SPRECHI CASTA/ S.Valentino festa degli sperperi: in Umbria un buco di 200 mila euro

Speculazioni anche sul santo dell’amore e così ‘Eventi Valentiniani’, l’associazione umbra che promuove l’organizzazione S.Valentino di Terni, sembra essere diventata una ‘macchina’ sforna soldi. Nuovo giro, altra corsa per una storia che non ha niente di diverso rispetto alle tante – troppe – vicende degli ultimi tempi: pranzi elettorali per un costo di 896 euro, appropriazione di 60 mila euro destinati ad una tipografia, 6 mila e 500 euro pagati per un concerto in favore della Guardia di Finanza e poi cene, bomboniere, pasticcerie e tanto altro. Ad indagare la Procura di Terni che muove le accuse di peculato al presidente del Consiglio regionale, Eros Brega. Con lui nel vortice delle indagini anche la diocesi Terni-Narni-Amelia, guidata per 12 anni da monsignor Vincenzo Paglia, ed oggi è in disastroso sgravo economico di 18 milioni di euro.

 

di Maria Cristina Giovannitti

Ci risiamo con la solita storia di uso dei soldi pubblici per scopi personali: la Procura di Terni sta indagando su Eros Brega, presidente del Consiglio regionale in Umbria, su cui pendono le accuse di peculato, falso ideologico, calunnia e concussione. Denunciare, parlare, scrivere di queste storie non è mai troppo, purtroppo.

 

I SOLDI DI S.VALENTINO USATI PER SPESE PERSONALI – Un buco di 200 mila euro accumulati solo tra il 2001 e il 2005. Questa speculazione salta fuori dopo il ‘caso Porcacchia’, ex direttore della Confcommercio accusato e condannato per una maxitangente di 100 mila euro. I sospetti cadono anche su Eventi Valentiniani, un’associazione nata per organizzare le celebrazioni per S.Valentino, il santo di Terni, perché all’epoca dei fatti Porcacchia ne era amministratore. Dell’associazione facevano parte il comune di Terni, la Curia, la Provincia e la Camera di Commercio. L’inchiesta, curata dal pm Elisabetta Massini, si muove verso i fondi e i finanziamenti dell’Eventi che non passano per i filtri dei bandi e delle gare ma sono stati gestiti in maniera diretta da Eros Brega.

eros_brega_consiglio_umbriaL’accusa più grave che la Procura umbra muove verso Brega è quella di peculato: nel 2001 quando il presidente del consiglio regionale era assessore delegato, avrebbe usato 625 milioni di lire dal fondo per pagare spese personali. La storia non sarebbe finita qui per il pm e così Brega avrebbe continuato ad attingere: nel 2003 diventa presidente dell’associazione prendendo 240 mila euro spesi “senza documentazione attestante le finalità della spesa e le sue attinenze agli Eventi Valentiniani, nel 2004 c’era stato il pranzo elettorale costato 896 euro per 56 coperti, più un conto saldato presso la pasticceria dell’Artista srl ed altre 250 mila euro, di cui si sarebbe appropriato presso i fondi Leader. Infine il 2005 conterebbe 3 cene costate 8 mila euro in totale, 60 mila euro presi da una tipografia e in più 780 euro destinati con una falsa fattura destinati alla Tecnol 99. A tutto questo si sommerebbero bomboniere, regali ed anche un concerto costato 6500 euro in favore del Comando provinciale di Finanza. Un vero scandalo per Eros Brega che si dichiara innocente mentre la Magistratura indaga. A questo buco finanziario si aggiunge anche il disastro economico in cui si trova la diocesi di Terni.

 

ANCHE LA DIOCESI È INDEBITATA, ALEGGIA L’OMBRA DI PAGLIA, IL ‘VESCOVO- POLITICO’ – Non fa una buona figura neanche la diocesi Terni – Narni – Amelia, gestita per ben 12 anni da monsignor Vincenzo Paglia, oggi presidente del Pontificio Consiglio per la Famiglia e personalità di spicco della comunità S.Egidio. Stando ai conti di cassa, la Diocesi ha un debito di 18 milioni di euro alquanto ‘sospetti’ su cui indaga la Procura umbra ed anche il Vaticano che ha inviato il supervisore Ernesto Vecchi, vescovo di Bologna. E’ chiaro che il vescovo Paglia, avendo gestito la diocesi per 12 anni, è inteso come primo e probabile  responsabile. Inoltre Paglia è un vescovo abbastanza ‘politicizzato’ al punto che è stato coinvolto in ben due intercettazioni. La prima del 2008 in merito alle indagini sugli appalti truccati per il G8 in cui, parlando con il funzionario Angelo Balducci, poi arrestato, discute sulla formazione del nuovo governo Berlusconi e ride di gusto della nomina di Vittoria Brambilla come assessore al Turismo.

Inoltre emergerebbe l’impegno del vescovo che in prima fila si sarebbe impegnato per “raccomandare” il ritorno di Balducci come guida del Consiglio superiore dei Lavori Pubblici come, poi, avvenne. Nella seconda intercettazione del 2011 Brega e Paglia parlano del futuro sindaco di Terni e il vescovo sembrerebbe avere un buon ascendente sul presidente del Consiglio regionale. Anche in questo caso c‘è da capire sulla mala gestione del denaro dei religiosi.

Mentre la Procura indaga sui colpevoli, la triste realtà è che questi scandali con soldi pubblici stanno diventando la normalità.

Fino al 31 dicembre 2016 puoi attivare una copertura per il rischio terremoto con sconti fino al 50%.