SCANDALI ITALIANI/ 3- La Zuccheropoli molisana

di Pasquale Di Bello e Michele Mignogna

Prosegue, con la terza parte, l’inchiesta dell’Infiltrato sulla Zuccheropoli molisana. L’enorme riscontro di lettori al quale stiamo assistendo è indice del livello di attenzione massima che da tutta Italia si sta concentrando su questa regione, piccola nelle dimensioni ma custode di scandali giganteschi. Zuccheropoli, dai dati in nostro possesso, appare come la madre di tutti questi scandali, poiché rappresenta un “modello operativo” che è facile ipotizzare sia stato preso a riferimento in molte delle spericolate azioni economico-finanziarie che vedo al centro il connubio tra la Regione Molise e spregiudicati imprenditori che beneficiano di ingenti risorse pubbliche.

 

Al centro della vicenda Remo Perna, dominus di tutta l’operazione  Zuccheropoli, che proprio in queste ore,Remo Perna, sullo sfondo Domenico Porfidoinconcomitanza con l’inchiesta dell’Infiltrato, stranamente assurge alle cronache per l’avvenuto versamento della propria parte di capitale sociale in seno allo ZUCCHERIFICIO DEL MOLISE. Parte reclamata in più circostanze dal dimissionario presidente dello stabilimento saccarifero, l’avvocato Domenico Porfido che i bene informati danno in corsa per le elezioni regionali del 16 e 17 ottobre al fianco del presidente uscente della Regione Molise, il pidiellino e berlusconiano di ferro, Michele Iorio.

In realtà, come questa inchiesta si propone di dimostrare, l’intera famiglia Perna coinvolta nella vicenda, e ispirata dal patron Remo, nell’operazione non investe un centesimo, utilizzando somme provenienti da società di comodo intrecciate in un abilissimo gioco di scatole cinesi aziendali e di gravissime connivenze dentro i palazzi regionali.

Un breve riassunto delle parti precedenti.

 La famiglia Perna, guidata dal patron Remo, imprenditore noto alle cronache per una serie di fallimenti societari, acquista per il tramite della G & B INVESTMENTS Spa, di totale proprietà dello società cipriota GB MANAGEMENT CYPRUS Ltd, le quote azionarie del pacchetto privato dello ZUCCHERIFICIO DEL MOLISE Spa, società saccarifera in mano alla Regione Molise.

Della somma pattuita, 2milioni e 650mila euro, vengono pagati all’ex socio privato, il bolognese ing. Luigi Tesi, soltanto 1milione e 150mila euro. A pagare sono, almeno sulla carta, la G & B INVESTMENTS (850mila euro) e un’altra misteriosa società di Pozzilli, la C.P.M. Srl (300mila euro) che ritroveremo nell’inchiesta. Il resto della somma, e cioè la bellezza di 1 milione e mezzo di euro, è ancora oggi oggetto di contenzioso tra le parti.

Proseguendo a ritroso lungo la pista del denaro, si scopre (vedi parti precedenti dell’inchiesta) che in realtà la famiglia Perna, nell’operazione, non investe un centesimo di tasca propria. I soldi utilizzati nell’affaire, provengono da due società, la SOLBA Srl, di Roma, e la MODA 2 Srl, di Pozzilli (IS), che non hanno alcun rapporto, sia commerciale che economico, con la G & B INVESTMENTS che drenando risorse dalle due società di comodo si assicura la provvista finanziaria per l’operazione ZUCCHERIFICIO.

Sempre proseguendo a ritroso sulle tracce dei quattrini, emerge che SOLBA Srl e MODA 2, attingono le risorse dirottate alla G & B INVESTMENTS attraverso un finanziamento regionale di 1milione e 500mila euro cadauna sulla base di una legge la 598-94, e precisamente dell’art. 11 che prevede finanziamenti agevolati per “Progetti di ricerca industriale e/o sviluppo precompetitivo”

Sta di fatto che i 3milioni introitati da SOLBA e MODA 2, che in comune hanno come amministratore unico una tale Vittorio Testa, rappresentano il valore complessivo dell’aumento di capitale sociale della G & B INVESTMENTS così come sottoscritto dalla  GB MANAGEMENT CYPRUS Ltd, la società cipriota che ne detiene  che, il 100% della partecipazione azionaria.

Anche qui siamo di fronte a un gioco di prestigio, la GB MANAGEMENT CYPRUS Ltd non ci mette un soldo, a dispetto delle scritture contabili. I quattrini, alla G & B INVESTMENTS arrivano direttamente da SOLBA e MODA 2 che, a loro volta, li ottengono dalla Regione Molise. E da qui che riparte la nostra inchiesta.

 

L’iter tecnico-amministrativo: il ruolo del Mediocredito centrale.

 La delibera di Giunta Regionale 1573 del 14 febbraio 2002, quella che si occupa dei finanziamenti agevolati ex legge 598/94, riporta la convenzione stipulata tra la Regione Molise e il MEDIO CREDITO CENTRALE di Roma per la “Attivazione delle misure agevolative a valere sulla legge 598/94, art. 11”. Le prescrizioni previste sono le seguenti:

 

  1. I beneficiari del contributo devono essere piccole e medie imprese che esercitano attività industriali dirette alla produzione di beni e/o servizi e devono avere unità produttive ubicate nel territorio della Regione Molise. Ciò deve risultare da apposita certificazione della Camera di Commercio.
  2. Le richieste di contributo devono essere trasmesse al MEDIOCREDITO CENTRALE che ne cura, secondo precisi parametri, l’istruttoria avvalendosi di esperti di settore scelti in uno specifico albo predisposto dalla Regione Molise.

 La burocrazia viaggia a mano.

 Partiamo da SOLBA (di MODA 2 diremo successivamente) e cerchiamo di capire qual è stato l’iter seguito per la concessione del contributo.

 Campobasso, Regione Molise, Assessorato alle Attività produttive. E’ qui che sotto la supervisione del dirigente del Servizio Pianificazione e Sviluppo delle Attività Industriali ed Estrattive, dottor Elvio Carugno, che si sviluppa l’iter di concessione ed erogazione del milione e mezzo rispettivamente a SOLBA e MODA 2. Ed è’ qui che andavano fatte le necessarie verifiche per capire se le due società fossero ammissibili al contributo pubblico. Vediamo com’è andata.

 8 febbraio 2007, la SOLBA con delibera dell’amministratore unico, Vittorio TESTA, delibera l’apertura di una unità operativa nel comune di Pozzilli (IS).

 14 febbraio 2007, l’amministratore della Solba, Testa, consegna a mano alla Regione Molise presso l’ufficio del dottor Carugno il progetto destinato ad essere ammesso a finanziamento. Si tratta della “Piattaforma telematica YOUFAI.IT – Fashion end Innovation” (in pratica un sistema di vendita via internet di capi d’abbigliamento). La spesa dichiarata per il progetto è di 3milioni di euro con conseguente richiesta di contributo a fondo perduto di 1milione e 500mila euro. Testa, nella documentazione, dichiara di volersi avvalere della collaborazione  della società FAITH INDUSTRY Srl con sede (anche questa!) a Pozzilli (IS).

 26 marzo 2007, con apposita determina dirigenziale (la numero 102) il dottor Carugno ammette a contribuzione il progetto presentato da SOLBA.

 27 marzo 2007, la Regione Molise, sempre per il tramite dell’ufficio diretto dal dottor Carugno, consegna a mano (priva di protocollo in partenza) la nota di comunicazione di ammissione al contributo. Riceve la nota, sempre a mano, tale Antonio Mucciardi, che altri non è se non l’amministratore della FAITH INDUSTRY Srl.

 2 aprile 2007, la SOLBA comunica alla Regione Molise che l’intero progetto YOUFAI.IT (e non più parte di esso) sarà realizzato dalla FAITH INDUSTRY. La comunicazione avviene a mano, e la Regione Molise, senza protocollo d’entrata la riceve a mano.

 31 maggio e 15 giugno 2009, la FAITH INDUSTRY fattura pro-forma l’acconto e il saldo per la collaborazione fornita alla SOLBA. Totale dell’opera: 3milioni di euro.

 26 giugno 2009, Vittorio Testa, amministratore della SOLBA, comunica alla Regione Molise di aver completato l’investimento ammesso a contribuzione.

 30 giugno 2009, con impressionante velocità la Regione Molise, con determina dirigenziale (la numero 86) a firma del dott. Carugno, liquida e paga alla SOLBA la somma di 1milione e 500mila euro. Tutto questo la Regione Molise lo comunica attraverso una nota consegnata a mano, e priva di protocollo, non alla SOLBA ma all’amministratore della FAITH INDUSTRY, Antonio Mucciardi.

 

Burocrazia fuori controllo (?)

All’apparenza, con la sola anomalia di carte che vanno e vengono a mano e non afferiscono a nessun protocollo, la vicenda potrebbe considerarsi chiusa. Ma non è così. Una lettura attenta delle carte, ed uno scavo più approfondito fanno emergere una serie inquietante di incongruenze. Vediamole.

 

  1. La SOLBA, contrariamente a quanto dichiarato, nel 2007 non apre nessuna unità operativa in Molise. Tanto risulta dalle visure camerali. Viene meno quindi il primo presupposto, quello territoriale, per la concessione del contributo.
  2. Negli elenchi del MEDIOCREDITO CENTRALE delle società ammesse al contributo ex legge 598/94 art. 11, la SOLBA non risulta presente. Se ne deduce un’istruttoria tutta interna alla Regione Molise assolutamente illegittima ed in contrasto con le prescrizioni di legge.
  3. Non risulta effettuata nessuna attività istruttoria per l’assegnazione del contributo fatta da “esperti esterni” del fantomatico albo della Regione Molise.

 

Regione Molise, la bella addormentata.

 C’è da chiedersi il perché, e la risposta non tocca a noi darla, della irritualità con la quale la Regione Molise concede 1milione e 500mila euro di pubblico denaro ad una società totalmente inammissibile a contribuzione.

 Ma vi è di più. La Regione dorme, o quantomeno si gira dall’altra parte davanti a tanta approssimazione e irritualità, e non vede una questione macroscopica: quella della copertura finanziaria del contributo erogato. I soldi, in buona sostanza, la Regione li ha o no?

 Dati alla mano: nel 2007, anno in cui viene ammessa la pratica di contributo alla SOLBA, il bando della Regione Molise ex art. 11 legge 598/94 ha esaurito da tempo le proprie risorse. Precisamente da quattro anni, dal 10 aprile 2003. In pratica non c’è un soldo di quelli che pure vengono erogati. Eppure la normativa è chiara: “I soggetti interessati hanno diritto agli interventi esclusivamente nei limiti delle disponibilità finanziarie previste dalla legge”. Nuove eventuali risorse e riaperture del bando, vanno comunicati attraverso la Gazzetta Ufficiale  e il Bollettino Ufficiale della Regione.

 Ciò detto, va rilevato che il MEDIOCREDITO CENTRALE, con una propria circolare (294/2003) del 9 aprile 2003, ha dichiarato esauriti i fondi per il bando in questione che quindi risulta chiuso dal 10 aprile successivo. Sempre con la medesima circolare il MEDIOCREDITO CENTRALE ha dichiarato sospesi i termini per la presentazione di ulteriori domande e improcedibili quelle pervenute dopo l’esaurimento dei fondi. Ad oggi non risultano riaperti né i termini né il bando, né tantomeno risultano nuove risorse disponibili.

 Risulta, ictu oculi, che la Regione Molise non solo adotta una procedura irrituale ma fuori da ogni binario di legalità e intavola una relazione del tutto privata con la SOLBA. Quali le ragioni? E in più: la SOLBA realizza effettivamente il progetto, o dietro c’è altro o, meglio, altri?

(fine terza parte)

Continua domani…

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