S’infittiscono i misteri sul caso Monte Paschi: chi ha “suicidato” David Rossi?

La gola profonda del Monte dei Paschi di Siena svela intrighi, speculazioni e brogli. A tutto questo pasticciaccio economico si aggiunge una morte inquietante e misteriosa, quella di David Rossi, uomo di Giuseppe Mussari, ex presidente della banca ammanicato in tutti gli scandali Antonveneta e Alexandria. Il giornalista, addetto alla comunicazione della banca senese, senza neanche essere indagato si è gettato dalla finestra dell’ufficio. Un’apparente suicidio che, in realtà, gli inquirenti hanno definito di “istigazione”. A questo punto sorgono i dubbi: cosa sapeva Rossi? Cosa ha voluto nascondere con la sua morte? Ma soprattutto, chi lo avrebbe indotto al suicidio? 

 

di Maria Cristina Giovannitti

La parte cattiva del Monte dei Paschi di Siena è stata condotta da Giuseppe Mussari, allora presidente della banca, e Antonio Vigni, ex direttore generale e definito ‘uomo macchina’ perché factotum della ‘mente-Mussari’. Anni e anni di brogli e speculazioni che hanno fatto emergere un intricato sistema di scandali che ha coinvolto, in un effetto domino, molte alte personalità del MPS. L’unico, invece, che per la magistratura era semplicemente “informato sui fatti” non indagato è stato David Rossi, che il 6 marzo 2013 si è suicidato infittendo ancora di più il mistero.

 

DAVID ROSSI, L’UOMO DI MUSSARI, CHE SCRIVE “HO FATTO UNA CAVOLATA” – David Rossi era un giornalista, responsabile dell’area Comunicazione e Marketing del MPS. Oltre ad essere amico di vecchia data di Mussari, è stato anche il suo più stretto e storico collaboratore. Grazie all’ex numero 1, Rossi aveva fatto la sua fortuna nella banca: nel 2001 era stato assunto da Mussari come suo assistente. In proporzione alla sua escalation anche il giovane giornalista cresceva di grado fino a diventare responsabile della comunicazione, ruolo che fino ad allora era sempre stato affidato con contratti a termine. Con Rossi l’assunzione è stata, invece, a tempo indeterminato.

Questo perché lui era un “genio” del suo campo, così come lo appellavano vari blog senesi. Secondo quanto scritto nel blog dell’Eretico Senese – che qualche anno fa è stato anche querelato dal giornalista – David Rossi tra il 2006 e il 2011 avrebbe speso 355 milioni di euro in abili pubblicità che, fino a gennaio 2012, non avrebbero fatto trasparire nessuna crisi rovinosa. Insomma grazie al ‘genio’ del marketing, il MPS ha sempre goduto di un’immagine idilliaca.

Ma qualcosa va storto nella vita di David Rossi, lui che in fondo non era parte di questo sistema di brogli: a febbraio del 2013 i finanzieri perquisiscono il suo ufficio senza trovare nulla di eclatante per le indagini. Eppure qualcosa cambia in lui fino ad arrivare al suicidio. Un bigliettino indirizzato alla moglie fa covare dei forti dubbi, dove lui ha scritto: “Ho fatto una cavolata”. A  cosa si riferisce il genio della pubblicità?

 

mps_david_rossi_suicidio_o_omicidioCHI HA SPINTO AL SUICIDIO DAVID ROSSI? – “Induzione al suicidio” questo dicono gli inquirenti di Siena che hanno aperto un fascicolo contro ignoti. Rossi scrive di aver fatto una cavolata. Quindi ragionando lui, fedele di Mussari, persona informata sui fatti ma non indagato, avrebbe fatto una cavolata che, sottopressione di qualcuno, lo avrebbe spinto al suicidio. Un segreto che ancora non emerge e peggiora la già grave situazione della banca, una verità che David Rossi ha portato per sempre con sé. Un silenzio pagato a caro prezzo voluto per coprire qualcuno?

La “cavolata” di cui parlava Rossi sembrerebbe essere un incontro segreto che il giornalista avrebbe avuto all’indomani della perquisizione nel suo ufficio, il 19 febbraio. Inoltre questi incontri segreti sarebbero continuati anche con telefonate e scambi di mail. Ecco perché gli inquirenti hanno sequestrato tutto, anche le sette schede telefoniche di proprietà di Rossi. Per dare un volto a colui – o loro – che Rossi ha voluto coprire con la sua morte, molti sono i punti critici della storia.

Ecco quali.


C’ERA UNA TALPA NEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE – Qualcuno ancora ignoto avrebbe informato i giornalisti di una notizia molto importante: il cda del MPS avrebbe avviato un’azione di responsabilità contro Mussari, contro l’ex dirigente Vigni e le banche Nomura e la Deutsche ai quali il Monte dei Paschi ha chiesto 1,2 miliardi di euro per risarcimento danni. Questa fuga di notizie avrebbe fatto cadere i sospetti proprio su Rossi, perché lui aveva rapporti con i giornali, anche se lui stesso non ci stava ad essere accusato di insider trading. Poteva essere questa la “cavolata” fatta da Rossi?

 

MUSSARI CON LE MANI IN PASTA ANCHE NELL’AEREOPORTO E NELLA BIRRERIA – David Rossi non era coinvolto in nessuno di questi scandali ma il suo timore di essere indagato era alto. Non solo Antonveneta e Alexandria per Giuseppe Mussari ma anche lo scandalo dell’aeroporto di Ampugnano e la ‘lobby della birreria’.Praticamente l’Aeroporto Spa di Siena aveva come maggiori azionisti la Camera di Commercio di Siena – 49% – e il MPS – 44,7%. La situazione finanziaria non era delle migliori e tra il 2003 e il 2006 si sono registrate delle gravi perdite pari a 3 milioni di euro così nel 2007 la gara di appalto sarebbe stata pilotata a favore del Fondo lussemburghese Galaxy. Indagate ben 14 persone tra cui Giuseppe Mussari con l’accusa di ‘turbativa d’asta’ e ‘falso in atto pubblico’. Ma gli illeciti dell’ex numero 1 del MPS non sono finiti qui: lui, insieme a Ceccuzzi, era al vertice del “gruppo della birreria”, un entourage lobbistico in cui, secondo gli inquirenti, alcuni immobili appartenenti al “Valore Immobiliare” di proprietà della banca sarebbero stati venduti con prezzi di favore. Insomma i vertici della banca senese vendevano a proprio piacimento e come volevano, a quanto pare. David Rossi, lontano da questi movimenti, poteva conoscere qualche altra verità scottante?


 ROSSI IL POSSIBILE ‘POSTINO’ DI MUSSARI – Al vaglio degli inquirenti per capire la “cavolata” di cui parlava Rossi, che è poi la chiave della sua morte e del MPS, ci sarebbe anche un possibile ponte creato dal giornalista. Poiché Mussari non poteva avere contatti perché sotto inchiesta, è possibile che David Rossi facesse da messaggero tra i vari indagati, una posizione che gli avrebbe fatto sapere diverse informazioni rendendolo complice, se fosse vero, del sistema MPS. Intanto si continua ad indagare.

 QUELLA CHIAMATA ANONIMA – Prima di uccidersi Rossi, dopo aver avuto una serie di telefonate con amici e colleghi tra cui anche Daniela Santanchè, sembra aver parlato per lungo tempo con un anonimo e, solo dopo quest’ultima telefonata, essersi ucciso.

E’ possibile che, sotto pressione di minacce, l’uomo di Mussari abbia deciso di togliersi la vita?

 Il mistero è sempre più fitto ed ora arriva anche l’ombra di un suicidio indotto sulla già sporca vicenda del Monte dei Paschi di Siena.

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