MAFIA IN TAVOLA/ Agro-criminalità e inquinamento ortofrutticolo

La contraffazione dei prodotti alimentari e dei marchi è il segnale di organizzazioni mafiose a monte. Oltre ad arrecare danni all’UE, le manipolazioni alimentari vanno a danneggiare in primis i cittadini, la loro salute e le loro tasche ma nonostante tutto il fenomeno è in aumento. Esiste, poi, la criminalità agricola che negli ultimi 5 anni ha visto circa 25 mila imprese chiudere per usura e debiti e oltre 350 mila agricoltori subire danni della criminalità. E intanto sulle nostre tavole arrivano prodotti ortofrutticoli ricchi di pesticidi cancerogeni.

 

di Maria Cristina Giovannitti

mafia_in_tavolaLa criminalità alimentare è un fenomeno, soprattutto negli ultimi anni, in forte aumento e vista la dannosità di massa che può apportare ai cittadini diventa sempre più un terrorismo alimentare. La criminalità – camorra,’ndrangheta e mafia– in toto è interessata, indistintamente, all’agro-alimentare perché ‘terreno’ fertile e duraturo, visto che gli alimenti sono bisogni primari necessari. Per le mafie investire nell’agricoltura e nell’alimentazione significa avere garanzie certe. E così accade sempre più spesso che i clan accorpano ettari di terreni, li acquistano e lì investono costruendo centri commerciali che servono a sbaragliare la concorrenza, strozzando il mercato locale e tenendo in pugno l’economia del posto. L’agricoltore, sfavorito dal suo lavoro isolato, molto spesso è una preda vulnerabile ed agognata dalla malavita e cede a certi compromessi. Secondo questa logica un terzo degli agricoltori –350 mila– subisce danni dalla criminalità e sono colpiti da 240 reati al giorno –8 ogni ora: in aumento l’abigeato –il rapimento di bestiame-, le contraffazioni dei marchi alimentari a danno dell’Unione Europea, le macellazioni clandestine e le discariche abusive. Il business delle mafie sull’agricoltura è molto alto: si stima un guadagno di circa 50 miliardi di euro all’anno.

{module Inchieste integrato adsense}

COSA ARRIVA SULLE NOSTRE TAVOLE? – Secondo il dossier ‘Pesticidi nel piatto’ i prodotti ortofrutticoli sono pieni di pesticidi, usati in agricoltura per preservare il prodotto ma cancerogeni per la nostra salute. La tossicità delle sostanze pesticidi deriva dalla loro unione con altri principi attivi resi dannosi.  Per esempio nella frutta c’è gran parte dei multi residuiè il quantitativo di residui chimici/ tossici che si trovano negli alimenti- in particolare il 52, 4 per cento è nelle pere, il 44,7 per cento è nell’uva, 43,3 per cento nelle mele e 42 per cento di sostanze chimiche si trovano nelle fragole. Nella provincia di Bolzano circa il 65 per cento delle mele contiene multi residui. Tra gli illeciti alimentari si riscontra un alto numero di irregolarità in Emilia Romagna con campioni di pere, fragole, pesche e ciliegie di cui non sappiamo neanche la provenienza europea o non e in Veneto dove in fragole e piselli sono state riscontrate sostanze chimiche in Italia bandite da anni.


QUALI SONO I DANNI DEI PESTICIDI? – Il problema riguarda la salute del cittadino e anche l’ambiente perché nel momento in cui i pesticidi vengono utilizzati in agricoltura, si inquina il terreno e le acque. Teniamo conto che una sostanza può essere innocua da sola ma combinata con altre può dare tossicità. La lunga esposizione ai pesticidi porta problemi alla tiroidein particolare sviluppa l’ipotiroidismoe il morbo di Parkinson. Gli effetti si riscontrano anche dopo decenni. Per esempio l’uso del DDT, proibito in Italia dagli anni ’50, oggi è usato sottoforma di DDE ed aumenta i rischi di tumore al seno.

Il grande problema è reso da una NORMATIVA del tutto inesistente in Italia, manca un regolamento specifico che si esprima in merito al problema dei multi residui negli alimenti e che studi l’azione combinata dei vari principi chimici, che è causa di tossicità. Bisognerebbe mettere appunto quali sono i rischi combinati dall’uso e dall’esposizione ai pesticidi anche se il Governo si muove indifferente in tal senso: sulla questione pesticidi c’è un disegno di legge che giace in Senato ormai da tre anni.

Fino al 31 dicembre 2016 puoi attivare una copertura per il rischio terremoto con sconti fino al 50%.