Opg, i “luoghi di tortura” non chiudono: proroga di un altro anno. E intanto sono spariti 155 milioni

“Pronto, potrei parlare con il dipartimento che si occupa degli Ospedali Psichiatrici?”. “Si, un attimo che le passo l’ufficio preposto”. Musica d’attesa, come di consueto. Peccato che passino cinque minuti, poi dieci. Nessuno risponde. Al che attacchiamo. Avremmo voluto chiedere perché l’unico decreto in discussione in questi giorni prevede una proroga addirittura di un anno per la chiusura degli Opg: era fissata per il 31 marzo 2013, è stata rimandata al 31 marzo 2014. Veri e propri “luoghi di tortura” che, stando alla relazione tecnica, costeranno per il 2013 ancora 112 milioni (già previsti nel 2012), più altri 6 milioni previsti dal decreto per la gestione delle strutture.  Ma, in realtà, a conti fatti, le strutture potrebbero costare molto di più (circa 340 milioni). Mentre i 155 milioni stanziati per il 2012 proprio per la riconversione e per la gestione del personale sono andati in fumo dato che la chiusura è stata (ancora una volta) rimandata.

 

di Carmine Gazzanni

ospedale_psichiatricoNiente. Dal ministero della Salute nessuna risposta. Eppure sarebbe stato interessante sapere cosa pensino in Viale Ribotta sull’unico decreto in discussione in Parlamento e, precisamente, alla commissione speciale presieduta dal “saggio” Filippo Bubbico per “l’esame di ddl per la conversione di decreti legge” (una commissione, in pratica, nata in attesa che si formino quelle ordinarie).

Stiamo parlando del decreto che ritarda di un anno spaccato la chiusura di veri e propri luoghi di tortura come lo sono gli Opg, ovvero gli Ospedali Psichiatrici Giudiziari (di cui Infiltrato.it si è già occupato in tempi non sospetti). La loro definitiva chiusura era prevista per il 31 marzo 2013. Ma niente da fare. Non si è fatto in tempo. E allora ecco la proroga fissata al prossimo 31 marzo 2014.

Il che non è affatto cosa da niente. Per diversi motivi, peraltro. Innanzitutto per una questione di umanità. Nessuno sapeva niente di questi Opg se non fosse stato per il lavoro, durante la scorsa legislatura, portato avanti dalla commissione parlamentare d’inchiesta sul Servizio Sanitario nazionale (presieduta da Ignazio Marino) che ha portato alla luce una realtà che lascia senza parole: stanze fatiscenti occupate anche da sei o sette pazienti, riscaldamenti che vanno a singhiozzo, letti di contenzione con i materassi bucati al centro per far cadere feci e urina, lenzuola cambiate una volta ogni due settimane, pazienti che ricevono le cure da medici generici che vanno lì per poche ore a settimana. Tanta desolazione. Insomma, veri e propri luoghi di tortura. Un’esagerazione? Assolutamente no, dato che così sono stati bollati dal Consiglio d’Europa.

opg_da_chiudereE di questi luoghi l’Italia è ancora piena. Attivi sono ancora sei: Barcellona Pozzo di Gotto (Messina), Reggio Emilia, Montelupo Fiorentino, Castiglione delle Stiviere (Mantova), Secondigliano e Aversa. Per un totale di 866 internati. Il dossier della commissione presieduta da Marino fece talmente scalpore che si decise – finalmente – di prevedere la chiusura di tali stabilimenti e la loro riconversione in case di cura tramite il decreto del 22 dicembre 2011 convertito in legge il 17 febbraio 2012.

Tanti i soldi stanziati già allora. Bisogna infatti tener presente che per l’attuazione dell’emendamento, il ministro della Salute di un esecutivo dimissionario ma ancora in carica (?) Renato Balduzzi aveva provveduto allo stanziamento di 174 milioni di euro (117 per il 2012 e 57 per il 2013) per le spese di realizzazione e riconversione delle strutture, più altri 38 milioni di euro per il personale nel 2012 e 55 milioni di euro per il 2013. Tutto per consentire la chiusura definitiva degli Opg entro il 31 marzo 2013.

Insomma, i soldi c’erano. Peccato, però, che nessuno li abbia utilizzati. Né il ministero né le regioni. Come ha denunciato lo stesso Ignazio Marino, infatti, “rispetto ai milioni di euro stanziati per il 2012, le Regioni non hanno speso neanche un euro”.

Stesso incomprensibile comportamento è stato tenuto anche dal ministro Balduzzi. Come denunciato tempo fa da Paola Binetti in un’interrogazione, dal ministero della Salute nulla è stato ancora speso per questa grande operazione di civiltà.

Semplice negligenza? No, dato che i 155 milioni stanziati per il 2012 (117 per la rciconversione e 38 per il personale) sono andati in fumo. O, meglio, non si sa che fine abbiano fatto dato che dovevano servire per un qualcosa per il quale non si è avuto tempo o non ci si è voluto rimboccare le maniche.

Ed ecco, infatti, la trovata: tutto rimandato. E di quando? Un mese? Due mesi? Un semestre? No. Un anno. Come detto, la proroga arriverà al 31 marzo 2014. Segno, insomma, che nel 2012 e nei primi mesi del 2013 non è stato fatto assolutamente nulla.

stop_opgNon solo. Leggendo la relazione tecnica in allegato al decreto in discussione, infatti, emerge l’ulteriore e inspiegabile spesa che dovrà sostenere lo Stato. Ai 112 milioni previsti dal primo decreto per l’anno 2013, infatti, si dovranno sommare ulteriori 6 milioni per la gestione delle strutture fino al prossimo 31 marzo 2014. Ma, in realtà, la spesa sarà verosimilmente molto più alta.

Tanti i motivi. Innanzitutto i 112 milioni stanziati per il 2013 nel primo decreto erano stati concepiti nell’ottica che gli Opg chiudessero a marzo. Ora i mesi sono molti di più. Se infatti le spese per la riconversione dovrebbero rimanere le stesse (dunque 57 milioni), quelle per il personale dovrebbero aumentare e passare dai 55 previsti per solo tre mesi (da gennaio a marzo)  a 216 per ben quindici mesi (da gennaio 2013 a marzo 2014). Totale: 327 milioni di euro.

Finita qui? Assolutamente no. Anche i sei milioni previsti per la gestione, in realtà, sono molto di più. Basti pensare, ad esempio, alle spese sanitarie: nella relazione tecnica si parla di solo un milione 800 mila euro per l’Opg di Barcellona Pozzo di Gotto. Per gli altri provvederanno le regioni. Cambia l’ente ma, ovviamente, il risultato non cambia: a pagare saranno sempre i cittadini. Anche qui il calcolo è immediato: circa altri nove milioni di euro nel conteggio.

Per un totale di 15 milioni di euro. Non solo. Dal conteggio è completamente escluso l’Opg di Castiglione dello Stiviere, il cui mantenimento è tutto a carico della Regione Lombardia. Ergo, più di un milione di euro graverà sul bilancio di Bobo Maroni.

Totale: oltre 340 milioni di euro. Per mantenere luoghi di tortura un altro anno. Inspiegabilmente. In modo imbarazzante.

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