Renzi Connection: tra conflitti d’interesse e parentopoli, il nuovo puzza (già) di vecchio

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Il giovane rottamatore del Pd sembra essere riuscito sapientemente a bilanciare la carriera politica con le cariche di dirigenziali dell’azienda di papa’, Chil Srl ora Eventi 6 di Rignano sull’Arno a Firenze. Prima di essere nominato presidente della Provincia di Firenze, Renzi junior era solo un semplice collaboratore ma 8 mesi prima delle elezioni politiche si fa assumere come dirigente. Una scelta astuta visto che la Chil di papà può scaricare l’onere sull’ente pubblico. Intanto a questi conflitti d’interesse, s’aggiunge l’esposto di Alessandro Maiorano, un dipendente comunale, che denuncia i ‘favoritismi’ attraverso la chiamata diretta del sindaco Renzi.

 

Solo pochi giorni fa abbiamo parlato dei finanziatori della campagna elettorale e della politica di Renzi ma in realtà il giovane rottamatore non smette di stupire. La sua storia è un’intricata tela familiare tra amici, cognati e sorelle dove il collante è Renzi junior. 

L’input che ha aperto l’inchiesta condotta dalla Guardia di Finanza di Firenze e dalla Corte dei Conti nel 2012 è stato l’esposto presentato da un dipendente comunale, Alessandro Maiorano. Il dipendente oltre a denunciare delle anomalie e favoritismi di oltre 100 dipendenti ‘voluti’ da Renzi, attraverso contratti a chiamata diretta, evidenzia il conflitto d’interessi del sindaco. 

LE CARICHE POLITICHE DI RENZI COLLIMANO CON L’AZIENDA DI FAMIGLIA – Schematizziamo la situazione tra le cariche politiche di Renzi e i tasselli delle varie aziende di famiglia: il giovane Renzi tra il 2004 e il 2009 è Presidente della Provincia di Firenze. In questo periodo s’incastra la Florence Multimedia Srl, un’azienda di comunicazione voluta da Matteo Renzi per promuovere e pubblicizzare la sua immagine. 

Qui lavorano due vecchi amici di Renzi: Matteo Spannò, amico ai tempi degli scout, presidente nazionale dell’Agesci – l’Associazione degli scout cattolici – , e recentemente nominato presidente della Banca di credito cooperativo di Pontassieve, è stato direttore eventi di Florence Multimedia. Spanò, a titolo gratuito, è anche il presidente del Museo per ragazzi e la sua presenza non ha fatto che beneficiare perché il numero dei ragazzini in visita a Palazzo Vecchio è aumentato da 380 mila e 510, portando più soldi per il Comune di Firenze. 

Poi c’è Luigi De Siervo figlio dell’ ex presidente della Consulta, Ugo, e fratello del capo di gabinetto del sindaco, Lucia, nonché cognato di Filippo Vannoni, sindaco supplente di Florence Multimedia, e manager di Rai Trade. Il De Siervo propose all’amico Renzi un progetto per sviluppare un canale tv che in pochissimo tempo venne approvato. In realtà questa Florence tv si rivelò un flop fin da subito, però faceva bene al bilancio di Florence Multimedia nel 2007 e così 192 mila euro di soldi pubblici sono andati alla Rai.  

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L’AZIENDA DI PAPÀ TIZIANO – Il vero intreccio familiare è nella storica azienda di papà Tiziano, la Chil Srl di Rignano sull’Arno a Firenze. La società che si occupava di comunicazione e distribuzione di giornali desta non pochi dubbi soprattutto perché il giovane Renzi, fino al 27 ottobre 2003 aveva un semplice contratto di collaboratore. 

Stranamente 8 mesi prima della nomina a Presidente della Provincia, avvenuta il 13 giugno 2004, gli viene fatto un contratto da dirigente fino al 2010. Questo significa non solo che Renzi è dirigente dell’azienda di papà ma che la Chil Srl scarica l’onere dei contributi sull’ente pubblicoe quindi, Provincia e Comune di Firenze pagano al posto dell’azienda di papà Renzi. Un modo come un altro per assicurarsi la pensione. 

La vicenda viene sollevata anche dai due consiglieri Francesco Torselli – Fratelli d’Italia – e Marco Semplici – Lista Galli – che nell’interrogazione del 1 marzo 2013 chiedono se il Comune fosse informato della ‘doppia carica’ e soprattutto se gli enti pubblici hanno elargito soldi in favore della Chil SrlStefania Saccardi, assessore e vicesindaco di Firenze, ha risposto alle domande dei due consiglieri: “Matteo Renzi risulta dipendente presso la Chil Srl e in quanto tale gli vengono elargiti i contributi secondo l’articolo 86 comma 3 del Testo Unico sugli Enti locali”. 

Sicuramente Matteo Renzi da presidente di Provincia e nel 2009 da sindaco di Firenze, fa bene anche all’agenzia di famiglia in un chiaro rapporto di ‘do ut des’nel 2007 l’azienda arriva a fatturare ben 7 milioni di euro, diventando Chil Post Srl. In realtà nel giro di pochi anni – nel 2010 – la società morirà nelle mani di un imprenditore genovese per essere rilevata dal nuovo astro nascente: la Eventi 6 Srl con la sua storica sede a Rignano sull’Arno..

RENZI POLITICO E RENZI IMPRENDITORE: LA EVENTI 6 – La Eventi 6 è un’azienda di editoria sempre della famiglia RenziIn questo caso le quote della società sono divise tra le due sorelle del ‘rottamatore’: 36% a Matilde e 36% a Benedetta, 8% a Laura Bovoli e 20% ad Alessandro Conticini, un nome che sembra quasi estraneo da questo reticolato familiare anche se, in realtà, non lo è. 

Alessandro è fratello di Andrea Conticini, marito di Matilde Renzi, sorella del ‘rottamatore’. Andrea, il cognato di Renzi, è un promettente agente di commercio pressoun’altra società di comunicazione ed editoria fiorentina, la DotMedia, nata nel 2009. 

Guarda caso anche la DotMedia ha ricevuto soldi dal Comune di Firenze, lo attestano due fatture del 20 aprile 2012 – quando Matteo Renzi è sindaco. 16 mila e 800 euro per due progetti: “Coltiviamo la riduzione dei rifiuti” e “Fontanelli: un bicchiere d’acque senza plastica durante l’iniziativa Natale in S.Lorenzo”. 

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A queste si aggiunge un altro pagamento fatto dal Comune di 3 mila e 630 euro per “Progettazione mappe d’Otranto. A quanto pare il Comune di Firenze, con Renzi sindaco, continua a pagare un’azienda dove lavora suo cognato. Ma Andrea Conticini è anche agente di commercio per la Eventi 6 Srl, l’azienda di famiglia. 

Molti sono i dubbi che sorgono su un possibile conflitto d’interessi che lega Renzi politico al Renzi imprenditore, dubbi che sorgono anche al senatore Elio Lannutti che ha posto un’interrogazione parlamentare ai Ministri dell’Interno, dell’Economia e delle Finanze il 5 novembre 2012. 

 

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