MINISTERO ESTERI/ Oltre un milione di euro agli “enti” di politici e banchieri. E spunta la Trilateral

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Da Giuliano Amato a Piero Fassino. Da Franco Frattini a Enrico Letta. E poi, ancora, Roberto Formigoni, Giuliano Pisapia, Gianni De Michelis, Livia Turco, Luciano Violante. Tanti sono i politici “coccolati” dal ministro degli Esteri Giulio Terzi Sant’Agata attraverso il finanziamento di oltre un milione di euro per i cosiddetti “enti internazionalistici”. Tutte queste associazioni, infatti, vedono nei consigli direttivi politici di destra e di sinistra (spesso lo stesso politico anche in due o tre comitati diversi). Più – particolare non da poco – tutto il gotha della finanza italiana. E, come vedremo, non solo italiana: sputano, infatti, anche tanti membri della Commissione Trilaterale.

 

Se c’è una cosa che accomuna politici di destra e di sinistra, tecnici e non, sindaci e onorevoli, è la passione per gli affari esteri. Almeno questo è quello che sembra andando a vedere a chi finiranno i finanziamenti disposti dal ministro Giulio Terzi Sant’Agata e divisi tra i cosiddetti “enti internazionalistici”, i quali – come prevede la legge del 28 dicembre 1982 – “sono ammessi al contributo annuale ordinario dello Stato” per aver svolto “attività di studio, di ricerca e di formazione nel campo della politica estera o di promozione e sviluppo dei rapporti internazionali”.

Tutto secondo legge, insomma. Eppure quando leggiamo che è stato disposto che la SIOI (Società Italiana per l’Organizzazione Internazionale) riceverà 92 mila euro e che Presidente dello stesso ente è l’ex ministro degli Esteri Franco Frattini, che vice presidente è l’ex ministro del governo Amato Giovanni Conso e che nel consiglio direttivo compaiono anche i nomi dell’attuale capo della Farnesina Giulio Terzi Sant’Agata e del suo secondo, il Segretario generale del ministero Giuseppe Massolo, qualche domanda sorge spontanea. Specie se consideriamo un’altra piccola coincidenza. La SIOI è tra i diciannove enti beneficiari del finanziamento, “sottoposti alla vigilanza del ministero degli Affari Esteri”. Curioso, dunque, che nei comitati direttivi compaiano proprio quelli che dovrebbero vigilare sugli enti (Terzi e Massolo). Ma non è questo l’unico caso. Anche il sottosegretario Marta Dassù ricopre la duplice veste di controllata e controllore: membro del comitato direttivo dell’Istituto Affari Internazionali (a cui andranno 92 mila euro), ma anche del comitato strategico dell’Ipalmo (insieme, peraltro, a Luca Barbareschi e al viceministro del Lavoro Michel Martone), che beneficerà di 50.600 euro.

Quello tra gli enti internazionalistici, insomma, è un viaggio che regala tante sorprese. Un ultimo regalo “tecnico” bipartisan alla classe dirigente. Basta andare a spulciare gli organi direttivi per rendersi conto di come la politica, anche qui, faccia il bello e il cattivo tempo. Insieme alla SIOI, 92 mila euro saranno consegnati anche all’ISPI (Istituto per gli Studi di Politica Internazionale) e al già citato IAI, i cui consigli direttivi – appunto – pullulano di politici.

Per quanto riguarda il primo spiccano i nomi del Presidente della Provincia di Milano Guido Podestà, del sindaco Giuliano Pisapia e del delegato di Formigoni per le Relazioni Internazionali Roberto Ronza (che, peraltro, è anche membro del comitato organizzatore del meeting di Rimini). Per quanto riguarda invece l’IAI abbondano i parlamentari: da Adolfo Urso (Fli) agli onorevoli Pdl Alfredo Mantica e Margherita Boniver. Per non parlare dei democratici: Emma Bonino, Enrico Letta e Piero Fassino.

I soldi in palio, peraltro, non sono affatto pochi. I diciannove enti “sottoposti alla vigilanza del ministero degli Affari Esteri” godranno di 515 mila euro di “contributi ordinari”, più altri 196 mila euro di non meglio precisati contributi straordinari (“a favore di singole iniziative di particolare interesse o per l’esecuzione di programmi straordinari”), per un totale di 711 mila euro. La cifra stanziata dalla Farnesina, però, è molto più alta: un milione e 366 mila euro, a cui ci si arriva tramite due ulteriori finanziamenti. Cento mila euro per l’Unidroit (Istituto Internazionale per l’Unificazione del Diritto Privato) e 555 mila per la Società Dante Alighieri (il cui vice presidente, non a caso, è l’ex sottosegretario Gianni Letta).

Nonostante i tanti enti beneficiati, però, sembra che i nomi di calibro siano sempre gli stessi. Ecco allora che il presidente dell’Ipalmo (Istituto per le Relazioni tra l’Italia e i Paesi dell’Africa, America Latina, Medio e Estremo Oriente) è l’ex ministro Gianni De Michelis, il cui nome, però, compare anche nel comitato esecutivo dell’Aspen Intitute – ente che riceverà 18.400 euro – insieme, peraltro, a quello di altri “big” della politica come Giuliano Amato, il premier Mario Monti, Gianni Letta, Lorenzo Ornaghi, Romano Prodi e quello del presidente Giulio Tremonti.

Stesso discorso, ancora, per Giuliano Amato: oltre ad essere membro dell’Aspen, è anche consigliere della Fondazione Lelio e Lisli Basso (insieme a Luciano Violante e al ministro Fabrizio Barca), presidente del Centro Studi Americani e socio fondatore della Fondazione Rosselli. Tutti enti che riceveranno 9.200 euro cadauno. Anche l’ex ministro Franco Frattini non si accontenta di un solo incarico. E allora, oltre ad essere a capo della Società Italiana per l’Organizzazione Internazionale, presiede la Fondazione De Gasperi (18.400 euro) ed è membro – anche lui – del comitato esecutivo dell’Aspen.

Come detto, però, gli incarichi direttivi sono assolutamente bipartisan. E infatti, se a destra sono piazzati più che bene, a sinistra non possono certo lamentarsi. A cominciare dal sindaco di Torino Piero Fassino: membro dell’IAI, membro del consiglio di presidenza del Cespi (Centro Studi Politica Internazionale, 32.200 euro) e vicepresidente dell’Ipalmo. L’antifona non cambia se ci spostiamo su Enrico Letta: con Fassino siede nel comitato direttivo dell’IAI e in quello del consiglio di presidenza del Cespi (insieme, peraltro, ad altri democratici come Livia Turco e l’europarlamentare Gianni Pittella). In più è vicepresidente dell’Aspen Institute.

Accanto ai nomi di politici abbondano anche quelli dell’alta finanza. A cominciare da quello del Direttore Generale di Bankitalia Fabrizio Saccomanni, membro del comitato direttivo dell’IAI insieme a Innocenzo Cipolletta (ex Presidente di Ferrovie dello Stato, de Il Sole 24 Ore ed ex direttore generale di Confindustria) e Marco Forlani (direttore delle relazioni esterne di Finmeccanica). Per quanto riguarda, invece, l’ISPI compaiono, tra gli altri, i nomi di Franco Bernabè (ad Telecom), di Paolo Andrea Colombo (presidente Enel), Enrico Tommaso Cucchiani (consigliere Intesa San Paolo), Giuseppe Orsi (Presidente Finmeccanica), Andrea Merloni (presidente Indesit), Carlo Peretti (Presidente Vodafone), Giuseppe Recchi (presidente ENI), Carlo Salvatori (presidente Allianz) e Giuseppe Vita (presidente Unicredit). Il discorso non cambia se ci spostiamo sull’Aspen: oltre al già citato Giuseppe Recchi, anche Fedele Confalonieri, Cesare Romiti, John Elkann, Emma Marcegaglia , il presidente della Bnl Luigi Abete e l’ad di Enel Fulvio Conti.

Tutti insieme appassionatamente, insomma. E non solo in enti nazionali. Molti di questi, infatti, sono anche membri dell’organizzazione internazionale privata della Commissione Trilaterale. A cominciare dal vice di Giancarlo Aragona (ex vicecapo di Gabinetto della Farnesina e oggi presidente dell’ISPI), il dottor Paolo Magri, che ricopre la carica – come si legge dal suo curriculum – di segretario del Gruppo Italiano.

Gruppo in cui rientrano, tra gli altri, anche il presidente dell’IAI Stefano Silvestri (in passato Sottosegretario di Stato alla Difesa, consigliere del Sottosegretario agli Esteri incaricato per gli Affari Europei e consulente della Presidenza del Consiglio sotto diversi governi), gli onnipresenti Enrico Letta e Marta Dassù e il professor Carlo Secchi (anche lui, come Magri, vicepresidente dell’ISPI).

Un’incredibile rete di interessi e di poltrone, dunque, che supera anche i confini partitici. Non c’è politica che tenga quando di mezzo c’è l’amore per l’estero. Pura e semplice “esterofilia”.

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