Processo Mills e toghe rosse: perché Berlusconi ha paura?

Berlusconi attacca la magistratura e le toghe rosse, puntando il dito – in particolare e non a caso– verso quel Fabio De Pasquale, pm del processo Mills: perché?

berlusconi_processo_mills

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Si riparte con il solito, vecchio, squallido copione. Appena ottenuta la fiducia, prima alla Camera e poi al Senato, Silvio Berlusconi ha ricominciato, come suo solito, con i reiterati attacchi alla magistratura: “c’è un accordo fra i giudici di sinistra che vuol sovvertire il risultato delle elezioni; e con quest’accordo […] vogliono eliminare colui che è stato eletto dagli elettori”.

Proprio per questo Berlusconi rivela che è suo intento “chiedere una commissione parlamentare che faccia nomi e cognomi e dica se, come io credo, c’è un’associazione a delinquere nella magistratura. Questo è il grave, grave problema del nostro paese”. Insomma, sempre lo stesso copione. Non è un caso che due giorni fa, al termine della festa del Pdl, Berlusconi abbia continuato a calcare la mano: “Il popolo dovrebbe avere la sovranità, la trasmette al Parlamento attraverso le elezioni, il Parlamento vara delle leggi, ma i pm intervengono e la fanno abrogare. Ergo: la sovranità in queste condizioni è trasferita dal popolo ai pm”.

Ma perché Berlusconi, nonostante la fiducia ottenuta, è ritornato a prendersela con i magistrati? Perché ha paura. Ha paura dei tre processi che sono a suo carico: corruzione giudiziaria di David Mills; compravendita dei diritti Tv di Mediaset – frode fiscale, falso in bilancio e appropriazione indebita; fondi neri in Mediatrade – appropriazione indebita e frode fiscale. Ebbene, ora tali processi sono congelati dal legittimo impedimento, ma il 14 dicembre la Corte si pronuncerà e, quasi certamente, lo dichiarerà incostituzionale. A quel punto scatterà l’ora X per il premier: i processi riprenderanno e Berlusconi dovrà cercare un’altra misura che paralizzi i procedimenti giudiziari.

E qual è il processo che più di ogni altro preoccupa il Cavaliere? Certamente quello per la corruzione del teste Mills. Non è un caso, infatti, che Berlusconi si sia scagliato direttamente contro un pm (di solito si scaglia contro la magistratura tutta; solo in rare occasioni se l’è presa con un pm in particolare). Stiamo parlando di Fabio De Pasquale, il pm che ha in mano le carte del processo; nei suoi confronti il premier ha parlato di “follia” e di “fantasia”, termini che possono riferirsi solo a un “pm di parte come De Pasquale”. Insomma, secondo Berlusconi, “nessuno, nemmeno uno dei fatti che mi sono contestati nei processi sono fatti veri”.

D’altronde non è nemmeno la prima volta che si cerca in ogni modo di ostacolare il lavoro del pm tanto avverso a Berlusconi. Nel 2001, infatti, Berlusconi cominciò a servirsi dei servizi segreti a proprio vantaggio, affiancando al nuovo direttore del Sismi, Niccolò Pollari, un funzionario che veniva direttamente dall’intelligence militare. Stiamo parlando di Pio Pompa, che, come molti sapranno, aveva lavorato anche per l’amico del premier, don Verzè. Bene, durante un sequestro negli uffici dove Pompa lavorava, vennero ritrovati dossier sui presunti “nemici” del premier: giornalisti, politici, intellettuali, tutti schedati con l’1, il 2 e il 3, tutti sotto il titolo “Aree di sensibilità”. Ecco, tra costoro compare anche il nome del pm Fabio de Pasquale e, poco più avanti, una nota sugli obiettivi da raggiungere: “neutralizzazione di iniziative politico-giudiziarie, riferite direttamente agli esponenti dell’attuale maggioranza (legislatura 2001-2006, ndr) e/o di loro familiari. Sedi: Milano (sede del processo Mills, ndr), Torino, Roma, Palermo”.

Ma allora cerchiamo di capire chi, tra Berlusconi e De Pasquale, ha ragione. Ricostruiamo le ultima vicende giudiziarie del premier, a partire da una domanda: che fine ha fatto Mills? Mentre Berlusconi, infatti, poteva dormire sonni tranquilli perché il suo processo era congelato, quello per l’avvocato inglese, non potendo questi godere degli stessi privilegi, è andato avanti. Dopo che l’inglese era stato condannato nei precedenti gradi di giudizio per corruzione (sentenza 19 maggio 2009: Mills “ha agito certamente da falso testimone […] per consentire a Silvio Berlusconi e al gruppo Fininvest l’impunità dalla accuse”), la Cassazione il 25 febbraio ha dichiarato il reato caduto in prescrizione. Al contrario di quanto volle farci credere Minzolini parlando di “assoluzione”, la Cassazione, infatti, ha confermato la consapevolezza dell’avvocato. In altre parole il reato è stato commesso: non è un caso che Mills è stato condannato anche a pagare le spese processuali (per inciso: spese pagate al suo stesso corruttore, in quanto le spese sono state pagate alla Presidenza del Consiglio. Quando si dice “conflitto di interessi”). Nonostante questo, però, il reato è stato prescritto per il decorso dei termini previsti. Anche qui una precisazione: la responsabilità del “decorso dei termini” ancora una volta è di Silvio Berlusconi.

Per capirci facciamo un passo indietro: siamo nel gennaio del 2005 e viene presentata la legge Cirielli, dal nome del deputato An Edmondo Cirielli, nata per inasprire le pene per i condannati recidivi. Ma, senza che nessuno se ne accorgesse, venne aggiunto un codicillo: dimezzamento dei termini di prescrizione per gli incensurati. Per la corruzione, il caso che ci interessa, si è passati da 15 anni a 7 e mezzo. Il tutto per avvantaggiare Berlusconi e i suoi amici, su tutti Previti. E, come detto, ne ha beneficiato anche Mills giungendo in soli sette anni (e non 15) alla prescrizione.

Ma torniamo al processo: per l’avvocato inglese, dunque, il reato è caduto in prescrizione. Per quanto, invece, riguarda Silvio Berlusconi, se il legittimo impedimento venisse bocciato dalla Corte e non venisse partorita nessun’altra legge ad personam tra quelle in cantiere (Lodo costituzionale o processo breve), Berlusconi non avrebbe più santi a cui appellarsi: il processo, infatti, è in dirittura d’arrivo e le prove sono più che forti.

Una su tutte. Ecco cosa si legge nella prova madre, la lettera che Mills consegnò al suo commercialista Bob Drennan il 2 febbraio 2004: “Caro Bob, in breve i fatti rilevanti si possono così riassumere: nel 1996 mi sono ritrovato con un dividendo di circa 1,5 mlioni di sterline […] proveniente dalle società di Mr. B.”. E ancora “Io mi sono tenuto in stretto contatto con le persone di B.  e loro conoscevano la mia situazione. […] sapevano bene che il modo in cui io avevo reso la mia testimonianza (non ho mentito ma ho superato curve pericolose per dirla in modo delicato) avesse tenuto Mr. B. fuori da un mare di guai nei quali l’avrei gettato se solo avessi detto tutto quello che sapevo. All’incirca alla fine del 1999 mi fu detto che avrei ricevuto dei soldi […]: 600 mila dollari […] mi fu detto che sarebbero stati a mia disposizione se ne avessi avuto bisogno”

Quando i pm De Pasquale (di cui abbiamo parlato prima) e Robledo scoprirono la lettera, convocarono immediatamente Mills. Dieci ora di interrogatorio e alla fine l’inglese crolla. Ecco cosa si legge sul verbale: “Ho scritto quella lettera nel quadro di una contestazione fiscale nel Regno Unito. Dovevo spiegare per quale motivo avevo ricevuto la somma di 600 mila dollari. Non credo che occorrano molte parole: io sono stato sentito molte volte in indagini e processi che riguardavano Silvio Berlusconi e il gruppo Fininvest. Pur non avendo mai detto il falso, ho tentato di proteggerlo nella massima misura possibile e di mantenere, laddove possibile, una certa riservatezza sulle azioni che ho comprato per lui. E’ in questo quadro che nell’autunno del’99 Carlo Bernasconi […] mi disse che Silvio Berlusconi, a titolo di riconoscenza per il modo in cui ero riuscito a proteggerlo nel corso delle indagini giudiziarie e dei processi, aveva deciso di destinare a mio favore una somma di denaro”.

Tanto basta per preoccupare Silvio Berlusconi.

Giuro sulla testa dei miei figli di non aver mai saputo niente di questo (di aver corrotto Mills, ndr) ed escludo che possa essere successo, e giuro da Presidente del Consiglio, dicendo che vado a casa un minuto dopo e esco dalla politica se dovesse venire fuori un documento di versamento, una dimostrazione di una donazione di 600 mila dollari a questo signor Mills”.

(Silvio Berlusconi, marzo 2006)

Fino al 31 dicembre 2016 puoi attivare una copertura per il rischio terremoto con sconti fino al 50%.