Parcheggiatori abusivi a Napoli: Estorsione o elemosina?

Dopo il servizio delle Iene, Infiltrato.it ripropone la mini inchiesta sui parcheggiatori abusivi a Napoli. “E se non paghi?” “Ti bucano le ruote – spiega Lino, 23 anni, studente dell’università L’Orientale.

napoli_centro_storico

È bastato poco più di un mese per rivederli in giro. Sono sempre gli stessi: si fanno trovare di buon’ora con tanto di sedie e fischietti davanti agli ingressi degli ospedali e dei cimiteri, oppure per le strade del centro storico dove impazza la movida. E stavolta si son fatti furbi. Non hanno più un tariffario fisso per le soste. Chiedono invece “un’offerta a piacere”, per evitare di essere accusati di estorsione.

I parcheggiatori abusivi hanno ripreso esattamente dove avevano lasciato: zona ospedaliera, centro storico, aree cimiteriali. Sono tornati ad imporre il balzello della sosta agli automobilisti napoletani, come se mai nulla fosse accaduto, nonostante le raffiche di blitz messe a segno dalle forze dell’ordine in tutto il mese di febbraio. Dal settembre del 2008 fino a due settimane fa, la sola polizia municipale ne ha denunciati circa 3500 su tutto il territorio cittadino. Eppure gli abusivi non s’arrendono, anzi. Tanto, per loro, una contravvenzione vale l’altra.

Zona ospedaliera, in un qualsiasi giorno della settimana. Sin dalle prime ore del mattino gli abusivi stazionano davanti agli ingressi dell’azienda sanitaria di via Cardarelli: indossano cappellini con visiera che possa travisarli al meglio, si nascondono tra le auto parcheggiate davanti ai giardinetti dello stazionamento dei bus, per poi materializzarsi appena si ferma una vettura. Un’attività che va avanti indisturbata, mentre a pochi metri una pattuglia della polizia municipale continua ad effettuare i controlli sulle auto in transito verso via Colli Aminei.

Quando nel pomeriggio aumentano i posti liberi a disposizione degli automobilisti, gli abusivi invitano coloro che non hanno intenzioni di pagare a parcheggiare sulle strisce che costeggiano i giardinetti di via Cardarelli. “Noi qua dobbiamo faticare” sbottano. Chi deve trattenersi più a lungo, invece, deve parcheggiare nelle strisce blu sul lato destro. Ed ovviamente pagare, con modalità “offerta a piacere”. Funziona così: i parcheggiatori sanno che la richiesta di danaro equivale all’estorsione, quindi lasciano ai proprietari delle vetture la possibilità di rilasciare una regalia. Come al Cardarelli così per le strade della movida universitaria.

Da via Mezzocannone sino a piazza Matteotti, nei weekend si materializzano squadre di parcheggiatori che puntualmente chiedono il “regalino”. Se paghi, l’auto viene controllata a vista. E se non paghi? “Ti bucano le ruote – spiega Lino, 23 anni, studente dell’università L’Orientale – oppure ti invitano ad andartene, perché ‘loro’ devono lavorare…”. Sono passati appena due anni ormai da quando un noto imprenditore della zona, il proprietario del Kestè Fabrizio Caliendo, denunciò facendo arrestare Antonio detto “‘a Maruzza”, eppure i parcheggiatori sono tornati a “lavorare” più di prima, facendo inviperire non poco i commercianti di Largo San Giovanni Pignatelli.

Anche per le visite domenicali ai defunti non mancano le seccature. In via Santa Maria del Pianto, strada adiacente il cimitero di Poggioreale, i parcheggi sono monopolizzati dagli abusivi, per lo più napoletani, che chiedono denaro agli automobilisti. A Pianura invece i posti davanti al camposanto di via Cannavino sono contesi tra abusivi extracomunitari e Made in Naples: le liti furibonde non mancano, rovinando così la domenica di chi ha deciso di rendere omaggio ai cari estinti.

Fino al 31 dicembre 2016 puoi attivare una copertura per il rischio terremoto con sconti fino al 50%.