RIFORMA DEL LAVORO/ Esodati: le boiate della Fornero e la mozione di sfiducia Idv. Cosa fara’ il politichese bersani?

Le cose sono due. O il ministro Fornero ha mentito oppure si è dimostrata semplicemente incapace di assolvere al suo compito. C’è poco da fare. Non se ne esce. La questione esodati è grossa come un macigno: non si parla di una o due unità in più tra i numeri forniti dal ministro e quelli ufficiali dell’Inps, ma di ben 352.200 lavoratori di differenza. Sbadataggine? No. Molto di più. Dietro i numeri – è bene sempre ribadirlo – ci sono uomini e donne. E famiglie. Ecco chi è Elsa Fornero: il ministro del Lavoro incurante del lavoro. E della dignità dei lavoratori.

di Carmine Gazzanni

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L’Idv, intanto, ha presentato una mozione di sfiducia. Cosa faranno i partiti che blaterano di essere “vicini alla gente”, ma che nei fatti non hanno mai fatto mancare appoggio al governo?

Qui non si parla di bruscolini. Non sono semplicemente numeri. Qui si parla di lavoratori, di uomini, donne, famiglie. Quasi 400 mila persone che si trovano nell’assurda situazione che, tra qualche mese, potrebbero non avere più un lavoro, ma nemmeno una pensione. Ma cosa si vuole: “la riforma ce l’ha chiesta l’Europa”, dicono dall’esecutivo. Una cantilena che non basta a spiegare le boiate (Squinzi dixit) made in Fornero.

Infiltrato.it già tempo fa aveva scovato e illustrato tutte le bestialità contenute nella riforma. Dagli aiuti (velati) alle imprese a danno dei precari-sempre-più-precari, passando per l’articolo 18 con le false promesse di reintegro agli operai, fino all’apprendistato col trucco. Quanto sta accadendo in questi giorni, però, supera anche l’immaginabile. Supera anche l’indecenza del governo Berlusconi. Qui, infatti, non si parla solo e soltanto di scelte politiche altamente discutibili. Di mezzo c’è ben altro. C’è la dignità del lavoratore in quanto lavoratore e, cosa ben più importante, in quanto cittadino e persona.

Senza dimenticare, per giunta, che la questione esodati non è certo emersa ora. Già all’indomani della riforma cominciava a serpeggiare la paura che alla Fornero fosse sfuggito qualcosa. Dettagli, si disse allora. Particolari che, col tempo, aggiusteremo. Il Fatto fu uno dei pochi organi che si occupò della questione. Era il 15 febbraio 2012 quando denunciava: “Esodati: né stipendio né pensione per 70 mila lavoratori”. Niente, la Fornero non colse. Un mese dopo toccò ad un’autorevole giornalista come Nunzia Penelope (autrice di Mani Bucate) e certamente, come si suol dire, non schierata. Eppure anche la Penelope scriveva: “in un primo momento il governo ha fatto la riforma e non sapeva neanche che esistessero, gli esodati. Successivamente ha deciso che gli esodati effettivamente c’erano, ma erano circa 50 mila, quindi il problema era facilmente risolvibile. Ma da un conteggio più attento, come ha ammesso lo stesso Ministro Fornero, in realtà è venuto fuori che gli esodati erano molti di più (pare che siano circa 350 mila) e quindi sono diventati un problema gigantesco. Queste persone di colpo si ritroveranno senza stipendio e senza pensione non per 6 mesi o per un anno che già sarebbe una cosa intollerabile per chi vive del proprio stipendio, ma addirittura per 5 o 6 anni”. Niente anche allora.

Elsa Fornero ha continuato per la sua strada: macchè centinaia di migliaia. Gli esodati saranno al massimo 65 mila. Ora viene smentita anche dall’Inps: 390.200. Una differenza di oltre 350 mila unità. Ora, due sono le cose: o il ministro ha mentito (e non sarebbe nemmeno la prima volta …) oppure si è dimostrata miseramente incapace nel suo compito. Da qui non si esce. Ieri al Senato la Fornero ha ribadito di non aver mai detto il falso. Rimarrebbe, allora, l’altra ipotesi. Che certamente non è più apprezzabile della prima.

Non solo. Ieri, in Senato, ecco l’informativa urgente sulla questione esodati. Nella sua relazione Elsa Fornero non è arretrata di un passo. Nessuna cifra errata sugli esodati. A sbagliarsi sarebbe stato dunque l’Inps: “il dato – ha chiarito – è fuorviante e parziale”. Salvo, però, poi poi ritrattare: “Sono circa 55mila i soggetti da tutelare oltre i 65mila esodati già individuati”. Ancora troppo pochi rispetto ai 390 mila di cui parla l’Istituto di Previdenza Sociale. Un divario che non trova alcuna giustificazione. Una sorta di Dottor Jekyll e Mister Hyde che prima accusa e poi  ritratta, ma sempre con riserva. Insomma, nessuna scusa, nessun errore. D’altronde stiamo parlando di professori.

Non solo. Non le è bastato. Ecco allora prendersi i suoi presunti meriti e, sui tagli previsti nella riforma che hanno portato alle centinaia di migliaia di esodati, si è difesa: “Bisognava amputare in fretta la gamba malata con rischio cancrena, in questi casi non si chiede ai parenti cosa fare”. L’unico partito ad indignarsi l’Italia dei Valori: “È grave – ha detto in una nota ufficiale Antonio Di Pietroche la professoressa Fornero parli in modo irresponsabile di migliaia di persone che stanno vivendo una condizione sociale ed economica drammatica. Per questo, abbiamo presentato una mozione di sfiducia nei suoi confronti e ci auguriamo che se ne possa andare il prima possibile”. Mozione oggi confermata in Senato anche dal capogruppo Felice Belisario e dalla senatrice Giuliana Carlino. “Vedremo chi farà gli interessi dei lavoratori e chi, come suol dirsi, è amico del giaguaro”, ha detto la Carlino nel suo intervento di ieri.

Vedremo. In questi ultimi giorni, infatti, il Partito Democratico ha sollevato la testa da sotto la sabbia e, quasi come se si fosse svegliato da un lungo letargo, ha cominciato a parlare di dignità del lavoratore e di necessarie modifiche al testo. Un po’ tardino per un partito che si fa vanto di essere la forza trainante del centrosinistra che, storicamente, dovrebbe annoverare proprio il lavoro tra i suoi temi cardine. E invece, fino ad ora, un solo grande (mis)fatto: appoggio incondizionato ad ogni boiata della Fornero. Solo pochi giorni fa Bersani, in un’intervista a L’Unità, dichiarava: “Chiediamo che in queste settimane arrivi una risposta seria ed efficace sugli esodati”. Politichese sfrenato. Caro Bersani, di grazia, ma secondo te chi è che vorrebbe una risposta “comica” e “inefficace” sugli esodati? Chi politico ne potrebbe parlare?

Ma tralasciamo il politichese. I fatti raccontano un’altra realtà. Ci dicono che, al momento, la strada del Partito Democratico è stata ben’altra. Si spera, con questa mozione di sfiducia, che possa recuperare il terreno perduto. Per ora anche le loro sono boiate. Il 15 giugno ancora il segretario Pd dichiarava convinto: “Siamo e vogliamo essere il partito del lavoro”. Già. E gli asini volano.

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