MEETING RIMINI/ Monti ciellino, come Andreotti e Berlusconi: “Why Not”?

Tutto pronto per il XXXIII Meeting di Rimini, l’ormai tradizionale appuntamento organizzato da Comunione e Liberazione per Comunione e Liberazione. Tra gli invitati anche lui, Mr. Sobrietà Mario Monti, presente domani all’incontro inaugurale. A presiedere l’evento non ci sarà nè il numero uno di Cl (don Juliàn Carròn), né il numero uno della Cdo (Bernard Schulz). Con Monti sarà presente tale Giorgio Vittadini. Chi era costui? Ecco la vera mente di Cl e, soprattutto, della gallina dalle uova d’oro, la Compagnia delle Opere. Un unico obiettivo: accaparrarsi la paternità del progetto politico per il dopo Monti.

di Carmine Gazzanni

meeting_di_riminiEra capitato solo con Giulio Andreotti e Silvio Berlusconi. In nessun’atra occasione un premier era stato invitato a prender parte al meeting annuale di Rimini organizzato da Comunione e Liberazione. Due nomi imponenti, due uomini che hanno, nel bene o nel male, cambiato e guidato le sorti del nostro Paese. Ebbene, accanto a quello dei due ex Presidenti del Consiglio domani si affiancherà anche il nome di Mario Monti.

Il premier, infatti, sarà uno  degli ospiti di punta dell’evento ciellino. Un evento che, come sempre, riveste un’importanza politica di primo piano, a dispetto di quanto dicano gli stessi organizzatori, sempre intenti a cercare di sminuire agli occhi della stampa la rilevanza politica del meeting. È indubbio che Rimini, dal 19 al 25 agosto, si rivestirà di tecnico: oltre al premier saranno presenti nel corso degli incontri, anche Elsa Fornero, Corrado Passera, Corrado Clini, Lorenzo Ornaghi e Giulio Terzi. In pratica, mezzo esecutivo. Il motivo? “C’è voglia di ripartire da Monti”, confessano alcuni giovani ciellini. Insomma, sarà proprio a Rimini che si cercherà di metter su il laboratorio che, tra alcuni mesi, porterà alla creatura di Casini, la cosiddetta Cosa Bianca o Partito della Nazione, una Grosse Koalition che raccolga tutte le forze moderate e cattoliche. Dal Pd al Pdl (saranno presenti due nomi forti come Maurizio Lupi da una parte e l’immancabile Enrico Letta dall’altra) fino ai sindacati bianchi (presente, non a caso, anche il leader della Cisl Raffaele Bonanni).

Insomma, è proprio a Rimini che potrebbe arrivare la benedizione per il progetto messo su da Casini (a cui, secondo indiscrezioni, starebbe lavorando con Beppe Pisanu, Gianfranco Fini e lo stesso Enrico Letta). E Comunione e Liberazione certamente non si farà sfuggire l’occasione. Come superare la pesante batosta dopo quanto accaduto a Roberto Formigoni (il nome su cui tutta Cl puntava per il dopo Berlusconi), al centro di mille e più scandali con le sue vacanze, le sue mazzette e i suoi amici alla sanità regionale? Non c’è altro modo migliore se non quello di accaparrarsi la paternità di un progetto politico com’è quello del Partito della Nazione, un progetto che, pur nella sua anomalia, sta conquistando i favori di gran parte dei partiti politici di punta per il dopo Monti.

Ed ecco allora che torniamo all’importanza dell’incontro inaugurale alla presenza del premier. Non c’è dubbio, infatti, che il progetto Cosa Bianca nasca e trovi la sua ragion d’essere proprio nell’esperienze del governo della sobrietà. L’incontro con Monti, dunque, riveste un’importanza politica strategica. È da domani dunque, con la convention a cui parteciperà il premier, che Cl potrà avanzare le sue pretese di paternità per un progetto politico che possa rilanciare il movimento fondato da don Giussani dopo un periodo, tra Berlusconi e Formigoni, che di religioso non ha avuto proprio nulla.

Fantapolitica? Nulla affatto. Ragioniamo su un particolare non da poco. All’incontro con Mario Monti parteciperà anche tale Giorgio Vittadini, un nome che ai più non dice nulla ma che certamente è arcinoto nell’ambiente ciellino. Sono in tanti tra i giovani di Comunione e Liberazione a giurare che in gran parte delle decisioni del movimento (ad iniziare dagli incontri del meeting) ci sia il suo zampino. Di Vittadini Infiltrato.it si è già occupato. Il suo ruolo all’interno del movimento è stato sempre determinante e, a tratti, chiaroscurale. Ex numero uno della Compagnia delle Opere – il braccio economico di Cl che vale qualcosa come 70 miliardi di euro e 35 mila aziende e professionisti – lasciò l’importante incarico per dedicarsi anima e corpo ad un nuovo progetto: la fondazione per la Sussidiarietà, legata comunque alla Compagnia delle Opere (molti compaiono nello “staff” sia dell’una che dell’altra: lo stesso Schulz, numero uno oggi della Cdo, è collaboratore nell’Area Formazione della fondazione di Vittadini). Si legge nel sito della fondazione: “La Fondazione è mossa dall’interesse in chiunque desideri cercare la verità e affermare la libertà di ogni singolo uomo. Ha costituito in questo modo un’ampia trama di collaborazioni multidisciplinari a livello nazionale e internazionale”.

Ma quanto vale questo “desiderio” che nutre la “Sussidiarietà”? A livello nazionale risulta molto complesso avere una stima precisa, perché appalti, delibere,finanziamenti sono divisi tra migliaia di sigle, spesso riferibili alle stesse persone. Sappiamo, però, che in Lombardia otto dei 16 miliardi di euro di spesa sanitaria sono passati ai privati. E pare che di questi otto, una grossa fetta è finita nelle mani di ciellini legati alla “Sussidiarietà” lombarda.

Non solo. Poco più di un anno fa, come Infiltrato.it ha già avuto modo di ricostruire, in piena estate alcuni imprenditori hanno partecipato ad un convegno proprio sulla “Sussidiarietà”. Per quanto detto sinora si penserebbe: nulla di strano. Ma se l’imprenditore è Ivano Perego della ”Perego General Contractor”, recentemente finita sotto inchiesta per i suoi rapporti con la ‘ndrina capeggiata da Salvatore Strangio, e il politico è Antonio Oliverio, ricoprente, secondo gli inquirenti, un ruolo centrale nei rapporti tra imprenditori e cosche della ‘ndrangheta, allora la questione si fa molto più interessante.

Senza dimenticare, peraltro, che il nome di Vittadini compare anche in “Why Not”, l’inchiesta che portò alla ribalta Luigi De Magistris. Secondo l’ex pm anche Cl, tramite Vittadini, era riuscita a penetrare e a farsi valere nella fitte rete clientelare che stava emergendo dalle sue indagini.

Tante indagini ma nulla di concreto, rispondono però dagli ambienti di Comunione e Liberazione. Anzi, gli incarichi per Vittadini sono continuati a fiorire. Il suo nome, ad esempio, compare anche nel progetto Expo 2015, essendo uno dei membri del comitato scientifico.

Insomma, sebbene non in prima fila, Vittadini continua a contare e non poco negli ambienti ciellini. Ecco spiegato perché non sarà Bernard Scholz (presidente Compagnia delle Opere), né Enrico Biscaglia (direttore Cdo), né tantomeno don Juliàn Carròn (numero uno di Comunione e Liberazione) o uno dei tanti cardinali di provenienza ciellina (su tutti, Angelo Scola) a presiedere l’evento con Mario Monti. Ma sarà proprio Giorgio Vittadini, in qualità – appunto – di “Presidente per la Fondazione per la Sussidarietà”. Non c’è che dire: un titolo importante per stare al cospetto di Monti.

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