SPRECHI CAMERA/ 3 milioni per pulire tende e tappeti. E nei primi sei mesi del 2012 spesi 106 milioni

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Si può indire un bando da tre milioni di euro per pulire tende, tappeti e arredamenti? Sì, se si è Montecitorio. La Camera, infatti, ha indetto un bando stellare che prevede, tra le altre cose, anche “servizio di lavaggio di parati e tendaggi”. Un habitué, quello delle tende, se si considera che anche al Senato è stata prevista una spesa di 200 mila euro quest’anno solo ed esclusivamente per il lavaggio. Sprechi su sprechi, insomma. Ma, d’altronde, basta leggere anche il bilancio di spesa di Montecitorio relativo al primo semestre 2012: 106 milioni di euro per oltre 600 voci. Tra i beneficiari Montezemolo, la Rai, ditte edili. E, ancora, imprese di pulizia.

 

Devono essere enormi i tappeti di Montecitorio se per pulirli ci vogliono tre milioni di euro. A leggere il bando indetto dalla Camera questo è il primo pensiero che viene in mente: 2,9 milioni di euro per appaltare un servizio di “manutenzione di tappezzeria, falegnameria e opere vetrarie”. In pratica, si tratta di interventi volti a dare un nuovo volto a Montecitorio. Un restyling in piena regola. Dalla pulizia e cura degli arredi (i cosiddetti Basile, dal nome dell’architetto che curò l’ampliamento del Palazzo) fino a interventi, come si legge nel bando, su rivestimenti di strutture con tessuto e moquette. E, appunto, “servizio di lavaggio di parati e tendaggi”. Proprio non ce la fanno i parlamentari a stare tra le tende impolverate.

Sarà un habitué degli onorevoli quello di tenerle sempre candide e pulite, dato che si è stati colti dalla stessa preoccupazione tempo fa anche a Palazzo Madama durante l’approvazione del bilancio di previsione del 2012. In quella circostanza (era metà agosto) i senatori hanno deciso in un aumento del capitolo di spesa “manutenzione (più quattrocento mila euro rispetto all’anno scorso). “In cosa consiste la manutenzione della tappezzeria? – si era chiesto il senatore ex Lega oggi Coesione Nazionale Alberto FilippiConsiderato che qui non ci sono bambini che strappano le tende, immagino che il servizio riguardi la pulizia. Ma anche ipotizzando tre lavaggi l’anno i conti non tornano… Il bello è che oltre alla manutenzione, le tende vengono anche acquistate. L’anno scorso sono stati spesi 137mila euro. L’anno prossimo saranno a 200mila”. Assurdo, ma è proprio così: 200 mila euro per le tende. Più 60 mila euro rispetto all’anno appena trascorso.

Quello che sembra, insomma, è che i parlamentari proprio ci tengano ai tendaggi. Non c’è spending review che tenga. Altro che tirar la cinghia. Peraltro non è questo nemmeno l’unico bando a incuriosire. Scorrendo infatti tra le altre gare indette, spicca quella da un milione di euro per agende e agendine. Curioso. Quanto mai scriveranno questi parlamentari per spendere tutti questi soldi, non è dato sapere.

Insomma, non c’è affatto da sperare che, di qui in avanti, le spese della Camera possano diminuire. D’altronde, se si è disposti a spendere quasi tre milioni di euro per pulire tende, tappeti e mobili, figuriamoci per il resto. Un’idea, peraltro, ce la possiamo fare se andiamo a spulciare le varie voci di spesa – più di 600 – relative al primo semestre 2012 (l’ultimo dato disponibile): in totale l’assemblea presieduta da Gianfranco Fini ha speso la bellezza di 106 milioni di euro. Un’enormità. E anche qui abbondano le curiosità: spiccano, ad esempio, i 79 mila euro corrisposti alla Poltrona Frau di Luca Cordero di Montezemolo per l’acquisto di arredi vari (piccolo conflitto d’interessi dato che alla Camera siede l’alleato Fini?); o i 108 mila euro assegnati ad Ancitel, la società informatica controllata dall’Associazione dei comuni (Anci), per la fornitura di software e banche dati.

Chi fa affari d’oro con la Camera è sicuramente Sergio Scarpellini, titolare della Milano ’90 e destinatario di quasi 40 milioni di euro per locazione degli uffici, servizi accessori, pulizia e ristorazione. Non se la passa male nemmeno la Stabilimenti tipografici Carlo Colombo spa. Si tratta degli storici stampatori degli atti parlamentari, che nel primo semestre 2012 si sono aggiudicati la bellezza di 8 milioni e 184 mila euro. Una barca di soldi per stampare (ancora) tutti i documenti. E la Camera, peraltro, ha pensato bene di salvare i guadagni dell’impresa, tanto che, quando ad ottobre in occasione proprio del voto del bilancio 2012 i parlamentari si sono trovati davanti l’emendamento Idv a firma Antonio Borghesi con il quale si chiedeva, appunto, la dematerializzazione degli atti parlamentari, tutti hanno respinto in coro la proposta. Il motivo, ovviamente, resta oscuro.

Ma torniamo alle voci di spesa. Montecitorio, infatti, sfama praticamente un po’ tutti. C’è anche mamma Rai tra i beneficiari dei finanziamenti: attraverso Rai Way risulta destinataria di 406 mila euro per “servizi di comunicazione e informazione esterna”. E, ancora, Poste Italiane, che ha ricevuto 38 mila euro per servizi connessi alla sicurezza.

Ma sono briciole in confronto a quanto hanno ricevuto altre imprese. Come la Intersistemi Italia spa, che per la gestione dei centri informatici ha incassato ben 2 milioni e 984 mila euro. O la 3M Elettrotecnica, che ha fornito impianti elettrici (per 1 milione e 113 mila euro) e manutenzione (2 milioni e 42 mila euro). O ancora la Titano Edilizia, che si è occupata di opere edili (691 mila euro) e manutenzione varie degli edifici (1 milione e 650 mila euro).

Infine un milione e 434 mila euro per Eurogroup e un milione e 103 mila euro per il consorzio cooperativo Cns. Indovinate di cosa si sono occupate queste due imprese? Di pulizia. Sono proprio fissati questi onorevoli.

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