Sangue di Stato

Una storia tristissima di sangue infetto e tangenti. Una strage di Stato di cui parlano solo La Voce e Chi l’ha visto?

 

di Riccardo Castagneri

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Una struttura all’avanguardia, quella inaugurata il 10 febbraio 2010 a Santa Maria Capua Vetere, e’ l’Hospice Nicola Falde, centro per l’assistenza e le cure al malato oncologico. Con un ospite d’eccezione, Francesco De Lorenzo, proprio lui, l’ex ministro della Sanita’, condannato definitivamente a 5 anni e quattro mesi di carcere per tangenti. Direttore generale di quel ministero era Duilio Poggiolini, arrestato in Svizzera nel 1993, dove era scappato, inseguito da accuse legate a manipolazioni di documenti e tangenti nelle procedure di gestione del servizio sanitario.

A seguito delle anomalie riscontrate, la procura di Trento indago’ Poggiolini e l’industriale farmaceutico Guelfo Marcucci per il reato di epidemia colposa, relativi ad una serie di infezioni da HIV ed epatite C, contratte tramite trasfusioni di sacche di sangue non adeguatamente controllate.

In Italia gli emofilici sono ormai un esercito di circa ottomila persone, costretti ad assumere i concentrati dei fattori di coagulazione prodotti a livello industriale dal plasma di migliaia di donatori. Il plasma non trattato con metodi virucidi – secondo gli addetti ai lavori – puo’ diventare un micidiale veicolo di trasmissione dei virus dell’epatite C, dell’epatite B e dell’immunodeficienza, l’Aids.
Migliaia le richieste di risarcimento pervenute al ministero della Salute. E centinaia di dolorose sconfitte per il ministero, che ha cominciato a pagare un conto salatissimo per questa strage di Stato. Tanto che e’ stato deciso di chiudere in via transattiva tutto il contenzioso fino al 31 dicembre 2007. La piu’ grande transazione della storia della Repubblica, un conto da un miliardo e ottocento milioni di euro. La finanziaria di un piccolo Stato.

Ma sempre poco rispetto a quello che lo Stato italiano pagherebbe se portasse a compimento tutte le cause in corso. I familiari di coloro che sono morti dovrebbero ricevere un risarcimento di 600 mila euro, per i talassemici e gli emofilici 400 mila. Mentre ai politrasfusi e ai vaccinati, che sono la stragrande maggioranza, andrebbe la miseria di 90 mila euro. L’ineffabile Stato italiano si sente, in questa sporca vicenda, un po’ meno colpevole nei confronti di chi per propria scelta si e’ fatto vaccinare o si e’ sottoposto volontariamente a trasfusioni, rispetto alle esigenze dei malati cronici.

La legge 210/1992 ha poi previsto un indennizzo a favore di tutti i cittadini italiani infettati da HIV e/o HCV a causa di trasfusioni di sangue infetto e somministrazioni di prodotti farmaceutici derivati dal sangue, anche questi infetti. A dicembre 2008 quarantanovemila persone hanno ricevuto un assegno pari a 1.080 euro a bimestre. Di fatto ormai per migliaia di cittadini questa e’ l’unica fonte di sostentamento a fronte di cure mediche costosissime. La somma bimestrale e’ composta anche da una indennita’ integrativa speciale che non e’ mai stata rivalutata secondo il tasso annuale di inflazione programmato. Cio’ posto, la somma forse sufficiente nel 1992, nel corso degli anni e’ diventata francamente irrisoria.

Per questo motivo molti danneggiati insieme ai loro legali, pochi studi iper-specializzati, hanno iniziato una battaglia che e’ culminata con la sentenza numero 15894 del 2005 che ha dato ragione a queste migliaia di malati. Poiche’ pero’, nonostante la decisione della Cassazione, il ministero della Salute non ha mai adeguato automaticamente le somme e soprattutto non ha mai corrisposto gli arretrati ai danneggiati, alcuni di questi hanno iniziato cause che hanno portato tra il 2008 e il 2010 a centinaia di condanne nei confronti del Ministero.

A maggio di quest’anno, assolutamente imprevisto, il colpo di mano.
L’articolo 11 (commi 13 e 14) della “manovra correttiva” della finanziaria abolisce per legge il diritto alla rivalutazione, disapplicando di fatto anche gli effetti di tutte le sentenze ormai definitive, con la conseguenza che non solo si nega il diritto all’adeguamento al costo della vita a malati gravi ma addirittura il ministero sta cominciando a chiedere la restituzione dei soldi a coloro che se li erano visti riconoscere da una sentenza.

 Un provvedimento di macelleria sociale assolutamente “perfetto” dove, sostanzialmente, non solo si negano gli aumenti, che poi erano solo adeguamenti, ma si toglie quello che si era dato.

Alcuni avvocati specializzati in materia, tra cui Ermanno Zancla di Palermo, hanno cominciato a presentare articolate eccezioni di legittimita’ costituzionale avverso tali norme; una strada, quella della Consulta, che gia’ in passato ha inflitto gravissime sconfitte al ministero a favore dei danneggiati da sangue infetto, e che lo ha spesso costretto a cambiare la sua politica risarcitoria.
E veniamo alla Kedrion, societa’ farmaceutica della famiglia Marcucci, specializzata nel trattamento del plasma e quotata in Borsa dal 2008. I morti passano, restano gli oltre otto miliardi di dollari del mercato mondiale dei plasma derivati. Addirittura il governo di centrosinistra, insieme al Cnr e all’Universita’ di Napoli, nel 2006 assegno’ alla Kedrion un finanziamento di 12 milioni di euro per la ricerca di nuovi farmaci contro l’epatite. Uno scherzo di gusto macabro: i Marcucci prima infettano i politrasfusi, poi prendono soldi pubblici per curarli.

 Ma la partita per lo scandalo del sangue infetto non si e’ ancora chiusa: dopo lo sviluppo tortuoso e contraddittorio sulle competenze territoriali e sulle ipotesi di reato, le vittime ed i loro familiari stanno ancora aspettando dalla procura di Napoli la richiesta di rinvio a giudizio per Marcucci, Poggiolini e C., per il reato di omicidio volontario plurimo, aggravato dal dolo eventuale.

Intanto, nel senese, i padroni della ricerca (arcimilionaria) festeggiano i destini sempre piu’ sfolgoranti di una creatura tanto cara a casa Marcucci: si chiama Chiron, che la Sclavo del patro’n Guelfo acquista dal colosso Ciba Geigy, e vitalizza con la creazione del “centro ricerche”, prima battezzato Chiron Biocine, quindi Chiron Vaccines. Nel 2006 l’ultimo passagio, al big pharma Novartis, quello – tanto per ricordarci – che ha fatto man bassa di fondi pubblici nel mondo (solo in Italia ha scippato circa 250 milioni di euro) con la super bufala della suina, tonnellate di vaccini rimasti inutilizzati (ma, appunto, pagati con contratto autocapestro dal nostro ministero della Salute). E il fresco Novartis Vaccines and Diagnostics di Siena, ora stringe un gemellaggio con la arcimilionaria perla del genetista d’affari Craig Venter, la Synthetic Genomics Inc. (i cui titoli – ancor prima dell’annuncio dei successi per le ricerche sul genoma umano – sono andati letteralmente a ruba in mezzo mondo).
Dopo il sangue infetto dalle prigioni dell’Arkansas di trent’anni fa, un bel salto verso il futuro…

 

Cosi’ e’ avvenuto, su una popolazione appunto di ottomila soggetti: 924 risultano infettati da Hiv, oltre l’11%, e ben 2.142 da epatite, quasi il 27%. Percentuali impressionanti. A meta’ settembre hanno deciso di rompere gli indugi e una folta delegazione ha pacificamente “occupato” piazzale MonteCitorio, per protestare e far sapere agli italiani tante tragiche storie, visto che come mannaia e’ calato anche un silenzio killer da parte dei media (rotto per ora solo da alcuni servizi di Chi l’ha visto? e della Voce).


Tratto da “La Voce delle Voci” di Ottobre 2010

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