SPRECHI/ La casta costa: 41 milioni di euro per pc e stampanti alle PA. Alla faccia dell’austerity

È possibile spendere oltre 16 milioni di euro per la fornitura di portatili alle pubbliche amministrazioni in un periodo di austerity? È possibile spenderne altri 25 per la fornitura di stampanti? In Italia sì. È quanto si apprende, infatti, leggendo due bandi di gara indetti dal Consip, la società partecipata del ministero dell’Economia. Un totale di 41 milioni di euro. Una cifra non proprio “responsabile” data la linea di rigore seguita dal governo Monti.

 

di Carmine Gazzanni

I computer sono importanti, specie per chi lavora nelle pubbliche amministrazioni. Spesso sono andati, vecchi, di prima generazione. Eppure, in tempo di austerity, è legittimo chiedersi se sia opportuno spendere non uno, non due, ma ben 16 milioni di euro – divisi in due lotti – per la fornitura di portatili. È questo, infatti, quello che emerge leggendo un bando di gara indetto dal Consip, la partecipata del ministero dell’Economia (proprio quello responsabile di gran parte dei decreti “lacrime e sangue”) che si occupa, appunto, della fornitura di beni e servizi per la PA.

Le società – si apprende sempre dal documento di gara – potranno presentare le offerte entro il prossimo dieci dicembre. Peccato, però, che non tutte hanno i requisiti richiesti o, per essere più precisi, le “capacità economiche e finanziarie” del caso. Già, perché le uniche società che possono presentarsi sono quelle che hanno realizzatonegli ultimi due esercizi finanziari approvatiun fatturato minimo di 8 milioni per il primo lotto e di 7 milioni per il secondo. Porte chiuse, dunque, a chi è riuscito a fare meno grana.

sprechi_consipGli altri, invece, potranno farsi avanti e aspirare ai 16 milioni di euro (soldi pubblici) messi in palio dal ministero dell’Economia. Ma andiamo a vedere, a questo punto, cosa dice nel dettaglio il bando. Come detto, sono previsti due lotti distinti (che, però, non si escludono a vicenda: le società possono partecipare – e vincere – sia all’uno che all’altro). Il primo prevede la fornitura di “13.000 personal computer portatili per basse esigenze di mobilità (desktop replacement)” per un totale di 8 milioni 748 mila euro. Il secondo, invece, “9.000 personal computer portatili per alte esigenze di mobilità”. In pratica “ultraportatili”, come d’altronde vengono chiamati anche nel bando stesso. Per questo secondo lotto base d’asta pari a 7 milioni 360 mila euro. In totale, dunque, 23 mila personal computer (9 mila dei quali “ultra”) per una spesa pari a 16 milioni 108 mila euro.

I computer, però, non bastano. Ogni ufficio che si rispetti necessita non solo di pc, ma anche di stampanti. E, se si può, di ultima generazione. Il Consip, non a caso, ha pensato anche a questo. Nemmeno un mese fa – il 15 novembre scorso – è stato chiuso il termine per la ricezione di offerte proprio “per la fornitura in acquisto di stampanti e apparecchiature multifunzione a ridotto impatto ambientale e dei servizi connessi per le Pubbliche Amministrazioni”.

Anche per questo bando sono stati previsti più lotti. Cinque in tutto per un totale di 71 mila stampanti, 42 mila “per uso personale” e 29 mila “di rete”. Domanda: a quanto ammonta, invece, la spesa? È scritto nero su bianco: per il lotto uno (che prevede la fornitura delle 42 mila stampanti “per uso personale”)  5 milioni 592 mila euro; per il lotto due (8 mila stampanti di rete) 3 milioni 584 mila euro; per il lotto tre (3 mila stampanti) 4 milioni 351 mila 700 euro; per il lotto quattro (6 mila stampanti) 4 milioni 117 mila euro; per il lotto cinque (12 mila stampanti) 7 milioni 736 mila euro. 71 mila stampanti per un totale di 25 milioni 380 mila 700 euro. Oltre 25 milioni per la fornitura di stampanti. Il tutto – ovviamente – in pieno rigore economico per i cittadini.

Ricapitoliamo. Il Consip – e dunque il ministero dell’Economia – ha indetto due gare per rimettere a nuovo gli uffici delle Pubbliche Amministrazioni, con tanto di stampanti di ultima generazione (a secchiate) e portatili (alcuni dei quali “ultra”). Il tutto alla modica cifra di oltre 41 milioni di euro.

La casta costa. Anche in questo.

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