VATICANO PRO MONTI/ Esenzione Imu, milioni per scuole e ospedali privati: ecco comprata l’indulgenza

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Monti benedetto da Benedetto. Si potrebbe riassumere con questo gioco di parole l’endorsement arrivato ieri da L’Osservatore Romano che lancia Monti alla corsa per le politiche. D’altronde non si sarebbe potuto aspettare altro. Molti dei ministri del governo tecnico sono vicini al mondo vaticano. Senza dimenticare che, nel corso dei tredici mesi di esecutivo dei professori, l’occhio di riguardo nei confronti degli interessi cardinalizi è stato forte: dall’Imu alle scuole paritarie. Fino all’ultimo regalo confezionato con la legge di stabilità: 17 milioni di euro agli ospedali cari a Bertone e Bagnasco. Il tutto mentre sanità e istruzione pubblica vanno a rotoli.

 

Più chiaro di così si muore: l’espressione “salire in politica” usata da Monti è “l’espressione di un appello a recuperare il senso più alto e più nobile della politica che è pur sempre, anche etimologicamente, cura del bene comune”. Quello di ieri de L’Osservatore Romano è un vero e proprio endorsement, una benedizione del percorso politico di Mario Monti. In altre parole, le gerarchie ecclesiastiche, dal Papa in giù, sono tutte salite sul carro del Professore bocconiano. Un appoggio pieno, incondizionato.

Annunciando il suo impegno in politica – continuava ieri il quotidiano della Città del Vaticano – il senatore a vita intende aprire la seconda fase di un programma riformatore che è stato solo abbozzato nel corso dell’ultimo anno sulla spinta della congiuntura finanziaria. Monti è stato chiamato dai partiti a prendere decisioni inderogabili, di cui nessuno intendeva però prendersi la responsabilità diretta, per il timore di pagare un prezzo elettorale troppo alto”. Messaggio chiaro: il Vaticano è con te, caro Professore.

D’altronde, a conti fatti, non potrebbe essere altrimenti. Per tanti e diversi motivi. Basta ricordare alcuni dei ministri del governo tecnico per farsi una prima idea. A cominciare, ad esempio, da Andrea Riccardi, fondatore della Comunità di Sant’Egidio, legatissimo sin da giovane agli ambienti ciellini, uno dei laici più accreditati in Vaticano, tanto da esserne anche uno degli storici di riferimento. E poi Lorenzo Ornaghi, uomo molto vicino ad un cardinale influente come Ruini: non a caso è dal 1998 membro del consiglio di amministrazione del quotidiano Avvenire (di cui dal 2002 è anche vicepresidente) e direttore (dal 2003) di Vita e pensiero, la rivista ufficiale dell’Università Cattolica. Non solo. Ornaghi è anche nel consiglio di amministrazione dell’Istituto Toniolo, ente fondatore dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, ma che gestisce anche le sezioni dislocate della Cattolica (oltre all’Ateneo di Milano, il Toniolo gestisce quelli di Brescia, Cremona, Piacenza, Roma, Campobasso), il Policlinico Agostino Gemelli di Roma, nonché la stessa rivista Vita e Pensiero. E poi, ancora, Renato Balduzzi, anche lui professore ordinario all’Università Cattolica del Sacro Cuore, uno dei più noti esponenti dell’Azione Cattolica, presidente nazionale del Meic (Movimento Ecclesiale di Impegno Culturale) dal 2002 al 2009, vicinissimo al cardinal Bertone. Così come lo sono, d’altronde, anche Francesco Profumo e Corrado Passera, uno tra i più importanti finanziatori del meeting di Rimini, in ottimi rapporti anche con la Cei, il suo presidente, il cardinal Angelo Bagnasco, e il suo vice, mons. Mariano Crociata.

Non solo. Basta guardare anche l’operato del governo nei suoi tredici mesi di vita per rendersi conto del feeling mai appassito tra Monti e Vaticano. A cominciare dalla tiritera sull’Imu: nonostante gli appelli della Commissione Europea, alla fine a spuntarla è stato proprio il Vaticano. Il 19 dicembre 2012, infatti, la stessa Commissione ha deciso di autorizzare l’esenzione dal pagamento dell’imposta municipale per gli enti religiosi e le ONLUS, così come da ultimo modificata dal Governo Monti. Una misura che lascia più di un dubbio dato che, in un periodo di austerità per i cittadini, i 700 milioni di entrate (stime ANCI) che avrebbe assicurato l’imposta sugli immobili di proprietà degli enti religiosi avrebbe significato un po’ di respiro.

Ma il feeling Monti-Vaticano non si ferma soltanto all’IMU. Grossi favori sono stati assicurati anche per le cosiddette scuole paritarie (gli istituti privati), molte delle quali sono gestite proprio da enti religiosi. Nella spending review, infatti, tra un taglio e l’altro, questi istituti sono stati finanziati per ben 200 milioni di euro. Una paradosso se si pensa che per le università pubbliche – come documentato da Infiltrato.iti fondi statali non basteranno nemmeno per coprire i costi strutturali (stipendi di professori e personale). Ergo: non ci saranno soldi per ricerca, innovazione e, soprattutto, per le borse di studio.

Finita qui? Certo che no. L’ultimo regalo è arrivato con l’ultimo provvedimento licenziato dal governo Monti prima delle dimissioni del premier. Tra gli oltre duecento commi della Legge di Stabilità, infatti, spuntano due lauti finanziamenti a due ospedali cari al Vaticano: 12,5 milioni per l’ospedale Bambin Gesù (gestito direttamente dal Vaticano) e 5 milioni di euro a favore della Fondazione Gaslini di Genova (molto vicina ad Angelo Bagnasco). Il tutto mentre la sanità pubblica continua ad andare a rotoli. Secondo il decimo rapporto dell’AIOP (Associazione Italiana Ospedalità Privata) pubblicato qualche settimana fa, da qui al 2014 andremo incontro ad un taglio pare a 14 miliardi di euro. Un taglio enorme che si abbatterà sulla sanità nel giro di tre anni e che, stando agli esperti dell’associazione, potrebbero portare alla chiusura di ben 250 ospedali (quelli con meno di 80 posti letto), mandando a casa 12 mila dipendenti tra medici e personale. Il che, peraltro, significa 300 mila ricoveri in meno l’anno.

Per il Vaticano, insomma, Monti è stato il cristiano perfetto. A suon di esenzioni e finanziamenti si è comprato la sua indulgenza.

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