SCANDALI ITALIANI/ Ancora Zuccheropoli

di Pasquale Di Bello e Michele Mignogna

La regione Molise “regala” altri 4milioni di euro al socio privato dello Zuccherificio del Molise, la G&B, società riconducibile al socio occulto Remo Perna. “Il Marchionne del Molise”, come lo ha definito il presidente della Regione Iorio. Il “regalo”, fatto attraverso una determina dirigenziale a firma Antonio Francioni, arriva in piena campagna elettorale, “ferma restando l’acquisizione formale di assenso da parte del Presidente della Regione”. Sulla vicenda l’Infiltrato ha condotto una documenta inchiesta – mai smentita – che non ha avuto nessun seguito. Né politico né giudiziario.

Massimo Romano torna sulla vicenda Zuccherificio. Zuccheropoli, come l’abbiamo chiamata noi dell’Infiltratozumo--400x300 che  sul tema abbiamo condotto una documentata inchiesta. A dargliene lo spunto è la determina del Direttore generale della Regione Molise, Antonio Francioni, che in pratica “regala” a Remo Perna, il socio occulto dello Zuccherificio del Molise che si nasconde dietro ad un micidiale gioco di scatole cinesi, altri 4milioni di euro. Cifra che va ad aggiungersi ai circa 50milioni che la Regione Molise ha sciolto (è il verbo giusto) dentro ad una pappa zuccherosa che rischia di non salvare né lo stabilimento, né gli operai, né l’indotto.

 

Ma qual è l’ultima trovata regionale? “Il 22 settembre2011 – denuncia Romano – il direttore generale Antonio Francioni firma di suo pugno l’erogazione di altri 4 Milioni di euro in favore dello Zuccherificio del Molise spa.  Il provvedimento è inquietante: visto che ci sono le elezioni e la Giunta regionale è tecnicamente in vacatio, provvede il direttore generale “ferma restando l’acquisizione formale di assenso da parte del Presidente della Regione”. Non la Giunta, il Presidente. E chi è il Presidente della Regione per decidere di dare altri 4 Milioni di euro a Remo Perna? Ma in Molise non esiste la legge? Il Presidente della Regione non ha alcun potere di decidere monocraticamente l’erogazione di finanziamenti senza alcuna gara pubblica in favore di società compartecipate da privati (e che privati!). Perché il direttore generale della Regione  non è al corrente di questo piccolissimo dettaglio? E Iorio lo sa?”

“Ma gli aspetti inquietanti – prosegue Romano – non finiscono qui: l’erogazione del finanziamento è subordinata all’acquisizione di idonee garanzie “da far gravare sulla quota di capitale del socio privato”, e cioè “la costituzione di pegno sulle azioni del socio privato”. E’ scritto sul provvedimento del 22 settembre. E qui l’affare diventa esplosivo: perché sembra che il giorno prima, cioè il 21 settembre, il consiglio di amministrazione della G&B, socio privato dello Zuccherificio riconducibile a Remo Perna, avrebbe autorizzato “a garanzia del finanziamento della Regione, la costituzione di pegno sulla partecipazione della G&B nello Zuccherificio”. Che strano – dice Romano – prim’ancora che Francioni firmasse il provvedimento (il 22 settembre), laG&B di Remo Perna già sapeva (il 21) che lo avrebbe fatto e che gli avrebbero richiesto la garanzia del pegno sulle azioni. Un caso emblematico di chiaroveggenza (alla molisana). Guarda caso nel provvedimento non c’è scritto a cosa serviranno quei 4 Milioni di euro. Dunque la Regione anticipa altri 4 Milioni (e con questi siamo a circa 50) prendendosi la garanzia del pegno sulle azioni di Perna. Ma le azioni della G&B con quali soldi sono state pagate da Perna? E qui sta l’aspetto più scandaloso (e drammaticamente illecito, se fosse confermato e ad oggi non è mai stato smentito) di questa vicenda. Dalla straordinaria inchiesta giornalistica di Di Bello e Mignogna su infiltrato.it sembra che Remo Perna abbia acquistato il pacchetto azionario dello Zuccherificio utilizzando soldi pubblici (3 Milioni di euro) erogati dalla Regione, anzi da un noto dirigente regionale, in favore di aziende tessili intestate a prestanome di Remo Perna che sono direttamente confluiti sull’affare Zuccherificio”.

Belle domande quelle poste da Romano: Iorio lo sa? Ma in Molise esiste la legge? Da che abbiamo pubblicato la nostra inchiesta (quella che in tanti hanno ripreso senza citare mai la fonte, compresi i deputati di Fli Fabio Granata e Daniele Toto, che ne hanno fatto oggetto di una interrogazione parlamentare) tutto tace e tutto tacerà.

Delle due l’una: o noi dell’Infiltrato abbiamo scritto minchiate (e siamo pronti a pagarne le conseguenze), o qui in Molise c’è qualcosa che puzza di fogna.

GUARDA L’INTERVISTA A MASSIMO ROMANO

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