondotto a Silvio Berlusconi dopo la condanna definitiva rimediata col processo Mediaset. In questo caso a pensarci è Giuseppe Vella di Milano a lanciare il testo.

Venti anni fa – si legge nella richiesta –  Silvio Berlusconi è entrato in politica per difendere i propri interessi personali e nel corso di tutti questi anni ha approfittato degli importanti incarichi di Governo ricoperti per introdurre diversi provvedimenti “ad personam” che di volta in volta hanno favorito se stesso, le proprie aziende o “interrotto per prescrizione” numerosi iter processuali. Finalmente la magistratura, tra mille impedimenti, è riuscita a portare in giudicato uno dei tanti processi nei quali l’ex Premier era coinvolto e tutto ciò non può essere vanificato da un ingiusto e immorale provvedimento di “grazia”. Presidente Napolitano, difenda la legalità e la giustizia nel nostro Paese, non ceda al ricatto del PDL e si rifiuti di concedere la grazia, un salvacondotto o come va di moda dire negli ultimi giorni, “l’agibilità politica” a Silvio Berlusconi!”

Questa invece la petizione lanciata da Avaaz.org: Egregio Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, La legge è uguale per tutti! Il 23 giugno 2013 il Cav.Silvio Berlusconi è stato condannato dal Tribunale di Milano, per concussione e prostituzione minorile, a 7 anni di reclusione e interdizione perpetua dai pubblici uffici. Il 13 luglio, il quotidiano La Repubblica riporta che Lei stia considerando di concedere la grazia per questa condanna. Con rispetto e fermezza rifiutiamo qualsiasi decisione di questo tipo da parte sua. Tutte le azioni del Cav.Berlusconi e il processo conseguente sono stati una disgrazia globale per l’Italia intera, siamo diventati gli zimbelli d’Europa e del Mondo. Secoli di splendore sono stati trascinati nel fango dalle sue condotte e da quelli che lo hanno difeso dalle accuse giudiziarie. La legge è uguale per tutti! NESSUNA GRAZIA PER BERLUSCONI Firmato I Cittadini italiani pieni di vergogna e preoccupazione

LA MODA – Certo la questione è seria anche se è altamente improbabile che il Capo dello Stato nel prendere un’eventuale decisione in merito possa prendere in considerazione una petizione on line.

Il fatto che fa tendenza è però quello che per qualsiasi cosa si pensa possa interessare al popolo italiano tramite Change.org oppure Avaaz.it si può lanciare una petizione in rete. Con la quale intercettare il consenso dei cittadini che, quando appongono il loro sigillo elettronico anche attraverso i social network facebook e twitter .

E’ il caso della richiesta di dimissioni per l’ex presidente della Regione Lazio Renata Polverini lanciata da Jacopo Master e diretta al presidente della Camera Laura Boldrini. Tutto perché ha definito i disoccupati italiani “sfigati che aspettano i soldi” durante il Consiglio dei nove”. Secondo il promotore la frase “è una vergognosa offesa oltre che un’ulteriore umiliazione inflitta a quei 3 milioni e 89 mila disoccupati che rappresentano il 12.1% della disoccupazione generale ed il 39.1% di quella giovanile (fonte ISTAT) e che dai membri del Parlamento dovrebbero essere tutelati ed aiutati, non insultati”.

Tornando al caso Berlusconi ce n’è anche per Bruno Vespa, il giornalista della trasmissione “Porta a Porta”. E’ Francesca Tini Brunozzi di Vercelli a chiedere che il conduttore venga sollevato dal suo incarico.

E lo fa con queste motivazioni : Per aver trasmesso nella puntata di “Porta a Porta” del 1 Agosto 2013, in risposta alla sentenza della Corte di Cassazione sul processo Mediaset, un videomessaggio di Silvio Berlusconi i cui contenuti eversivi e propagandistici sono offensivi della giustizia e delle istituzioni della nazione italiana.

FIRMARE È FACILE – Parlare di tutte le petizioni lanciate on line sarebbe praticamente impossibile. E’ facile invece spiegare attraverso questo link come è facile farlo su Change.org.

Si tratta di tre semplici passaggi da poter rispettare in pochi minuti: il primo sta nello specificare a chi è indirizzata la petizione per poi passare alla seconda richiesta che consiste nello scrivere la causale della stessa. Ossia cosa vuoi che si faccia. Nella terza e ultima fase invece bisogna specificare perché sarebbe importante firmarla. Per ognuna ci si pone poi un numero minimo di firme da raggiungere per arrivare al risultato. Nel caso dell’acquisto degli arei militari F 35 si è andato aggiornando di ora in ora.

Se si vuole usufruire invece di Avaaz. org i passi da fare sono 4: bisogna specificare quale cambiamento si vuole, perché è importante la petizione, chi può fare in modo che ciò succeda e infine il testo della petizione.

E’ possibile farlo anche a nome di un’associazione non per forza a titolo personale. Resta ferma però la possibilità di chiedere un cambiamento delle leggi sociali. Peccato però che spesso sia solo un’illusione perché è difficile che i diretti interessati possano prendere in considerazione, ad esempio, di far dimettere la Polverini per una frase infelice oppure chiedere il licenziamento di Bruno Vespa. Figuriamoci la grazia a Berlusconi. 

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