RIFIUTI LAZIO/La salute dei cittadini vale meno di un voto elettorale

Lo sapevate che spedire rifiuti in Emilia Romagna per smaltirli costa all’Italia – e quindi ai cittadini – il triplo che portarli in Olanda? La Regione Lazio dovrebbe pensare a questi costi di gestione soprattutto in un periodo di crisi come questo eppure l’assessore provinciale Michele Civita, braccio destro del presidente della Provincia di Roma Nicola Zingaretti, dice un no categorico ai rifiuti “tal quali” (cioè non trattati) all’estero e dichiara a Maurizio Lancellotti, primo firmatario della petizione contro la discarica a Riano, che neanche la Campania ha mai inviato i suoi rifiuti non trattati quand’era in piena emergenza. In realtà la dichiarazione smentita dal tecnico Raphael Rossi, che afferma il contrario: il caso Napoli, sotto gli occhi del mondo, ha visto una scelta d’urgenza che ha consentito quel tipo di invio (per inciso gli inceneritori olandesi non tollererebbero la sola frazione secca per via delle alte temperature che svilupperebbe). Intanto l’individuazione delle discariche a Roma e dintorni si sta rivelando solo frutto di manovre politiche: le istituzioni laziali barattano la salute del cittadino con una manciata di voti.

 

di Maria Cristina Giovannitti

discarica-rifiuti_lazio4L’excursus veloce della storia delle sette discariche romane va ormai avanti da ben due anni ed ha tutte le caratteristiche dell’illegalità e dei favoritismi politici: Malagrotta, la più grande discarica laziale di proprietà dell’imprenditore Manlio Cerroni, non rispetta le normative della UE e l’allora presidente della Regione Lazio, Renata Polverini propone di chiuderla, forse per nascondere degli illeciti. Qualcosa non quadra già per la commissione bicamerale d’inchiesta sulle attività illecite dei rifiuti – la Commissione Rifiuti e Mafie. In realtà l’UE non ha mai dichiarato di dover chiudere seduta stante Malagrotta ma solo di non sotterrarecome ancora accade – nelle discariche solide urbane rifiuti di umido. Questi poi fermentano e creano il percolato, perdite che inquinano l’ambiente. L’UE vuole solo che l’umido sia sottoposto ad un trattamento meccanico/biologico. Inoltre l’UE chiede di usare le discariche come soluzione “residuale”. Ma la Polverini insiste per chiudere Malagrotta. Così, anziché curare il male ne crea di nuovi, arrivando al paradosso di chiudere una discarica per aprirne al suo posto due (una “provvisoria”, al momento identificata in Monti dell’Ortaccio, ed una “definitiva”, dopo quasi due anni ancora non trovata). Quindi, chiudere la più grande discarica del Lazio vuol dire dover cercare altri siti, discariche che vengono individuate tutte nella provincia di Roma, una scelta politica che fa comodo al sindaco Alemanno (Pdl), che è alla fine del suo mandato e ambisce a ricandidarsi. L’illegalità è nell’individuazione taroccata di questi siti riconosciuti anche dal ministro dell’Ambiente Clini come non idonei.

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Prima, però, Berlusconi dichiara lo stato di emergenza rifiuti nel Lazio e nomina un commissario ad hoc, Giuseppe Pecoraro, che dovrà scegliere la nuova discarica. A sua volta Pecoraro nominerà due ingegneri, Luigi Sorrentino e Pietro Moretti, che studieranno i siti per individuare la nuova discarica basando le loro opinioni su studi di privati, con il documento Analisi preliminare di individuazione di aree idonee alla localizzazione di discariche per rifiuti non pericolosi. Sarà lo stesso assessore regionale all’ambiente Pietro Di Paolantonio a parlare di lavoro dequalificato. Così la Commissione Parlamentare arriva alla conclusione: il documento di analisi è inadeguato dal punto di vista tecnico e giuridico e tutti i siti annoverati nel documento hanno rivelato una propria criticità. Con il governo Monti e la nomina del nuovo commissario Goffredo Sottile si ha un copia e incolla del precedente connubio BerlusconiPecoraro, sicché si continua col sì alla discarica di Riano; stavolta non più il sito di Quadro Alto bensì quello di Pian dell’Olmo, solo formalmente nel comune di Roma ma di fatto a soli 600 metri dal primo e a 250 metri dalle prime case di Riano.

E QUI COMINCIANO LE MANOVRE POLITICHE.

Il Comune di Roma fa gola sia ad Alemanno, sindaco uscente, che a Zingaretti. E per voti che si fa? Si spostano a destra e manca i rifiuti fuori Roma: Alemanno vuole la discarica a Riano ma quando vede che la protesta cittadina coinvolge i comuni a nord di Roma e la ventesima circoscrizione della città, che da sempre ha appoggiato Alemanno, il quale indietreggia per timore di perdere consensi. Comincia così il suo braccio di ferro con Zingaretti, che batte i piedi a terra per avere la discarica a Riano sapendo di far perdere consensi elettorali all’avversario. Alemanno che la vuole a Monti dell’Ortaccio, riacquisterebbe la fiducia della ventesima circoscrizione. Insomma solo scelte politiche e poche decisioni per il bene comune.

Una curiosità è il video che riprende Lancellotti, il quale cerca di avere risposte da un dubbioso Zingaretti (qui il link al filmato) che va via, lasciando la parola al suo braccio destro, l’assessore provinciale Michele Civita. Lancellotti ci riporta alcune inesattezze dichiarate da Civita a telecamera spenta.

Per Lancellotti, Civita ha detto che “Pian dell’Olmo era secondo per idoneità dopo Monte Carnevale”.

In realtà, come replicato da Lancellotti e come mostrano agenzie di stampa, diversi siti risultavano in quella graduatoria più idonei, fra i quali Monti dell’Ortaccio. Per quale ragione Civita è apparso così impreciso su un passaggio cruciale come l’ordine di idoneità dei siti?

Secondo Lancellotti, Civita ha proseguito: “Il rifiuto non trattato non può essere mandato all’estero e neanche mai Napoli li ha mai mandati per il vincolo di prossimità».

A parere di Rossi, tecnico in materia di rifiuti, in realtà il caso della Campania, sotto gli occhi del mondo intero, ha visto come soluzione di emergenza l’invio dei rifiuti fuori dall’Italia. Inoltre, come sopra anticipato, è errato dire che i rifiuti non trattati non possono essere mandati all’estero, anzi negli inceneritori dell’Olanda sono più idonei.

Nel racconto di Lancellotti, Civita ha dichiarato: “I rifiuti non possiamo mandarli all’estero ma li manderemo in altre regioni, come per esempio in Emilia Romagna”.

Rossi ha chiarito a Lancellotti alcune informazioni economiche: inviare i rifiuti all’estero è meno dispendioso che portarli in Emilia. In Olanda, trasporto compreso ma imballaggio escluso, costa meno di 80 euro a tonnellata; in Emilia Romagna costa tra le 160 e le 240 euro a tonnellata: ben il doppio/triplo rispetto all’Olanda.

Perché spendere di più? Perché una giunta provinciale di sinistra vuole portare i rifiuti guarda caso in Emilia? Una scelta ancora manovrata dalla politica anziché pensare alla salute dei cittadini?

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