REGIONI/ Tutto il marcio dei Consigli: 85 indagati, quattordici condannati e cinque (già) arrestati

I recenti scandali che hanno coinvolto i consigli regionali di Lombardia e Lazio e che hanno portato alle elezioni anticipate – election day insieme al Molise, i cui vertici sono stati decapitati da una sentenza del Consiglio di Stato – rendono necessario capire se si ci può fidare della classe dirigente attuale, soprattutto di quella regionale, più vicina (ma solo fisicamente) ai cittadini rispetto alla Casta romana. Per farlo abbiamo scandagliato tutte e venti le regioni italiane per capire come e dove si annida il marcio. E la scoperta non è delle migliori: tra assessori e consiglieri sono 85 quelli coinvolti in indagini penali. Quattordici tra presidenti e consiglieri sono quelli che hanno già subito una condanna in primo grado e 5 hanno pagato con misure cautelari restrittive, come l’arresto.

 

di Viviana Pizzi

consiglieri_regionali_condannati_e_indagatiSono solo tre le regioni “pulite” e si tratta di Trentino Alto Adige, Marche ed Emilia Romagna, anche se in quest’ultimo caso si è dovuto attendere l’assoluzione in primo grado (“il fatto non sussiste”) del presidente Vasco Errani, accusato di truffa e abuso d’ufficio.

Nelle altre diciassette regioni indagati e condannati spuntano come funghi, con punte di corruzione più alte in Lombardia (14), Calabria (12) e Sardegna (9). I reati più gravi si verificano nelle regioni ad alta densità mafiosa, come Calabria e Campania.

 

LOMBARDIA: DUE CONDANNE UN ARRESTO E QUATTORDICI INDAGATI

Nella regione di Roberto Formigoni, condannato per diffamazione e indagato anche per altri reati, c’è una schiera di altri tredici indagati. Tutti coinvolti in procedimenti che riguardano la pubblica amministrazione.

Il caso più eclatante è quello del pidiellino Domenico Zambetti, arrestato per aver pagato voti alle cosche; poi ci sono Davide Boni (Lega Nord) indagato per corruzione, Massimo Buscemi (Pdl) che deve rispondere di peculato e Franco Nicola Cristiani (Pdl) accusato di concorso in corruzione.

Tra gli imputati c’è la tristemente famosa Nicole Minetti, accusata di favoreggiamento della prostituzione nell’ambito del processo Ruby, dov’è coinvolto anche Silvio Berlusconi; imputati risultano essere anche Daniele Belotti, per concorso in associazione a delinquere, Filippo Penati del Pd che risponde di corruzione e finanziamento illecito, Monica Rizzi (Lega Nord) indagata per trattamento illecito di dati protetti, Massimo Ponzoni (Pdl) che risponde di concussione, corruzione e bancarotta, Angelo Gianmario (Pdl) indagato per corruzione e finanziamento illecito ai partiti, Renzo Bossi (Lega) per appropriazione indebita, Romano La Russa (Pdl) per finanziamento illecito ai partiti e Gianluca Rinaldin (Pdl) già condannato in primo grado per truffa per rimborsi elettorali mai eseguiti.

 

CALABRIA: TRE CONDANNATI, DUE ARRESTATI E DODICI INDAGATI

Per Giuseppe Scopellitti (Pdl) risale al novembre 2009 la prima condanna con il giudizio negativo dalla Corte dei Conti che gli impone di risarcire l’erario per 1.300.000 euro.

Nel settembre 2010 il Tribunale di Reggio Calabria lo reputa colpevole di omissione di atti d’ufficio .

Antonio Rappoccio (Pdl) è stato arrestato nell’agosto scorso per associazione a delinquere truffa e voto di scambio, Francesco Morelli (Pdl) è finito in manette per concorso esterno in associazione mafiosa, Santi Zappalà (Pdl) condannato per corruzione elettorale, Ottavio Bruni (Udc) condannato per danno colposo, inondazione e omissione d’atti d’ufficio, Francescantonio Stillitani (assessore Udc) indagato per abusivismo edilizio, Agazio Loiero (Ad Mpa) condannato in secondo grado per abuso d’ufficio, Claudio Parente (Scopellitti presidente) indagato per truffa aggravata, Francesco Pugliano (assessore Scopellitti presidente) indagato per frode fiscale, Antonio Scalzo (Pd) e Francesco Talarico (Udc) che devono rispondere di abuso d’ufficio, Pasquale Maria Tripodi, accusato di truffa. Inoltre l’intera giunta regionale è indagata per abuso d’ufficio per la nomina di un dirigente.

 

SARDEGNA: NOVE INDAGATI

Rischiano il processo per peculato Oscar Cherchi (Pdl, attuale assessore regionale all’Agricoltura), Mario Floris (Uds, attuale assessore al Personale), Salvatore Amadu (Pdl, presidente della commissione Diritti civili), Renato Lai (Pdl), Alberto Randazzo (ex Udc ora Pdl, presidente della commissione Industria), Giuseppe Atzeri (Psd’az, ex capogruppo), Adriano Salis (Idv, attuale capogruppo in Consiglio regionale). Quest’ultimo, a differenza degli altri che hanno scelto il rito ordinario, ha optato per l’abbreviato per poter dimostrare immediatamente la sua innocenza: l’udienza è fissata la prossima settimana.

Non va certo dimenticata l’indagine per abuso d’ufficio che coinvolge il presidente Ugo Cappellacci, l’evasione fiscale del consigliere di minoranza Pd Renato Soru (ex presidente della Giunta) e il processo per usurpazione delle funzioni pubbliche che coinvolge Andrea Biancareddu dell’Udc perché non si era dimesso nella scorsa legislatura nonostante fosse decaduto.

 

CAMPANIA: OTTO INDAGATI E QUATTRO CONDANNATI

In terra di camorra non va molto meglio: sono otto gli indagati del consiglio regionale della Campania. Corrado Gabriele (Misto Pd) è stato già condannato in primo grado per abusi sessuali e indagato per abuso d’ufficio, Sandra Lonardo Mastella (Udeur) è imputata per tentata concussione e corruzione, Ugo De Flaviis (capogruppo Udeur) indagato per corruzione e abuso d’ufficio, Roberto Conte (Alleanza di Popolo) condannato in primo grado per concorso esterno in associazione camorristica, Alberico Gambino (Pdl) condannato in primo grado per peculato (condanna poi annullata in Cassazione) e finito agli arresti domiciliari nel 2011 per accuse di voto di scambio politico mafioso. A questi campioni di legalità si aggiunge Enrico Fabozzi (Pd) imputato per concorso esterno in associazione camorristica e Pietro Deodato (Fli) decaduto per condanna in disordini a un seggio.

La Campani detiene il triste primato di regione con il numero più alto di condannati (4). Nessuno si dimette e il Consiglio continua a legiferare indisturbato.


PUGLIA: SETTE INDAGATI

Il presidente Nichi Vendola, nonostante una recente assoluzione, ha ancora un processo aperto per abuso d’ufficio. Insieme a lui devono subire indagini e processi Antonio Decaro (Pd) per tentato abuso d’ufficio, Gerardo De Gennaro (Pd) per corruzione, Fabio Amati (assessore Pd) indagato per abuso d’ufficio, Gianfranco Chiarelli (Pdl) indagato per voto di scambio (richiesta l’archiviazione), Salvatore Greco (Udc) indagato con Tarantini per associazione a delinquere, Michele Marrazano (Pd) imputato per millantato credito.


FRIULI VENEZIA GIULIA: UN CONDANNATO E QUATTRO INDAGATI

Il consigliere regionale Edouard Ballman (ex Lega Nord) è stato condannato per peculato, Federica Seganti (assessore Lega Nord) indagata per abuso d’ufficio, Gianfranco Moretton (Pd)  e Paolo Ciani (Fli) indagati per peculato e truffa e Paride Cargnelutti indagato per concorso in peculato.


ABRUZZO: SEI INDAGATI

Gianni Chiodi presidente Pdl deve rispondere di crollo colposo in indagini sul terremoto aquilano, Daniela Stati (ex Pdl) è indagata per corruzione, Alfredo Castiglione (assessore Pdl) e Lanfranco Venturoni (Pdl) imputati per corruzione. Nelle indagini sul sisma del 2009 devono rispondere dello stesso reato del presidente anche Claudio Ruffini e Berardo Rabbuffo entrambi del partito di Berlusconi.


LAZIO: QUATTO INDAGATI E DUE ARRESTATI

In manette per peculato, come raccontano le cronache recenti, i capigruppo di Pdl e Idv Franco Fiorito e Vincenzo Maruccio. Angela Birindelli Pdl risponde invece di tentata estorsione e concussione, Romolo Del Balzo è invece imputato per truffa.  Numeri bassi per un consiglio sotto inchiesta per i bilanci anomali dei gruppi consiliari, cosa per la quale Renata Polverini ha deciso per le dimissioni e per il ritorno alle urne.


SICILIA: DA VENTI A QUATTRO INDAGATI. E UN CONDANNATO 

Migliora nettamente la situazione dall’amministrazione Lombardo a quella di Crocetta: dai venti indagati della scorsa legislatura si scende a quattro: si parte da Giuseppe Picciolo (Mpa)  a processo per simulazione di reato e calunnia al pidiellino Salvino Caputo condannato in appello per tentato abuso d’ufficio, passando a Francesco Cascio (Pdl) indagato per la mancata adozione di misure antinquinamento. Nella maggioranza c’è Marco Forzese (Udc) indagato per l’accusa di assunzioni facili al Comune di Catania.

Le nuove elezioni hanno dato impulso diverso ma l’assemblea regionale siciliana resta con quattro indagati al suo interno. Con più di quaranta tra indagati e condannati candidati è già un risultato positivo.

 

MOLISE: PRESIDENTE CONDANNATO E TRE ASSESSORI INDAGATI

Il presidente Michele Iorio (Pdl), dichiarato decaduto da una sentenza amministrativa del Consiglio di Stato, è stato condannato in primo grado per abuso d’ufficio nell’ambito del processo Bain&Co. Si attende il giudizio della Corte d’appello.  Risulta indagato e imputato in altre inchieste da parte delle procure di Campobasso e Larino per reati vari che vanno dalla truffa alla falsità ideologica all’abuso d’ufficio stesso. Insieme a lui, in un’inchiesta che coinvolge la Giunta del 2005 e riferita alla vicenda Termoli Jet, ci sono gli assessori regionali Gianfranco Vitagliano (Pdl), Antonio Chieffo (Grande Sud) e Filoteo Di Sandro (Pdl) che fanno parte sia della giunta attuale che di quella che firmò la delibera incriminata che dava vita al collegamento tra Termoli e la Croazia.

Iorio e Vitagliano sono indagati anche nelle vicende dello Zuccherificio del Molise.

Il governatore è invece coinvolto anche nelle inchieste Black Hole, Open Gates e Imam Molise. Mentre nelle prime due risulta soltanto come indagato, nella terza è stato già fissato il processo di primo grado. Per l’allargamento del cratere sismico c’è invece la richiesta di rinvio a giudizio presentata dalla procura di Campobasso. I reati contestati in queste inchieste vanno dall’abuso d’ufficio a falso ideologico e truffa. 

 

BASILICATA: QUATTRO INDAGATI

Il consigliere Francesco Mollica (Mpa) è a giudizio per falso e truffa insieme a Francesco Mattia (Pdl). Erminio Restaino è indagato per associazione a delinquere e Luigi Scaglione (Popolari Uniti) per concorso esterno in associazione mafiosa.


GLI ALTRI: MENO DI TRE INDAGATI CADAUNO…

Tra le regioni meno “sporche” spicca la Valle D’Aosta, con il presidente condannato (ma riabilitato) Augusto Rollandin per abuso d’ufficio.

In Piemonte Michele Giovine (Pensionati) ha subito un giudizio di condanna in primo grado per firme elettorali false; Caterina Ferrero (ex assessore Pdl) deve invece rispondere di turbativa d’asta, concussione e abuso d’ufficio.

In Veneto l’esponente di giunta Maria Luisa Coppola (Pdl) è imputata per irregolarità nelle dichiarazioni delle spese elettorali.

Due indagati anche in Liguria: Alessio Saso, del Pdl per promesse elettorali a presunti boss, e Marco Melgrati (Pdl) per abuso d’ufficio.

In Toscana Gianni Salvadori (Pd) deve rispondere di abuso d’ufficio e infine in Umbria Orfeo Goracci (Prc) indagato per associazione a delinquere.

 

CONCLUSIONI

Su 1.111 consiglieri regionali italiani circa l’8% ha avuto problemi con la giustizia: un numero in linea con l’indice di corruzione di 3.9 che ci viene assegnato da Trasparency international e che pone l’Italia soltanto al 69° posto nella lotta ai reati contro la pubblica amministrazione.

L’esempio della Sicilia – che ha quantomeno ridotto il numero di condannati in primo grado e di indagati nella propria assemblea – serva da strada maestra quantomeno alle regioni chiamate al voto nel marzo 2013. Cambiare si può.

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