Sprechi Rai, fiction senza crisi: 35 milioni per Don Matteo e Un medico in famiglia. E i tagli?

Sono certamente le due serie che appassionano di più gli italiani arrivando anche a sfondare il muro dei 7 milioni di telespettatori. Ma è impensabile, in un momento di crisi economica e tagli proposti da Luigi Gubitosi, spendere 16 milioni di euro per Don Matteo e 9 per Un Medico in Famiglia. O forse sì: tanto paga Pantalone…E intanto 600 posti di lavoro Rai sono a rischio licenziamento.

 

di Viviana Pizzi

rai-fiction_sprechiIn Rai, lo ricordiamo, sono a rischio 600 posti di lavoro tra cui 100 tra i giornalisti: è il frutto del piano di riduzione degli sprechi made in Luigi Gubitosi.  Ne abbiamo parlato ampiamente anche quando abbiamo denunciato gli sprechi legati al Festival di Sanremo, i costi del talent show The Voice e tutti gli altri menzionati nel dossier della Corte dei Conti che certifica sprechi da 62 milioni di euro.

C’è tuttavia un settore che non sembra voler conoscere crisi, soprattutto perché attira quei milioni di telespettatori che per il servizio pubblico significano introiti pubblicitari. E’ quello della  fiction la quale, vuoi o non vuoi, è come il miele per le api (rappresentate in questo caso dai telespettatori). Sono quelle produzioni che negli anni 80 venivano chiamate telefilm e che ora riescono a distrarre l’italiano medio dalla crisi del mondo reale. Anche quando si occupano di temi che fanno parte della vita di tutti i giorni.


COSTI ASTRONOMICI PER LE FICTION: 16 MILIONI PER DON MATTEO

Quanto costa questa arma di distrazione di massa lo andiamo subito a vedere scandagliando le previsioni di spesa per le due serie che hanno fatto più ascolti negli ultimi mesi: “Un medico in famiglia 8” ancora in programmazione su Rai 1 la domenica sera e interpretata da Lino Banfi e Giulio Scarpati e “Don Matteo 8” le cui repliche il giovedì alle 21. 15 sono riuscite a guadagnare oltre 6 milioni di telespettatori battendo anche trasmissioni di contenuto politico.

Il servizio pubblico, prevedendo il successo di pubblico, è riuscito a inserire la realizzazione dei noni capitoli di entrambe le serie nel piano fiction 2013. E’ stato il neo direttore di Rai Fiction Eleonora Andretta a presentare un programma già approvato dal Consiglio di Amministrazione di viale Mazzini.

E sul mensile Tivù escono fuori le cifre tutt’altro che economiche. Per “Don Matteo 9” è previsto un impegno di spesa di 16 milioni di euro. Alla realizzazione della serie parteciperanno come avviene ormai dai primi episodi gli attori quotati Terence Hill e Nino Frassica. Per i quali sono previsti ingaggi milionari. Tredici puntate in cui parteciperanno anche Giorgia Surina, Nadir Caselli e Andres Gil famoso per aver interpretato la parte di un ballerino argentino nel telefilm noto agli adolescenti “Il Mondo di Patty”.

L’unico taglio previsto per la location: non più la costosissima Gubbio ma la più economica Spoleto.  Rispetto a quelle sanremesi sono spese certo più contenute e forse anche più redditizie, ma certo riducibili ulteriormente per far fronte alla crisi aziendale tagliando magari i cachet degli attori. Anche rischiando abbandoni come nel caso dell’attrice Pamela Saino protagonista femminile dell’ottava edizione non riconfermata nel cast per problemi di contratto.

ALTRI 10 MILIONI PER UN MEDICO IN FAMIGLIA

Al secondo posto in  questa speciale classifica c’è la serie interpretata da Lino Banfi e Giulio Scarpati. Oggi all’ottava edizione ha raggiunto la cifra di 6 milioni e 500 mila telespettatori. Regina dello share è stata confermata anche la produzione della nona serie.

Per la quale la Rai stessa, nonostante avesse dichiarato di attendere i risultati di queste domeniche prima di prevedere la registrazione di tredici nuove puntate, aveva già previsto un impegno di spesa pari a circa 10 milioni di euro. Sia l’attore romano che il comico pugliese hanno confermato la loro presenza. Nonostante nell’ottava serie il loro impegno nella sceneggiatura fosse stato programmato a fasi alternate proprio per ridurre i costi.

Su questa riconferma prima della messa in onda della serie precedente però c’è l’ombra di qualche sospetto. Forse la mano di Silvio Berlusconi? Probabile per due ordini di motivazioni: la prima riferita alla partecipazione del Pdl nella spartizione delle poltrone Rai e la seconda relativa proprio alla provenienza politica dell’attore Lino Banfi legato, come lui stesso dice “visceralmente al personaggio di Nonno Libero”.

Il comico pugliese in occasione delle elezioni dichiarò così il suo endorsement al Cavaliere in un’intervista alla popolare trasmissione di Radio 2 “Un giorno da pecora”: Berlusconi? Io gli vorrò sempre bene e lo voterò sempre, anche se un giorno ammazza 122 persone”.

banfi_berlusconianoAnche se poi sempre allo stesso microfono sostenne di apprezzare anche il sindaco di Firenze. Se il leader del Pdl lasciasse ecco per chi voterebbe Banfi: “Matteo Renzi? Forse sì io voto l’uomo non il partito. Lo voterei se Berlusconi non si candidasse perché mi è simpatico”.

Potrebbero aver influenzato i vertici Rai queste frasi del Lino nazionalpopolare. Forse no ma il fatto che la riconferma della serie tv sia arrivata dopo il 15 marzo, data dell’outing politico, lascia qualche dubbio. Anche qui certo si poteva risparmiare di più ma proprio Banfi ha fatto sapere di voler essere presente a tutti i costi in ciascun episodio della serie. Tutto questo dopo essere stato a colloquio con il Papa emerito Benedetto XVI come riporta lanostratv.it. Alla faccia della crisi e dei giornalisti che rischiano il posto.

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