MONTEZEMOLO/ Storia del Berluschino nostrano: Tav, appoggi trasversali e quei rapporti con Pomicino

Il Bilderberg vuole il Monti bis e l’Udc appoggia il piano. A fornire ulteriore supporto politico (?) alla prossima tecnocrazia un certo Luca Cordero Di Montezemolo con il movimento “Italia Futura” che punta, o almeno così vuole far credere, a cambiare la nazione dopo i fallimenti di Prima e Seconda Repubblica, travolte entrambe dagli scandali della corruzione. Ma purtroppo siamo di fronte all’ennesimo personaggio ambiguo e dal passato in chiaroscuro che vuole salvarci solo per tutelare i suoi interessi.

 

di Viviana Pizzi

montezemolo_italia_futuraEcco gli intenti di Montezemolo esplicitati durante l’ultima assemblea denominata “Verso la terza Repubblica

«Mai più firmeremo deleghe in bianco alla classe politica, per questo scendiamo in campo. In questi venti anni abbiamo provato vergogna per essere italiani e nessuno di noi vuole mai più provare questo sentimento. Mai più accetteremo di vedere l’Italia derisa e disonorata, mai più proveremo l’umiliazione di essere commissariati o di essere l’anello debole in Europa e nel mondo».

 

MONTEZEMOLO E I SUOI COMPAGNI DI VIAGGIO ATTUALI

Tutto questo è quello che appare in superficie. Chi è però in realtà il manager della Ferrari? Una persona capace di far gravitare attorno a sé molti personaggi delusi dal berlusconismo e appartenenti nel passato all’orbita democristiana: il ministro Andrea Riccardi, fondatore della Comunità di Sant’Egidio, il presidente delle Acli Andrea Olivero, il De Gasperi della provincia autonoma di Trento Lorenzo Dellai, il segretario della Cisl Raffaele Bonanni e l’ex candidato alla presidenza di Confindustria Alberto Bombassei.

Non mancano i “politici d’area” Nicola Rossi, Giustina Destro e il candidato alla presidenza della Regione Lombardia, Gabriele Albertini. Presenti anche il finanziere Mario D’Urso, e l’ex ministro Flick, poco distante dai fratelli Vanzina e da Megalò-Malagò.

 

L’INDUSTRIALE MONTEZEMOLO E GLI INTERESSI NELLA TAV

Oltre che occuparsi di Formula Uno Montezemolo pensa anche ai treni, visto che ha creato la società NTV insieme al ministro dello Sviluppo Economico Corrado Passera e agli imprenditori Andrea Della Valle e Gianni Punzo. Alla NTV è stato affidato anche l’appalto per la realizzazione dei treni ad alta velocità della famosa linea Tav.

Ma il suo nome era collegato anche al famoso Ponte sullo Stretto di Messina. Tra le persone che lo appoggeranno sicuramente non troverà a questo punto gli indignados ferroviari e del movimento No Tav.

 

MONTEZEMOLO E IL PASSATO DA DEMOCRISTIANO

L’imprenditore, prima di scendere in campo con il suo movimento “Italia Futura” aveva già avuto contatti con il mondo politico, e in particolare con la maggior parte di quella classe dirigente finita sotto i carri armati di tangentopoli che hanno distrutto la prima Repubblica.

La sua voglia di politica inizia negli anni ‘80 quando i contatti con l’onorevole Ciriaco De Mita erano sempre più frequenti e avvenivano all’interno del palazzo della provincia di Avellino, allora feudo incontrastato di casa Dc. Nel 1983 l’attuale presidente della Ferrari voleva essere candidato con il partito dello scudocrociato ma il progetto andò in frantumi grazie all’intervento dell’avvocato Gianni Agnelli.

Oggi, trenta anni dopo, potrebbe riproporsi una reminiscenza di democratica memoria passando per un altro deluso di turno, il presidente dell’Udeur Clemente Mastella, pronto a saltare sul carro di “Italia Futura” tentando di riciclarsi come ha fatto negli anni d’oro, saltando con nonchalance dal governo Berlusconi all’esecutivo Prodi e utilizzando l’amico comune Diego Della Valle.

Oltre a De Mita e Mastella, Montezemolo può contare anche sull’appoggio dell’onorevole Paolo Cirino Pomicino, anch’egli legato attualmente all’Udc e che fa da tramite con Casini, per un’alleanza con Italia Futura in vista di un rilancio del progetto voluto dalle banche internazionali, ossia il Monti bis.

La nuova Balena Bianca è pronta a “fornire” una rappresentanza parlamentare che ne possa garantire la fiducia fino a quando i potenti lo riterranno necessario, portando con se e con Casini anche la forza politico – economica del gruppo Caltagirone.

Il progetto era destinato in un primo momento a finanziare le casse dei finiani ma tramontato definitivamente quel terzo polo, le forze verrebbero dirottatate proprio per rilanciare l’ex democristiano Montezemolo e a far ritornare in vita la rimpianta “Balena Bianca”.

 

MONTEZEMOLO E I MINISTRI DEL GOVERNO MONTI

Di Andrea Riccardi, presente all’incontro di Italia Futura, abbiamo già parlato, così come dei rapporti con il ministro per lo sviluppo Corrado Passera, suo socio nell’affaire NTV per la realizzazione della Tav Torino Lione.

Sul primo nome però va detto degli stretti legami con il ministro del Lavoro Elsa Fornero, che grazie al suo tramite potrebbe anche scegliere di salire sulla nave del patron della Ferrari.

Non finiscono qui i contatti di Montezemolo con il governo Monti. Anche il ministro per il turismo Piero Gnudi fa parte di quell’area dell’attuale esecutivo  intenzionata a prendere contatti Italia Futura. Chi è Gnudi? Ha un passato da ex vertice Enel, membro del cda di Unicredit, con amicizie trasversali, che vanno da Romano Prodi a Pierferdinando Casini.

 

MONTEZEMOLO E LA SINISTRA

Il nuovo movimento Italia Futura non guarda soltanto agli ex democristiani ma per far breccia nei cuori dell’elettorato pesca voti anche nel centrosinistra. E lo fa affidandosi a due d’alemiani doc. Uno di questi è  Marco Simoni che oggi figura tra gli uomini timonieri del movimento, il cui il capo è però Andrea Romano livornese doc.

Con loro anche l’esperto di crisi presente nel governo D’Alema, Nicola Rossi, ora al vertice dell’istituto Bruno Leoni. Proviene dalla sinistra anche Giuliano Da Empoli, editore della Marsilio, così come Giulia Innocenzi, scottata dal Pd e ora nello staff comunicativo di Italia Futura: da Santoro a Montezemolo il passo è brevissimo…

D’Alemiano è anche l’ex ministro Luigi Nicolais, protagonista della lotta contro il proliferare dell’immondizia a Napoli. È stato anche commissario per la gestione dei rifiuti nominato dalla protezione civile ai tempi di Guido Bertolaso.

C’è poi Mario Ciaccia, oggi vice Ministro per le infrastrutture, per anni braccio destro di Passera al vertice di Imi- Intesa San Paolo. Gran consigliere di Italia Futura sarà infine un altro big dell’establishment amministrativo-finanziario: il banchiere è lo stesso che dopo essere passato per il governo Prodi è diventato anche capo di gabinetto del governo Berlusconi del 1998.

 

ITALIA FUTURA E IL SUO FUTURO

Che cosa rappresenterebbe quindi Italia futura nel panorama politico nazionale, in questo momento di grande confusione e di un proliferare di nuovi simboli proprio della Prima Repubblica? Un ulteriore minestrone di delusi che non rappresenta altro che la legittimazione politica di un governo tecnico a cui le banche del Bilderberg hanno chiesto di essere ancora in carica per sistemare i propri conti.

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