SPRECHI/ 1 miliardo di euro in luce e semafori: la Pubblica Amministrazione s’illumina d’immenso

Quasi un miliardo di euro o, se si preferisce, mille milioni. A tanto ammonta la torta messa in palio dal Consip, la partecipata  del ministero dell’Economia che si occupa della spesa delle pubbliche amministrazioni per beni e servizi, in un bando per “l’affidamento del Servizio Luce e dei servizi connessi in favore delle Pubbliche Amministrazioni, nonché del servizio opzionale di Gestione Impianti Semaforici”. Un totale di 967 milioni di euro messi a disposizione dei grandi colossi industriali (possono partecipare soltanto le società che hanno un certo reddito), italiani e non. E pensare che solo pochi mesi fa si era parlato di “operazione cieli bui”: eppure la precedente gara, della stessa durata e che pure si componeva di otto lotti geografici come l’attuale, era stata complessivamente assegnata per 388 milioni di euro.

 

di Carmine Gazzanni

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Giuseppe Ungaretti, l’autore di Mattina, il lapidario testo poetico più noto con l’unico verso di cui è composto (“Mi illumino di immenso), penserebbe che quelli del Consip l’abbiano preso alla lettera. E, probabilmente, non sarebbe stato nemmeno l’unico. A leggere il bando reso pubblico lo scorso 14 dicembre è in effetti difficile pensare il contrario. La società partecipata interamente dal ministero dell’Economia che si occupa della spesa delle pubbliche amministrazioni per beni e servizi – di cui peraltro ci siamo occupati in più occasioni per altri bandi interessanti come quello relativo al servizio mensa e alla fornitura di pc e stampanti – ha messo in palio ben 967 milioni di euro, suddivisi in otto lotti geografici, per “l’affidamento del Servizio Luce e dei servizi connessi in favore delle Pubbliche Amministrazioni, nonché del servizio opzionale di Gestione Impianti Semaforici”. In pratica, per illuminare strade, edifici pubblici e gestire gli “impianti semaforici”. Un lavoro certamente non da niente. Senz’altro non si tratta di un servizio semplice: l’attività richiesta, infatti, comprende non solo la manutenzione dell’illuminazione pubblica, ma anche l’acquisto di energia elettrica, gli interventi di adeguamento normativo e tecnologico nonché quelli di riqualificazione energetica.

È pur vero, però, che la cifra – soprattutto nell’attuale periodo di austerity – appare spropositata. Davvero è necessario un bando di mille milioni di euro per illuminare strade ed edifici pubblici? Il dubbio resta, soprattutto se consideriamo alcuni particolari. A cominciare da una contraddizione di non poco conto. Tutti ricorderanno una delle norme più discusse dell’intera esperienza tecnica e inserita nella bozza della legge di stabilità a fine ottobre: la cosiddetta “operazione cieli bui” che prevedeva il parziale spegnimento dell’illuminazione pubblica notturna nei centri abitati. Appena la norma arrivò in Commissione Bilancio a Montecitorio all’unanimità il provvedimento venne cancellato di sana pianta. Se fosse dipeso dall’esecutivo, però, la norma sarebbe stata approvata dato che l’intenzione dei tecnici era tutta rivolta al risparmio ad ogni costo, anche sull’illuminazione di strade ed edifici. Ora, però, arriva questo bando indetto, come già sottolineato, da una partecipata il cui azionista è il ministero dell’Economia, lo stesso ministero che aveva inserito nella bozza della legge di stabilità la norma “cieli bui”.

Una contraddizione palese, soprattutto se consideriamo un altro aspetto. Il bando precedente del Consip sull’affidamento del servizio luce, nonostante fosse della stessa durata dell’attuale (24 mesi non rinnovabili), era stato assegnato per un valore totale di 388 milioni di euro. In altre parole, la gara indetta lo scorso mese (le cui domande potranno essere presentate entro il 26 febbraio) prevede un guadagno per le società vincitrici di oltre 500 milioni di euro in più rispetto alla gara precedente. Insomma, un surplus che ha dell’inspiegabile.

A questo punto andiamo a vedere, nel dettaglio, cosa prevede la gara. Come detto sono ben otto i lotti previsti, su base geografica. Il primo, dal valore di 193 milioni di euro, è destinato all’area che raccoglie Piemonte, Lombardia, Valle D’Aosta e Liguria; il secondo, 113 milioni, copre invece Veneto, Trentino Alto Adige e Friuli Venezia Giulia; il terzo (187 milioni di euro) è per Toscana, Marche, Umbria ed Emilia Romagna; la Sardegna invece è coperta dal quarto lotto (40 milioni); Lazio e Abruzzo dal quinto (120 milioni); Campania e Molise dal sesto (87 milioni); Puglia, Basilicata e Calabria dal settimo (127 milioni); infine 100 milioni di euro sono destinati per l’ultimo bando, quello siciliano. Totale: 967 milioni di euro. Quasi un miliardo di euro, come detto.

A godere saranno le grandi società di energia che certamente presenteranno le domande. Non potrebbe essere d’altronde altrimenti. Porte sbarrate per i piccoli gestori dato che, da bando, sono richiesti “requisiti di fatturato specifico”. In altre parole, “pena l’esclusione”, le società partecipanti devono assicurare di “aver realizzato, complessivamente, negli ultimi due esercizi finanziari approvati alla data di pubblicazione del presente Bando un fatturato per Servizi analoghi a quello oggetto del presente appalto” mediamente tra i vari bandi non inferiore a dieci milioni di euro.

I nomi delle società che non perderanno tempo a presentare la propria domanda di partecipazione sono facilmente immaginabili: sono le stesse vincitrici del bando precedente e che, dunque, per anni si sono già occupate dell’illuminazione pubblica. Contrariamente a quanto si potrebbe credere non stiamo parlando solo delle italiane Enel o della Gemmo spa, ma anche della coppia francese Veolia-Électricité de France (Edf), che si è ramificata nel mercato nostrano attraverso la controllata Citelum. Sulla base della precedente aggiudicazione, infatti, il guadagno più alto era andato all’Enel (112 milioni), a seguire proprio la francese Citelium con 77 milioni. La Gemmo si era invece aggiudicata la restante fetta della torta, 62 milioni.

Ora la parola passa al mercato. E chissà che le due società d’oltralpe non riescano ad aumentare i loro guadagni in territorio italiano dopo un’annata economica e imprenditoriale fruttuosa per i francesi che ha portato Lactalis a conquistare Parmalat e la stessa Edf Edison. Bisognerà aspettare febbraio. Consip disse luce. E luce – miliardaria – fu.

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