LISTA MONTI/ In Sicilia spunta il rettore-tiranno amico di Caltagirone. E in Campania l’indagato…

I candidati di Lista Civica non sono “né condannati, né soggetti a processi penali”. Questo uno dei cardini nella selezione della squadra montiana. In Sicilia, invece, spunta Antonino Recca, rettore antistudentesco di Catania, “balzato al disonore delle cronache per la pessima gestione dell’Ateneo, per il buco di bilancio, per il suo disprezzo della democrazia, per la laurea honoris causa al plurindagato Francesco Bellavista Caltagirone, per i suoi comportamenti antisindacali oltre che per aver trasformato il Rettorato in un comitato elettorale dell’Udc”. Basti pensare, poi, a quell’interrogazione del tre luglio scorso e quella mail di qualche mese fa non proprio lecita…

 

di Carmine Gazzanni

IL PROFESSORE CANDIDA IL RETTORE. QUELLO ANTISTUDENTI E DAI MILLE SPRECHI – Per trovare altri impresentabili montiani bisogna scendere ancora più giù della Campania e arrivare in Sicilia. Si chiama Antonio Recca il rettore dai mille guai dell’Università di Catania. Nessun procedimento penale, per carità. Ma ecco il quadro che ne fa il Movimento Studentesco Catanese: “balzato al disonore delle cronache per la pessima gestione dell’Ateneo, per il buco di bilancio, per il suo disprezzo della democrazia, per la laurea honoris causa al plurindagato Francesco Bellavista Caltagirone (suocero di Pier Ferdinando Casini), per i suoi comportamenti antisindacali oltre che per aver trasformato il Rettorato in un comitato elettorale dell’Udc”. Come non credergli. Di lui, d’altronde, ha parlato nella scorsa legislatura anche la deputata Pd Marina Sampileri in un’interrogazione parlamentare (tre luglio 2012), nella quale si denunciava l’incredibile aumento di spesa per i dirigenti universitari: mentre i docenti, tecnici e amministrativi si vedevano bloccare stipendi, carriere e  turn over, infatti, la spesa per i dirigenti aumentava  di oltre il 25 per cento passando da 1.510.000 euro (del 2008) a poco meno di 2.000.000 di euro (del 2011). E le parcelle per gli incarichi di collaudo sarebbero state pagate fino a 25 volte di più di quanto sarebbe stato riconosciuto a collaudi opera di tecnici interni.

monti_fa_il_figoTutta colpa di Recca? Essendo il rettore ormai dal 2006, pare proprio di sì. Di lui, ancora, si sono occupati anche il ministero dell’economia con pesanti rilievi ispettivi già nel 2011, ribaditi poi nell’aprile 2012, e la Corte dei Conti. Sempre per gli stessi motivi: incredibili sprechi e un regolamento che fa acqua da tutte le parti, soprattutto in merito alla “assunzione a tempo determinato di personale da inquadrare nella qualifica dirigenziale” e al “conferimento di incarichi dirigenziali a tempo determinato”.


IL RETTORE-TIRANNO DI MONTI. E QUELLA MAIL NON PROPRIO LECITA – Un rettore-tiranno. Questa è l’opinione di tanti studenti (e non solo) dell’università catanese. Il motivo è presto detto. Era settembre scorso quando Recca, insieme al suo cda, approvava le “Linee guida comportamentali nel caso di apertura di procedimenti disciplinari”. Il discorso del rettore è molto semplice: tutto ciò che accade nell’università deve restare nell’università. Mai dovranno esserci interferenze esterne. In altre parole, nel caso di procedimento disciplinare nei confronti del personale docente, si prevede la pratica impossibilità di un dibattito pubblico (o anche di assemblee di docenti), con coinvolgimento degli organi di informazione, pena l’avvio di un procedimento disciplinare a carico di chi  avesse promosso tali azioni. E ciò al fine di non condizionare l’andamento e l’esito del procedimento disciplinare e di “tutelare la serenità degli organi di ateneo competenti dell’azione amministrativa universitaria”. Qualsiasi tipo di interferenza è “da stigmatizzare”, si leggeva nel documento.

Insomma, per Recca tutto dovrebbe risolversi all’interno dell’ateneo (per fortuna, al momento, il provvedimento è stato bloccato). E guai a chi non rispetti questo diktat. L’unico, semmai, che potrebbe sorvolare su leggi e regolamenti è lui, il Magnifico Rettore. Come ricostruisce Sudpress, infatti, Recca, una volta decisa la sua discesa in campo, non ha nemmeno per un attimo pensato a dimettersi dalla carica universitaria. Molto meglio farsi sostituire dal prorettore. Ecco il testo di una mail inviata da Recca proprio al prorettore catanese Maria Luisa Carnazza: “Caro Prorettore, ti informo che – a prescindere dall’eventuale mia candidatura alle prossime elezioni politiche, che sarà decisa dal vertice nazionale dell’UDC e dai garanti di coalizione, su proposta del Comitato provinciale dell’UDC catanese – è comunque mia intenzione partecipare attivamente alla campagna elettorale, per il successo democratico dell’Unione di Centro e del ‘progetto Monti’ per l’Italia. Ti chiedo, pertanto, di volermi sostituire in ogni mia funzione rettorale (ai sensi dell’art. 6, comma 9, dello Statuto di Ateneo) per l’intera durata del superiore impedimento, e cioè dal 3 gennaio al 26 febbraio 2013”.

Lo diciamo subito: è vero. L’articolo citato prevede proprio che “il prorettore sostituisce il rettore in ogni sua funzione in caso di assenza o impedimento”. La domanda però è se “assenza” o “impedimento” sia anche l’attività politica. Difficile crederlo. Anche perché un ateneo dovrebbe rimanere fuori dai giochi partitici evitando di farsi strumentalizzare.

D’altronde era lo stesso Recca a dirlo nell’incipit del suo programma per la campagna elettorale di ateneo: ”Per le gravi responsabilità insite nell’esercizio della funzione di Rettore […] un candidato a tale carica deve garantire all’intero Corpo accademico e a quello elettorale, prima, durante e finanche dopo l’espletamento del suo mandato, la certezza della propria neutralità politica, ideologica e istituzionale nell’esercizio delle sue funzioni. E deve dare assicurazione che mai utilizzerà il suo ruolo istituzionale per inseguire personali ambizioni di carriera politica. Ciò al fine di evitare all’intera istituzione universitaria una certa perdita di credibilità”.

Peccato che già dal 2010 Recca abbia completamente abbandonato i suoi buoni propositi, diventando Presidente del Coordinamento Regionale dell’Udc. Nessun problema per lui. Anzi. In una nota dichiarava addirittura che tale incarico politico avrebbe fornito “l’opportunità di dare maggiore consistenza al mio impegno per lo sviluppo dell’istituzione universitaria che rappresento e per la crescita delle Università statali della Sicilia”. Ora che scende con Monti, dunque, l’università catanese è davvero fortunata. Grande Recca. Grande Monti.

Fino al 31 dicembre 2016 puoi attivare una copertura per il rischio terremoto con sconti fino al 50%.