MAFIA AL NORD/ Il maxiprocesso Minotauro e la criminalità del cemento

Al maxiprocesso Minotauro l’associazione Libera si è costituita civile, per la prima volta in un processo contro i clan mafiosi del nord. Tra gli imputati l’ex sindaco di Leinì, Nevio Coral e l’ex segretario comunale di Rivarolo, Antonino Battaglia. Ndrangheta, mafia e camorra ormai da anni spadroneggiano anche in settentrione dove coltivano i loro business soprattutto nelle lobby del cemento con abusivismo edilizio, appalti truffati, tangenti e le classiche minacce. Criminalità ed istituzioni molto spesso si ritrovano a prendere accordi.

 

di Maria Cristina Giovannitti

torino_ndrangheta_minotauroTutto il mondo è Paese. Lo dimostrano le ultime recenti vicende che coinvolgono sia il profondo sud della Calabria dove il Ministro degli Interni Annamaria Cancellieri ha dovuto sciogliere il consiglio comunale di Reggio Calabria «per contiguità con la mafia», fino al nord per eccellenza: la Regione Lombardia e lo scandalo-Formigoni tutto mosso da corruzione e tangenti pagate alla ‘ndrangheta. Ormai la criminalità non è solo un problema territoriale ma ha le mani in pasta ovunque, in tutt’Italia.

Libera, l’associazione contro le mafie, alla seconda udienza del maxiprocesso Minotauro che si sta svolgendo a Torino presso l’aula bunker le Vallette, per la prima volta al nord, si è costituita parte civile. Un chiaro segno di una situazione, quella malavitosa, che spadroneggia dalla Liguria fino alla linea Gotica e del problema mafia nel nord Italia ne avevamo già parlato. 

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OPERAZIONE MINOTAURO. La vicenda comincia per due scandali che coinvolgono a braccetto politica e ‘ndrangheta e toccano direttamente ben 150 persone arrestate nel giugno del 2011, di cui 65 già giudicate con rito abbreviato. A causa di vari sentori si era ricorso ad una commissione prefettizia per il controllo delle infiltrazioni criminali in Piemonte ed in effetti i sospetti si sono concretizzati: nel giugno 2011 al comune di Rivarolo è stato arrestato l’ex segretario comunale Antonino Battaglia per via della sua amichevole vicinanza e compiacenza ad uno dei più potenti clan piemontesi. Il secondo scandalo coinvolge l’allora sindaco di Leinì, Nevio Coral che si dimise, su pressioni dei cittadini, il 7 dicembre 2011 perché il padre era stato arrestato nell’operazione. Il 18 ottobre 2012 è cominciato il maxiprocesso Minotauro per 75 imputati.

In Piemonte gli affari della ‘ndrangheta si svolgono soprattutto sul cemento e sul mattone: la mafia calabrese gestisce i lavori edilizi e i brogli sull’acquisizione degli appalti edilizi tutto tra minacce e violenze.

Ma va alla Liguria il triste primato della corruzione: il 6 febbraio 2012 il Ministro Cancellieri ha dovuto sciogliere il consiglio comunale di Ventimiglia per infiltrazioni mafiose. Nella relazione a firma del Ministro si sottolinea come il sindaco Gaetano Scullino ed il direttore generale del comune avessero stretti legami e frequentazioni con i membri delle famiglie mafiose. Ventimiglia, in questo modo, era diventata una delle basi della mafia per intensificare il loro potere nell’edilizia e cominciavano ad essere abitudinari anche episodi di ‘pizzo’ con incendi dolosi di bar e automobili con tanto di tariffario. In Liguria le famiglie mafiose si sono mimetizzate così bene da rendere difficili le indagini e così la piovra delle cosche espande i suoi tentacoli in tutto il territorio ligure dividendosi tra le cosche note storiche calabresi Rosmini di Reggio Calabria, Mamone della Piana di Gioia Tauro, i Nucera di Condofuri – e i clan di Cosa Nostra siciliana radicati al nord ormai da anni.

Secondo il rapporto della DNADirezione Nazionale Antimafia– sono almeno 26 i clan mafiosi consolidati al nord che investono i loro mal affari soprattutto nel cemento con reati come l’abusivismo edilizio, escavazioni abusiva nei fiumi, cementazione incontrollata e selvaggia, nessun rispetto per i vincoli ambientali ma soprattutto costruzione di prefabbricati nelle zone non a norma –sismiche, a rischio frana o alluvione. Le infrazioni del cemento crescono in maniera imbarazzante: 18 reati accertati al giorno per un totale di 6662 infrazioni nel 2011, secondo il dossier “Cemento Spa” di Legambiente.

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