SENZA CENSURA/ Nunzia De Girolamo contro Pasquale Viespoli, battaglia tutta sannita

E’ il braccio di ferro con la deputata Nunzia De Girolamo, la deputata “nel cuore” di Berlusconi, ad avvelenare il confronto politico a destra nel collegio elettorale di Pasquale Viespoli. Intanto però il senatore piazza nei punti strategici del governo una pattuglia di comunicatori ed esperti sanniti. Un’inchiesta senza censura, che rivela ancora una volta – se ce ne fosse bisogno – quanto becero stia diventando il confronto tra “avversari” politici.

viespoli-degirolamo-350x278Quando approdò sulla poltrona di sottosegretario per la prima volta, nove anni fa, qualcuno lo accusò di essersi berlusconizzato. La clamorosa svolta del capo, Gianfranco Fini, lo ha colto forse di sorpresa e Pasquale Viespoli ha dovuto accettare a malincuore l’avventura del neonato movimento politico “Futuro e Libertà”, che ha portato il governo sull’orlo della crisi. Il senatore sannita non ha mai nascosto la sua simpatia per il premier, tanto è vero che oggi è considerato il più convinto sostenitore del dialogo con Silvio Berlusconi.

Per ricucire lo strappo, nei giorni più caldi e tesi dello scontro Viespoli è stato inviato, infatti, come ambasciatore ad Arcore, insieme a Roberto Menia e Silvano Moffa, guadagnandosi sul campo il ruolo di “colomba”, rispetto al “falco” Italo Bocchino.Per premiare la sua fedeltà, Fini lo ha nominato capogruppo al senato, ma per ricoprire questo nuovo incarico è stato costretto a lasciare lo scranno di sottosegretario, conquistato per la seconda volta dopo le ultime politiche. La nuova veste lo ha catapultato all’improvviso sotto i riflettori nazionali, mentre una volta criticava i talk show ed il circo mediatico. Gli avversari lo hanno definito demagogo, istrione, populista, parolaio, novello Masaniello. In un’intervista ad Antonello Caporale su Repubblica recentemente ha dichiarato di essere «l’uomo di destra che in Italia ha governato, a livello locale o nazionale, per più tempo in assoluto».

La carriera di Viespoli comincia nel lontano 1993, come sindaco di Benevento. La conquista del municipio arriva capeggiando una lista civica chiamata “Partecipazione” e presentandosi come il campione dell’antimastellismo. La sua vittoria si avvale dell’apporto di un pezzo della sinistra e scombussola la scena politica. La prima esperienza da sindaco dura tre anni, perche’ manca la maggioranza consiliare. Si ritorna a votare e Pasquale Viespoli è rieletto primo cittadino.
Lo sbarco in parlamento avviene nel 2001, quando comincia ad assaporare le luci della ribalta nazionale come sottosegretario al welfare, con il ministro Roberto Maroni.

 

I SANNITI A ROMA
La sua guerra alla vecchia Dc non gli impedisce di nominare a capo dello staff romano l’ex assessore comunale di Benevento Guido Principe, esponente locale dell’ala andreottiana. Una scelta che provoca non pochi malumori in Alleanza Nazionale. A curare l’ufficio stampa chiamerà il giornalista beneventano Giacomo Ciriello, che oggi è capo della segreteria di Maroni al Viminale. L’amicizia tra Viespoli ed il ministro leghista si cementerà nel tempo. L’attuale portavoce di Maroni, Isabella Votino, viene dal Sannio, esattamente da Montesarchio ed approdò a Roma nel 2004, quando Viespoli la propose nell’ufficio stampa della fondazione Nuova Italia, fondata da Gianni Alemanno.
Col sindaco di Roma ha intrattenuto sempre buoni rapporti, fin dai tempi della rautiana Destra Sociale.

Dopo il congresso di Fiuggi, Viespoli entra nella nomenclatura nazionale, come esponente della maggioranza guidata da Fini. Negli stessi anni ricopre la carica di coordinatore regionale di An, quando “sfiora” la candidatura a presidente della Regione Campania. La prima volta la spunta Antonio Rastrelli, la seconda Italo Bocchino. Un altro smacco lo subisce a casa sua. Nel Sannio, infatti, perde due congressi di seguito. A vincere la corsa per la segreteria provinciale è Roberto Capezzone, all’epoca esponente di Destra Protagonista, che faceva capo ad Ignazio La Russa e Maurizio Gasparri. Oggi Capezzone è vice-coordinatore del Popolo della libertà, la cui numero uno a Benevento è la deputata Nunzia De Girolamo, comodamente eletta perché inserita ai primi posti della lista, con la benedizione di Berlusconi.

 

UNA NUNZIA PER NEMICA

Da allora tra Viespoli e la giovane parlamentare non è mai corso buon sangue. La diatriba è riesplosa dopo le ultime elezioni regionali, quando il candidato sponsorizzato dal senatore, Mario Ascierto Della Ratta, non ce l’ha fatta per soli 109 voti e l’ha spuntata così l’editore e stampatore Luca Colasanto, direttore del Sannio Quotidiano, legatissimo alla De Girolamo.il_sannio_quotidiano_1.gif
«Non permetterò che il Pdl venga trasformato in un’oligarchia – annuncia euforica la coordinatrice provinciale De Girolamo – questa vittoria dimostra che per crescere non abbiamo bisogno dei “guardiani di corso Garibaldi”, violenti nei toni e nei modi (il riferimento è ai consiglieri comunali fedelissimi del senatore, ndr). A Viespoli voglio ricordare che il partito non finisce a Ponticelli, il suo quartiere. Chi mi critica dovrebbe essere orgoglioso di essere rappresentato da una che può alzare il telefono e parlare direttamente col presidente Berlusconi».

«Siamo al rampantismo degli anni ottanta – ribatte l’ex sottosegretario – al ritorno del trasformismo. L’elezione di Colasanto è stata decisa dai voti portati da Fernando Errico, ex capogruppo mastelliano in Regione, ultimo acquisto del Pdl. Aggregando pezzi di vecchia classe dirigente, diventiamo forza di conservazione, non di cambiamento. Quando la De Girolamo non rispetta chi ha amministrato per tanti anni la città vuol dire che non conosce la storia, dimostrando di essere “fuori corso “ e fuori luogo. Perciò le sue parole sono farneticanti, sgangherate e squilibrate».

E così contro Viespoli lancia frecciate velenose anche il coordinamento delle donne azzurre. «Se il senatore critica l’opportunismo, perché non ha protestato – rintuzzano – quando Clemente Mastella è stato candidato alle europee nelle liste del Pdl e la moglie Alessandrina Lonardo si è presentata alle regionali come nostra alleata?».mastella

Il senatore futurista ha usato, in passato, parole di fuoco contro il leader di Ceppaloni, soprattutto quando “giocava” nel centrosinistra. «Il meridionalismo di Mastella – sosteneva l’ex sottosegretario – che disegna l’immagine di un sud legato all’assistenzialismo, alla lottizzazione e al clientelismo, non fa che alimentare l’antimeridionalismo». Quando il tanto vituperato segretario dei Popolari per il Sud fu accolto da Berlusconi a braccia aperte per la competizione europea, Viespoli non batté ciglio, anzi si affrettò a giustificare l’accordo affermando: «non temo Mastella, quanto il mastellismo, che sarebbe un bene debellare». Ma l’alleanza con i mastelliani era già andata in scena nelle politiche del 1996 e nelle successive provinciali, sotto le insegne del Polo delle libertà.

La guerra tra Viespoli e De Girolamo, intanto, ha spaccato i berlusconiani al comune di Benevento, che hanno dato vita a due gruppi separati. I seguaci del senatore sono capeggiati da Nicola Boccalone, ex city manager, Nazzareno Orlando, ex assessore alla cultura e dall’ex sindaco Sandro D’Alessandro. Per le comunali della primavera prossima si e’ in piena fibrillazione. La frattura sembra insanabile. «La logica di Viespoli verso De Girolamo e’ faziosa – critica Capezzone – non ha nulla di politico. Questa spaccatura non ci ha consentito di avere un assessore regionale. Noi l’abbiamo chiesto per il territorio, altri, forse, hanno pensato piu’ alle parentele».

L’insinuazione, non tanto velata, riguarderebbe il tentativo dell’ex sottosegretario Viespoli di far nominare in giunta Bianca D’Angelo, compagna dell’eurodeputato Enzo Rivellini, cugino di sua moglie.
«Per combattere la De Girolamo – ipotizzano nel frattempo in città – potrebbe anche realizzarsi un accordo trasversale tra i finiani, i mastelliani ed una parte dei Democratici, con Carmine Nardone candidato sindaco».

ALLA PROVA DEI FATTI
Da dialogatore a pensatore il passo è breve. E infatti il neocapogruppo dei senatori Fli ha dedicato molto tempo a ragionare sulle sorti dell’Italia Meridionale. Prima con “Sud Positivo” ed oggi con “Mezzogiorno Nazionale”, associazione politico-culturale nata, secondo il super finiano Rivellini, «per arginare la deriva nordista che penalizza il nostro meridione». Cosa ha prodotto Viespoli, invece, al governo?

«Quando Berlusconi ha telefonato alla recente festa del Pdl di Pietrelcina – rileva Fausto Pepe, sindaco di Benevento – ha detto brava solo alla De Girolamo, nemmeno una parola per il sottosegretario uscente, né sui problemi del sud che sono aumentati, vedi emergenza rifiuti». Le opere pubbliche, promosse da un impegno bipartizan, come il raddoppio delle Telese-Caianello e la linea di Alta Capacità Napoli-Bari, attendono ancora la ratifica dei finanziamenti da parte del Cipe. «La stessa Agenzia delle dogane, aperta in città – rileva Costantino Boffa, deputato del Pd – può avere un senso solo se collegata alla realizzazione della Piattaforma logistica, prevista in contrada Olivola. Insomma, sulle infrastrutture attendiamo il governo alla prova dei fatti». 

La Diocesi di Benevento intanto ha stigmatizzato la “calamità sociale” della disoccupazione al sud. Solo nel Sannio 4 mila cassintegrati e 900 licenziati nell’ultimo anno. Per Benevento è sfumato il Polo Calzaturiero, un investimento di quasi tre milioni di euro, durato qualche anno e finito con 290 disoccupati.Tra i promotori, il viespoliano Ettore Martini, consigliere comunale e coordinatore di Generazione Italia. 

Per divulgare meglio le sue idee, comunque, l’ex sottosegretario non ha dimenticato la sua terra, chiamando a Roma, presso il ministero del lavoro, il giornalista Bruno Menna, in qualità di esperto del ministro Maurizio Sacconi, per affidargli la cura delle “iniziative di informazione e comunicazione”, con un contratto di lavoro a tempo determinato di 50 mila euro lordi. Come consulente giuridico, nello stesso posto e con lo stesso trattamento, ha chiamato l’avvocato Federico Paolucci, ex capogruppo di An al comune di Benevento. Ma, nonostante l’attenzione al territorio e la brillante carriera nazionale, nella sua città e nella sua provincia vince e governa il centrosinistra.

 

Tratto da La Voce delle Voci di Novembre 2010

 

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