SCANDALI ITALIANI/ 4- La Zuccheropoli molisana

di Pasquale Di Bello e Michele Mignogna

Si chiude, con la quarta parte, l’inchiesta dell’Infiltrato sulla Zuccheropoli molisana. L’enorme riscontro di lettori è indice del livello di attenzione massima che da tutta Italia si sta concentrando su questa regione, piccola nelle dimensioni ma custode di scandali giganteschi. Zuccheropoli, appare come la madre di tutti questi scandali, poiché rappresenta un “modello operativo” che è facile ipotizzare sia stato preso a riferimento in molte delle spericolate azioni economico-finanziarie che vedo al centro il connubio tra la Regione Molise e spregiudicati imprenditori che beneficiano di ingenti risorse pubbliche.

 

Al centro della vicenda Remo Perna, dominus di tutta l’operazione  Zuccheropoli, che proprio in queste ore, inMichele Iorio, presidente uscente Regione Moliseconcomitanza con l’inchiesta dell’Infiltrato, stranamente assurge alle cronache per l’avvenuto versamento della propria parte di capitale sociale in seno allo ZUCCHERIFICIO DEL MOLISE. In realtà, come questa inchiesta si propone di dimostrare, l’intera famiglia Perna nell’operazione non investe un centesimo, utilizzando somme provenienti da società di comodo intrecciate in un abilissimo gioco di scatole cinesi aziendali e di gravissime connivenze dentro i palazzi regionaliIl presidente della Regione Molise, Michele Iorio, ha paragonato Perna a Marchionne e l’operato del suo governo a quello messo in campo dalla FIAT attraverso il manager abruzzo-canadese.  

Può dirlo ancora oggi?


DIETRO LA MASCHERA DI SOLBA

La SOLBA, nella vicenda della contribuzione pubblica e della realizzazione del progetto YOUFAI.IT non c’entra nulla, o meglio entra in gioco come l’ennesima maschera per coprire altri soci, altre facce, altre società. Abbiamo appurato come i soldi pervengano a SOLBA dalla Regione Molise, erogati con una disinvoltura che solleva più di qualche dubbio. Abbiamo anche appurato che SOLBA non ha nessuno dei requisiti previsti dalla legge 598/94 art. 11 per l’ammissione al contributo a fondo perduto. Abbiamo anche appurato che il bando della Regione Molise sulla base del quale SOLBA chiede e riceve 1milione e mezzo di euro è privo di fondi, anzi è chiuso da quattro anni e ad attestarlo sono i signori del MEDIOCREDITO CENTRALE. La domanda di SOLBA, del 2007, usufruisce di un’istruttoria privata da parte della Regione Molise che, magicamente, trova i soldi per riaprire ad aziendam un bando chiuso nel 2003.

 I fatti, tuttavia, sono ancor più gravi. La SOLBA non ha affatto realizzato il progetto per il quale ha introitato 1milione 500mila euro dalla Regione Molise. Dietro la SOLBA si nasconde in realtà la FAITH INDUSTRY Srl, azienda ubicata nel comune di Pozzilli in provincia di Isernia ma con sede legale a Termoli, in provincia di Campobasso. Ad essa SOLBA dichiara di voler fare affidamento prima parzialmente, e successivamente in maniera totale, per la realizzazione del progetto. In realtà la FAITH INDUSTRY non solo confeziona il progetto YOUFAI.IT ma ne è anche il soggetto attuatore. La SOLBA, che ne dovrebbe essere proprietaria e sulla base di questa condizione ricevere il contributo pubblico, è una mera comparsa. Tutti gli aspetti tecnico-operativi del progetto, così come descritti nell’elaborato presentato alla Regione Molise, fanno riferimento esclusivo alla FAITH INDUSTRY. La SOLBA, in realtà, nel triennio interessato (2007-2009) è stata del tutto inattiva sul piano della produzione e nel 2010 ha cessato ufficialmente la propria attività.

 Inoltre, dalle scritture contabili della SOLBA, non risulta alcun investimento per immobilizzazioni materiali a dimostrazione che nessun progetto è stato mai realizzato. Non risulta, parimenti, l’iscrizione a bilancio del contributo regionale.

 Facendo quindi sponda con la FAITH INDUSTRY, la SOLBA riceve 1milione e 500mila euro, documenta con due fatture pro-forma emesse dalla stessa FAITH INDUSTRY (quindi senza alcun valore fiscale e contabile) investimenti per 3milioni di euro. Sulla base di questo la Regione Molise, con procedura privata e irrituale, eroga il contributo parte del quale servirà alla famiglia Perna per acquistare le quote dello ZUCCHERIFICIO DEL MOLISE.


IL RUOLO DI ARIANNA PERNA

 Viaggiando in direzione di Venafro, arrivati nella Zona Industriale di Pozzilli, non è difficile notare una tensostruttura dall’aspetto avveniristico. Una sorta di guscio bianco fatto di telo, plastica, vetro e metallo e circondata da un laghetto artificiale che fa molto fashion, molto docklands londinesi. E non a caso.

 E’ in quella location, che è della FAITH INDUSTRY, che il portale www.youfai.it prende vita. Ancora oggi, sul sito, si può leggere: FAITH INDUSTRY Srl nasce dall’esperienza pluriennale di professionisti del settore moda e tessile, uniti nel comune interesse di essere presenti sul mercato dell’abbigliamento con un’impronta esclusivamente Made In Italy, oltre ad essere sinonimo di rispetto per i clienti, significa genuinità ed eleganza proprie del territorio italiano, che vanta in tutto il mondo il primato per la migliore produzione nel campo tessile. Faith Industry Srl fa parte di un gruppo di aziende leader nel settore tessile. Si è specializzata nella vendita virtuale, creando YOU FAI, una boutique virtuale di moda, dove è possibile trovare una vasta gamma di articoli, con l’obiettivo di soddisfare tutti i bisogni della nostra clientela”. Sempre sul medesimo sito viene riportato nella sezione della rassegna stampa un comunicato stampa del colosso IBM del 27 ottobre 2009 dove si legge, tra le altre cose: “Arianna Perna, responsabile del progetto YouFai.it, ne spiega la nascita: “Le statistiche relative alla crescita degli acquisti online e la nostra esperienza nel settore tessile ci hanno portato a realizzare il progetto www.youfai.it , cercando una tecnologia standard e modulare per capitalizzare ogni iniziale investimento al fine di garantirci che l’evoluzione tecnologica seguisse l’evoluzione del nuovo modello di business. Abbiamo cercato un fornitore proprietario della tecnologia per assicurarci ogni personalizzazione tecnologica e seguire così i processi consolidati già presenti in azienda: OneCube, nostro partner tecnologico ci ha mostrato i benchmark e le eccezionali performance del nuovo database IBM DB2 9.7 che garantendo la portabilità da Oracle ci ha permesso di eseguire la migrazione senza perdere tempo in test e investimenti che erano già stati fatti direttamente da IBM”.

 La sezione “rassegna stampa”, messa in bella evidenza nel portale della FAITH INDUSTRY, dimostra in maniera inequivocabile come il ruolo progettuale di quest’ultima sia stato messo in campo per se stessa e non per la SOLBA. Il progetto destinatario del contributo, di cui Arianna Perna stando alla IBM è responsabile, è quindi di proprietà della FAITH INDUSTRY e non di SOLBA. Quest’ultima, in buona sostanza, è solo destinataria dei quattrini.

 Fatto ulteriore, e non secondario, nel bilancio d’esercizio al 31.12.2009 della FAITH INDUSTRY viene inscritto un investimento immateriale (ma di poche decine di migliaia di euro) che, appare evidente, può essere ricondotto alla piattaforma YOUFAI.IT. Ultimo fatto, ma non meno importante, vale la pena di ricordare che amministratore della FAITH INDUSTRY è Antonio Mucciardi, lo stesso che riceve a mano le comunicazioni della Regione Molise così come predisposte dall’ufficio retto dal dottor Elvio Carugno.


UNA PRIMA CONCLUSIONE

 Dalla ricostruzione sin qui effettuata appare evidente come il collegamento tra SOLBA e FAITH INDUSTRY avesse come unico scopo quello di costruire a tavolino una serie di costi fittizi attraverso i quali arrivare ad ottenere la contribuzione pubblica. Tali costi, formalizzati in due fatture pro-forma, quindi prive di ogni valore fiscale, vengono “notificati” da FAITH INDUSTRY a SOLBA il 31 maggio 2009 (pro-forma di 1milione e 500mila euro quale acconto per la realizzazione del progetto) e il 15 giugno 2009 (pro-forma di 1milione e 500mila euro per il saldo).

Dieci giorni dopo, il 26 giugno 2009 la SOLBA dichiara alla Regione Molise che il progetto si è concluso e il 30 giugno, solo quattro giorni dopo, riceve il contributo regionale. Un pagamento pronta cassa. Immediato. Le comunicazioni? Manco a dirlo, tutte a mano.


LA STORIA DI MODA 2, ALTRI 1,5 MILIONI AL VENTO

 Se di SOLBA c’è una traccia nei palazzi regionali, seppure approssimativa e raffazzonata, della MODA 2 Srl non esiste praticamente passaggio o iter amministrativo. La pratica MODA 2, inoltre, risulta assolutamente sconosciuta al MEDIOCREDITO CENTRALE come già a suo tempo visto per SOLBA.

 Anche per MODA 2 valgono le stesse considerazioni fatte per SOLBA relativamente al bando scaduto e alla mancanza di fondi validi a giustificare l’esborso della Regione Molise.

 L’unica traccia è la determina dirigenziale n. 87 del 30 giugno 2009, a firma Elvio Carugno, con la quale si dispone il pagamento di 1milione e mezzo di euro a favore della MODA 2. Lo stesso giorno, con la determina precedente, la n. 86, il dottor Carugno aveva già disposto il pagamento del milione e mezzo andato alla SOLBA. Tre milioni (l’esatto ammontare dell’aumento di capitale sociale sottoscritto virtualmente dalla GB MANAGEMENT CYPRUS Ltd a favore della G & B INVESTMENTS, la società acquirente delle quote private dello ZUCCHERIFICIO DEL MOLISE).


UNA SECONDA CONCLUSIONE

 Pur frammentari, i dati relativi alla MODA 2, la coincidenza dei tempi, le delibere dirigenziali “fotocopia”, inducono a supporre che le procedure seguite per la concessione del contributo regionale ex legge 598/94 art. 11 siano le medesime adottate per SOLBA. E come per quest’ultima potremmo trovarci verosimilmente dinanzi ad un progetto fantasma mai realizzato e strumentale invece alla acquisizione di una ingente provvista finanziaria alimentata da denaro pubblico.


LA C.P.M. Srl, UN’ALTRA SOCIETA’ BENEFATTRICE

 All’inizio di questa inchiesta abbiamo visto come del milione e 150mila euro incassati a titolo di acconto da Luigi Tesi per la vendita delle proprie quote dello ZUCCHERIFICIO DEL MOLISE, 850mila provengano dalla G & B INVESTMENTS attraverso i tortuosi circuiti che abbiamo cercato di ricostruire e che coinvolgono pesantemente la Regione Molise, mentre altri 300mila arrivano a Tesi, che li incassa, da una misteriosa società benefattrice la C.P.M. Srl.

 Va evidenziato, prima di ogni altra considerazione, come non sussiste nessun rapporto economico e/o commerciale tra la C.P.M. e la G & B INVESTMENTS tale da giustificare il “regalo” di 300mila euro della prima alla seconda in quota acconto ZUCCHERIFICIO.

 Va poi detto che la C.P.M. è anch’essa ubicata a Pozzilli, come la FAITH INDUSTRY, anch’essa amministrata come la FAITH INDUSTRY da Antonio Mucciardi, lo stesso Mucciardi che riceve, consegnate a mano, le note provenienti dalla Regione Molise, dall’ufficio del dottor Carugno e prive di protocollo. Coincidenze, casualità?


TENGO FAMIGLIA

 L’intreccio di società sin qui emerso, un labirinto fittissimo, se visto in filigrana ci restituisce uno stato di famiglia ben preciso. Quello della famiglia Perna con a capo il patron, Remo.

A lui fanno indubbiamente capo i tre figli Francesco, Manuela e Arianna, che ritroviamo a vario titolo, e con vari ruoli, nell’intreccio societario. Arianna Perna, inoltre, la ritroviamo come responsabile della piattaforma virtuale YOUFAI.IT che fa capo alla FAITH INDUSTRY, effettiva “proprietaria” del progetto invece finanziato dalla Regione Molise alla SOLBA Srl, una delle società che finanziano l’affaire ZUCCHERIFICIO. La SOLBA Srl e la MODA 2 Srl (l’altra società finanziata dalla Regione Molise) sono amministrate entrambe da Vittorio Testa, cognato di Remo Perna. Testa è il marito di Carmelina Gentile (coinvolta insieme a Remo Deni nella G & B INVESTMENTS), sorella di Franca Gentile, moglie di Remo Perna. Manca Antonio Mucciardi, amministratore della FAITH INDUSTRY e della C.P.R Srl (la società che paga 300mila euro a tesi), del quale non abbiamo collegamenti familiari ma territoriali. Anche lui, come gli altri, localizzato a Pozzilli, Isernia.


UNA TERZA (E DEFINITIVA) CONCLUSIONE

 Dalla ricostruzione effettuata nelle quattro puntate dell’inchiesta sviluppata dall’Infiltrato emergono alcuni dati incontrovertibili:


  1. La Regione Molise, con provvedimenti a firma del dott. Elvio Carugno, dispone il pagamento di 3milioni di euro complessivi (1,5 cadauna) alle società SOLBA Srl e MODA 2 Srl, entrambe amministrate da tale Vittorio Testa.
  2. I contributi sono assegnati ex legge 598/94 art. 11 a fronte di progetti mai realizzati e in assenza di qualsivoglia bando.
  3. Le somme pubbliche introitate dalle due società sono finite, attraverso un tortuosissimo giro contabile, nelle casse della G & B INVESTMENTS (società integralmente riconducibile alla famiglia Perna). Nessun rapporto, né economico né giuridico sottende al versamento di tali somme.
  4. Le somme acquisite dalla G & B INVESTMENTS sono servite a quest’ultima come provvista finanziaria per l’acquisto del pacchetto azionario privato dello ZUCCHERIFICIO DEL MOLISE, di precedente proprietà dell’ingegnere bolognese Luigi Tesi. Ciò per somme pari ad 850mila euro (il resto, 300mila, li “regala” la C.P.M. Srl); altri 550mila euro vengono impiegati per l’acquisto di quote azionarie della INTERMEDIA FINANCE Spa e della INTERMEDIA HOLSING Spa, due società bolognesi di intermediazione finanziaria riconducibili a Giovanni Consorte già noto alle cronache per l’affaire UNIPOL.
  5. All’appello, dei 3milioni arrivati dalla Regione Molise, ne mancano 1milione e 600mila. In questi giorni, mentre era in corso di pubblicazione l’inchiesta dell’Infiltrato, notizie di stampa hanno riferito che la famiglia Perna avrebbe versato 1milione di euro come quota sottoscritta del capitale sociale dello Zuccherificio del Molise. E’ lecito chiedersi se siano parte del milione e 600mila euro “residuo” 


UNA DOMANDA AL PRESIDENTE DELLA REGIONE MOLISE

 Le storie, talvolta, hanno un andamento circolare e tornano da dove sono partite.

Campobasso, pomeriggio del 25 febbraio 2010. Il responsabile dell’Ufficio Stampa e Comunicazione della Presidenza della Regione Molise, Michele Simiele, dirama agli organi di informazione una nota nella quale, tra le altre cose, si legge la seguente dichiarazione attribuita al governatore Michele Iorio e da quest’ultimo mai smentita: “Ho letto sempre sullo stesso giornale (Nuovo Oggi Molise ndr) anche una serie di offese e illazioni sul socio privato. Dichiarazioni che non intendo commentare; evidenzio solo, però, che noi non abbiamo fatto altro che seguire il percorso intrapreso dalla FIAT quando si è affidata, per il suo rilancio, a Marchionne. Forse eravamo più presi, diversamente da Nuovo Molise, dalle capacità del manager e dal progetto industriale che aveva in mente. Parimenti noi abbiamo pensato più alle idee di Perna, che alla sua residenza. Idee tramutate in un progetto che abbiamo discusso e condiviso anche con i bieticoltori, i lavoratori e le altre forze sociali”.

 La nostra storia è cominciata così, e così finisce, e la domanda è questa: presidente Iorio, lo farebbe ancora quel paragone tra Remo Perna e Sergio Marchionne? E se la sentirebbe ancora di paragonare l’operato della Regione Molise a quello della FIAT? E ai giornalisti di Nuovo Oggi Molise, che non esiste più ma che ha messo al mondo entrambi gli autori di questa inchiesta, darebbe ancora dei propalatori di offese e illazioni?

(Fine)

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