Se Casaleggio piazza il suo stratega di rete in Parlamento: società civile o società d’interessi?

Mettiamo in chiaro le cose: Maurizio Benzi, ex Webegg spa, oggi stratega di rete della Casaleggio Associati, è un professionista tra i più accreditati in Europa. Peccato che viva una condizione di grave conflitto d’interessi. Perché? È candidato alla Camera nella circoscrizione Lombardia 3 tra le file del Movimento 5 Stelle. Creatura politica targata Casaleggio. Quando Benzi siederà in Parlamento curerà gli interessi della società civile o quelli della società Casaleggio? E uno stratega di rete del suo livello, che partecipa alle parlamentarie online, non sembra un po’ come Messi ad una gara di palleggi? Certo, potrebbe anche perdere: ma suvvia, il risultato sarebbe fin troppo scontato

 

di Andrea Succi

Non è la prima volta che facciamo le pulci al Movimento 5 Stelle e ogni qualvolta che ce ne occupiamo crediamo che la questione sia di interesse pubblico, che riguardi le migliaia di attivisti che lavorano per un futuro migliore e cheda tempo ormaichiedono a Grillo e Casaleggio di allentare i cordoni del Movimento e favorire maggiore partecipazione e trasparenza.

In Casaleggio Connection portammo all’attenzione di tutti la figura di Enrico Sassoon, all’epoca socio di Gianroberto Casaleggio, figura legata a doppio filo con le più potenti lobby economiche nazionali e internazionali.  

“Oltre a ricoprire prestigiose cariche ed essere primo partner della Casaleggio, è soprattutto Board Member dell’Aspen Institute Italia, think tank emanazione diretta del Gruppo Bilderberg. Vale a dire il medesimo gruppo di tecnocrati che sta sconvolgendo l’Europa e che ha piazzato il “suo” Mario Monti in capo alla Presidenza del Consiglio italiano. Com’è possibile che Casaleggio, influencer di Grillo, permetta al suo membro più rappresentativo di sedere tra le fila dell’Aspen, insieme a figure quali lo stesso Mario Monti, Giulio Tremonti, John Elkann,Giuliano Amato, Fedele Confalonieri, i due Letta, Enrico e Gianni, Emma Marcegaglia, CesareRomiti, Lorenzo Ornaghi e altri? In teoria dovrebbero essere “nemici”, Casaleggio e gli aspeniani…”

L’inchiesta creò notevoli problemi al Sassoon e a Casaleggio, tanto che l’illustre (e discusso) personaggio si dimise da ogni carica della Casaleggio Associati e lasciò ai rimanenti soci fondatori le sue quote di appartenenza.

Sempre in Casaleggio Connection raccontavamo di Webegg Spa, il cui amministratore delegato era Gianroberto Casaleggio, “joint venture tra Olivetti eFinsiel. A fine giugno 2002 Olivetti cede la propria quota del 50% in Webegg S.p.A. a I.T. Telecom S.p.A., che nel frattempo partorisce Netikos Spa, dove il più famoso dei Casaleggio partecipa al Cda con Michele Colaninno (secondogenito di Roberto e presente nel Cda Piaggio). Questo fino al 2004, quando Gianroberto decide di fondare la Casaleggio Associati, attuale editore di Beppe Grillo, con altri dirigenti Webegg. Tra cui proprio Enrico Sassoon.”

E anche Maurizio Benzi, attuale stratega di rete della Casaleggio Associati, è un ex Webegg, fedelissimo di Gianroberto, tanto da averlo seguito nella nuova avventura imprenditoriale, che poi si è trasformata in qualcosa di politico dando vita – insieme a Beppe Grillo – al Movimento 5 Stelle.

Benzi rappresenta, forse inconsapevolmente, proprio questa commistione della Casaleggio tra imprenditoria e politica, in quanto risulta candidato alla Camera, tra le file del M5S, nella circoscrizione Lombardia 3.

gianroberto_casaleggio_piazza_i_suoi_in_parlamentoQualora venisse eletto – e le probabilità sono alte, visto che si tratta di una “candidatura (quasi) blindata”, essendo Benzi sesto in lista – lo stratega di rete della Casaleggio curerebbe gli interessi della società civile o quelli della società con cui opera dal lontano 2004? Si può parlare, anche in questo caso – come in molti altri della politica italianadi conflitto d’interessi?

Perché questo è il punto, al di delle chiacchiere e della (presunta?) moralità del M5S: il principio del conflitto d’interessi vale per tutti o vogliamo continuare a condonare in base a simpatie e antipatie personali?

E ancora: uno stratega di rete, che come tutti gli altri aspiranti candidati del M5S al parlamento, ha partecipato alle primarie online, ci sembra un assurdo paradosso. Un po’ come se Messi dovesse confrontarsi con i comuni mortali in una gara di palleggi: partirebbe quantomeno avvantaggiato, no?

Ma l’aspetto più inquietante dell’affaire Benzi è un altro. La sua è una candidatura che sembra studiata a tavolino. Perché?

Benzi, originario di Voghera in provincia di Pavia – il cui territorio cade proprio nella circoscrizione Lombardia 3 – ha dato vita a uno dei primi meet up d’Italia, promuovendo sul territorio il movimento “Voghera a 5 Stelle”. Anche con buoni risultati, tanto da eleggere due consiglieri comunali, con poco più del 9% dei consensi.

Passa nemmeno un anno, siamo nel 2011, e il movimento dell’Oltrepò Pavese si spacca perché uno dei due eletti, Francesco Rubiconto, candidato sindaco della lista a 5 Stelle, lascia. Le accuse? Più o meno quelle che si sentono da un po’ di tempo a questa parte: “In questi mesi abbiamo perduto per strada tutta la componente della società civile che rappresentava un terzo della lista… Si è creata una specie di setta. È impossibile dialogare per una persona come me che ha una grande libertà.”

Il dominus del 5 stelle di Voghera, Benzi, non si è scomposto più di tanto, facendo solo scrivere un breve comunicato, nel quale si evidenziava cheil Dott. Rubiconto non rappresenta in nessun modo il Movimento Voghera 5 stelle. Le sue dichiarazioni e azioni politiche sono indipendenti e non condivise dalla lista che lo ha presentato come candidato sindaco.

Insomma, è il metodo Tavolazzi-Favia-Salsi utilizzato ante-litteram, quasi un esperimento (in ottica futura?) curato nei dettagli dallo stratega Benzi. Che, ça va sans dire, nello stesso periodo lavorava sia per la società Casaleggio che per il Movimento.

Dal profilo a 5 stelle di Benzi risulta che il primo intervento squisitamente politico è datato 20 dicembre 2010, esattamente sei giorni dopo la fiducia– per tre votiottenuta dal governo Berlusconi, in seguito alla crisi aperta da Gianfranco Fini e ricucita grazie ai vari “responsabili” Scilipoti, Razzi e company. Ancor prima delle vere dimissioni di Berlusconi, datate novembre 2011, è chiaro a tutti che l’inizio della fine della legislatura risale proprio a quel 14 dicembre 2010.

Sarà certamente un caso che, appena qualche giorno dopo, Benzi abbia iniziato a spingere sull’acceleratore politico, coniugando lettere ai cittadini di Vogherail cui territorio, lo ricordiamo, cade nella circoscrizione Lombardia 3, dove Benzi corre per un posto alla Camera – e interventi prettamente organizzativi, in previsione della “madre di tutte le battaglie”: lo sbarco in Parlamento dell’armata a 5 stelle. Di cui Benzi, probabilmente, era consapevole già allora di far parte.

E allora il dubbio, legittimo, che ci poniamo e che giriamo all’opinione pubblica è sempre lo stesso: Benzi, stratega di rete della Casaleggio Associati e candidato (in posizione “quasi” sicura) alla Camera per il Movimento 5 Stelle, qualora andasse in Parlamento, curerebbe gli interessi della società civile o quelli della società di cui fa parte dal lontano 2004?

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