Santanchè Story – La metamorfosi politica

Sembra passato un secolo da quel Marzo 2008 quando la Santanchè sbraitava ai quattro venti: “Vorrei fare un appello a tutte le donne italiane. Non date il voto a Silvio Berlusconi, perché Silvio Berlusconi ci vede solo orizzontali, non ci vede mai verticali.” Cosa ha determinato questa metamorfosi? E quando Daniela si è lanciata in politica?

di Carmine Gazzanni

daniela-santanche_beffeDaniela Garnero (questo è il vero cognome del Sottosegretario. “Santanchè” è il cognome dell’ex marito Paolo, famoso chirurgo. Daniela ha deciso di mantenerlo sebbene abbia divorziato) inizia la sua attività politica nel 1999, quando diventa consigliere provinciale a Milano con Alleanza Nazionale. Nel 2001 decide di candidarsi alla Camera: non sarà eletta, ma subentrerà a seguito delle dimissioni di una collega di partito.

Viene rieletta nel 2006, ma è proprio in questo periodo che comincia a profilarsi una rottura tra lei e il suo leader, Gianfranco Fini, il quale alla fine la rimuove dall’incarico di Responsabile pari opportunità di An. La Santanchè, ferita nel profondo, esce dal partito e si unisce a La Destra, il partito di Francesco Storace.

E nel 2008 la svolta: si candida a premier per La Destra. Ed è proprio in questo periodo che i suoi attacchi contro il duo Berlusconi – Fini si fanno veementi. Gianfranco Fini è “il valletto di Berlusconi”, “col bavero alzato dietro Berlusconi”. Proprio per questo suo “servilismo”, secondo la Santanchè di quegli anni, “quella persona (Fini, ndr) ha tradito talmente tante di quelle persone che oggi possono credere solo in me e nella Destra italiana”.

E Berlusconi invece? Se oggi Daniela lo difende a spada tratta contro tutti e contro tutto, nel 2008 la spada l’avrebbe usata proprio contro di lui, perché “per Silvio Berlusconi le donne sono in posizione orizzontale e mai verticale”, tant’è che “se c’è veramente un voto inutile è quello a Silvio Berlusconi” proprio “perché c’ha sempre visto orizzontale”. Anzi, secondo lei, Berlusconi “è ossessionato da me. Tanto non gliela do’”.

E poi cos’è successo? Alle elezioni ottiene soltanto il 2,4%. Un voto esiguo che la esclude dal Parlamento. E allora, sebbene avesse tempo prima dichiarato che crede “nella politica, quella alta, quella che ha come missione quello di risolvere i problemi della gente” e che “le poltrone appartengono allo stipendio, alla casta”, decide di abbandonare La Destra e di fondare un movimento tutto suo – Movimento per l’Italia – con il quale ritorna tra le braccia di Silvio.

Metamorfosi? Si direbbe di sì. Eppure Daniela Santanchè, rimangiandosi tutto quello dichiarato prima (anche se non lo ammetterà mai), dichiara: “non mi sono mai allontanata dal Presidente Berlusconi”. Fa niente se uscì dal partito di Storace proprio perché le sembrava “una destra leale a Berlusconi”. Quisquilie.

Eppure, dopo essersi ricongiunta a Berlusconi, Daniela Santanchè diventa una pedina fondamentale nel Pdl. Per prima cosa viene nominata Sottosegretario di Stato al Dipartimento per l’Attuazione del Programma di Governo. Ottiene, dunque, una carica di prim’ordine senza che sia nemmeno “Onorevole” (sebbene lei ci tenga a farsi chiamare in questo modo) perché, come sappiamo, questo è un appellativo per i Parlamentari eletti, mentre Daniela – abbiamo visto – aveva raggiunto solo un 2% alle scorse politiche non superando lo sbarramento.


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