Via Gradoli – Strane società e…lo Ior vaticano

La via Gradoli, famosa per il sequestro di Aldo Moro, è ancora avvolta nel mistero, tra strane società e piste legate allo Ior Vaticano.

Infiltrato.it pubblica la terza parte dell’inchiesta-shock di Rita Pennarola.

Via Gradoli - Strane società e...lo Ior vaticano

ESQUILINE E LE ALTRE
Potrebbe sembrare il nome dell’ennesimo trans, ma non lo e’. Esquiline ci riporta invece dritti dritti al civico 96 di via Gradoli (edificio 1, scala B, interno 7) in un altro appartamento, lasciato precipitosamente, dopo la morte di Brenda, dal misterioso trans che vi risiedeva da tempo. L’immobile e’ di proprieta’, more solito, di una fiduciaria. Stavolta si tratta della milanese Ser. Fid., che a sua volta detiene il 99% di capitale della lussemburghese Esquiline s.a.

Dalla remota sede di avenue Gaston Diderich la societa’ regge le sorti anche di una sigla romana, la Immobiliare Cantalupo, sede in via Bassano del Grappa 4, a Roma, di cui detiene la maggioranza del capitale insieme al socio di minoranza, il partenopeo Antonio Maglione, classe 1938. Allo stesso indirizzo c’e’ la sede legale di Finncost, finanziaria fondata nel 2006 con lo scopo di «gestire partecipazioni anche di societa’ quotate in Borsa». Scatola dopo scatola, ecco apparire Intertur, che si occupa di hotel ed imbarcazioni da diporto e fa capo allo stesso Maglione.

Il 15 ottobre del 2009 a rappresentare la Esquiline dinanzi all’assemblea degli azionisti, in Lussemburgo, c’era Achille Severgnini (il quale proprio quel giorno decide di lasciare il timore a monsieur Julien Nicaud).

Chi e’ Severgnini? Qualcuno a Milano ricorda ancora gli anni lontani in cui i Severgnini facevano studio abitualmente con un collega di nome Michele Sindona. Piu’ di recente il nome del professionista milanese Achille Severgnini, titolare della Ser.Fid, era invece balzato alle cronache in qualita’ di consigliere della Magiste di Stefano Ricucci. Sempre in tandem con lui e’ poi Guido Sterzi, altro professionista delle intestazioni fiduciarie nonche’ genero di uno dei Severgnini ed impegnato anche in Esquiline.

Restiamo a via Bassano del Grappa 4. Dove ha la sua sede anche CMC Service, altra srl che possiede immobili al 96 di via Gradoli. I soliti 10 mila euro nel capitale sociale ed un oggetto che vede come attivita’ prevalente la consulenza ed elaborazione dati per conto terzi, Cmc ha un socio di maggioranza che si chiama Real Estate Management, mentre a detenere piccole quote e’ Demetrio Gradilone, 39 anni, romano, amministratore unico fino a marzo 2008, quando gli subentra Sabrina Silvestri.

Particolare curioso: sempre in via Bassano del Grappa e sempre al 4 si trova lo Studio Cesarini, associazione professionale di commercialisti che vede in prima fila lo stesso Demetrio Gradilone. Cosa fa lo Studio Cesarini? «E’ in grado di fornire ai propri clienti il servizio di domiciliazione societaria». Anche Crc Service, insomma, possiede appartamenti a via Gradoli in nome e per conto di qualcun altro che non desidera apparire. Saliamo appena di qualche pianerottolo (siamo ancora e sempre nelle palazzine del 96) ed ecco un altro proprietario dai contorni indefiniti. Stavolta si tratta di Celesia spa, il cui capitale e’ interamente possieduto dalla Garlate Beheer BV srl, una finanziaria con sede in Olanda che si occupa di trading, immobiliare e non.

Amministratore di Celesia, fondata nel ‘96 con 200 milioni di vecchie lire e appena due anni dopo incorporata da Criseide srl (stesso indirizzo in via Marocco 96, Roma) e’ Laura Romaldini. Ad agosto del ‘93 muore improvvisamente suo marito, il costruttore Renato Armellini: infarto fulminante per un uomo che era considerato tra gli artefici del sacco edilizio di Roma, con mostri di cemento costruiti dalla Magliana all’Eur, dal Laurentino al Tuscolano fino all’Ostiense. Un autentico turbine, la sua vita, con pesanti inchieste della magistratura e perfino un rapimento targato ‘ndrangheta. Ma Armellini continua a far parlare di se’ anche dopo morto: il 4 luglio del 1996 viene arrestato per ordine della Procura di Milano un magistrato romano, Antonio Pelaggi (se la cavera’ in appello). I pm ritengono che abbia ricevuto 400 milioni da Armellini in cambio dell’assoluzione in una causa per un’evasione fiscale da 500 miliardi.

E ad accusare il magistrato era stato il genero di Armellini, Alessandro Mei, a sua volta sotto inchiesta per concussione e rinviato a giudizio assieme a Enrico Nicoletti, il cassiere della banda della Magliana. «Sembra che Pelaggi – riporta all’epoca il Corriere della Sera – affidasse le perizie sempre alle stesse persone e con parcelle elevate».
Criseide srl, intanto, la societa’ di Laura Romaldini nata dalla fusione con Celesia, nel ‘98 abbandona l’Italia: sposta la sede in Lussemburgo ed affida il suo capitale ad una fiduciaria locale.

Altro giro, altro professionista. Possiede alcuni immobili fra il 96 e il 75 di via Gradoli una piccola ed apparentemente insignificante sas: si tratta della Immobiliare Marco, sede in via Germanico, fondata con quattro spiccioli nel 1991. Suoi amministratori sono Adriana Sebastiani e l’assicuratore Stefano Vacca Maggiolini, titolare di un’accorsata agenzia della Fondiaria Sai. Stesso abbinamento (appartamenti fra il 75 e il 96 di via Gradoli) per la Kjuse Immobiliare, altra sigla che sembra avere come unica attivita’ il possesso di quegli appartamenti ai numeri caldi della strada dei trans.

Fra il 38, il 75 e il civico 35 (lo stesso in cui a novembre si e’ registrata una violenta esplosione) possiede case, poi, un ingegnere, Maurizio Barbato. E un altro Barbato, Diego, risulta titolare di immobili sia al 35 che al 75. Magari si tratta solo di un omonimo. Certo e’ che per avere appartamenti in quella via i mezzi finanziari non debbono mancare. E allora Diego Barbato potrebbe essere lo stesso imprenditore in prima fila nella sede laziale dell’Ucid, il potente consesso associativo degli industriali cattolici dove si ritrovano fianco a fianco alti vertici delle leve finanziarie vaticanensi e una certa parte dell’imprenditoria italiana.

Molti fra loro – compreso il «dott. Diego Barbato» – da qualche anno animano un’altra creatura super elitaria: la Fondazione Roma Europea, quartier generale nello storico Caffe’ Greco ed un parterre che comprende, fra gli altri, il presidente Consob (ora al vertice Ferrovie) Lamberto Cardia, lo stesso fondatore dell’Ucid Francesco Merloni, e gente come Enrico Ferri, Mauro Miccio, Paolo Cuccia e Maurizio De Tilla. Gli sponsor ufficiali della Fondazione? Si va da Enel ad Autogrill, da Eni a Finmeccanica, fino a Telecom, Wind, Terna e Autostrade. Tanto per fare qualche nome.
DA VIA GRADOLI ALLO IOR
Tutte le strade portano a Catracchia. E al Vaticano. La pista si trova nell’interrogazione dell’allora deputato di AN Vincenzo Fragala’, sempre nel ‘98, secondo decennale dalla scomparsa di Moro. Nel 1975 – veniva spiegato – la sigla di copertura dei Servizi proprietaria di quasi tutte le palazzine che formano il civico 96 aveva il nome di Caseroma spa. Ed era amministrata da Domenico Catracchia, in prima fila anche nella stessa Immobiliare Gradoli spa, cui facevano capo decine di altri immobili nello stesso condominio (in particolare il civico 75).

A detenerne l’intero pacchetto azionario era la fiduciaria romana Fidrev, che ancora oggi ha sede in piazza Liberta’ ed e’ amministrata – ora come allora – da Maria Sarno. Con appena 10 mila euro di capitale sociale, nel 2003 la Fidrev dichiarava in bilancio di amministrare per conto terzi patrimoni e capitali per la bellezza di 6 milioni e mezzo di euro.
Ma e’ seguendo l’Immobiliare Gradoli (fra i cui sindaci spunta Gianfranco Bonori, qualche anno dopo segretario della Gattel srl, societa’ di copertura del Sisde), che si arriva ben presto Oltretevere: la stessa terna di commercialisti fondatori della Gradoli si ritrovava infatti, pari pari, nel collegio sindacale della Compagnia di San Giorgio, la corazzata dello Ior per il patrimonio edilizio. Uno dei tre, il commercialista Vittorio Silvestrini, sarebbe stato anche sindaco di altre sigle ombra riconducibili al Sisde, come ad esempio la Servo Immobiliare, facente capo a Michele Finocchi e sequestrata nel ‘94.
Nel collegio sindacale della Compagnia di San Giorgio, inoltre, sedeva l’ex capo contabile della banca vaticana, Pellegrino De Strobel, il cui fratello Pietro era stato sindaco della Brink’s Securmark, l’istituto trasporto valori oggetto della famosa rapina da 35 miliardi nella quale rimase coinvolto Tony Chicchiarelli, assassinato il 28 settembre 1984. Era lui, Chicchiarelli, l’artefice del falso comunicato del Lago della Duchessa. Il primo, clamoroso depistaggio del caso Moro.

Tratto da “La Voce delle Voci” di Settembre 2010

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