L’esercito trasversale dei “parenti di” sbarca nel nuovo Parlamento: fuori i nomi.

Soltanto pochi giorni fa Infiltrato.it offriva un resoconto di tutti gli indagati e condannati che saranno presenti (anche) nella prossima legislatura. Ma non è finita qui. Un altro dato curioso che emerge è l’alto numero di figli, mogli, mariti, nipoti. Scorrendo i nomi degli eletti per le politiche, si rimane increduli vista la mole di parenti di ex deputati. Insomma, esce padre, entra figlio. In altri casi entrano mamma e figlio insieme. Come nel caso dei due Cinque Stelle di Latina. E in altri ancora due parenti saranno avversari politici: uno col Pd, l’altro con Monti.

 

di Carmine Gazzanni

Chi l’avrebbe mai immaginato che fare politica fosse qualcosa di ereditario. Eppure, a leggere i nomi dei prossimi senatori e deputati, la sensazione che si ha è proprio che chi è figlio di, moglie di, nipote di, parta con parecchi punteggi di vantaggio. Soprattutto se entra per prendere il posto di mammà o papà.

È il caso, ad esempio, di Marietta Tidei, deputata Pd, eletta nella circoscrizione Lazio 1: nulla da dire sulle sue capacità politiche (che valuteremo nei prossimi anni – o nel prossimo anno – di legislatura), quanto invece sull’opportunità della sua stessa candidatura. La Tidei, infatti, è figlia di Pietro, ex deputato democratico nelle due ultime legislature e che non ha potuto candidarsi dato che dal 2012 è sindaco di Civitavecchia. Niente paura: papà non può? Entra la figlia.

Stessa sorte è toccata anche a Daniela Cardinale, neodeputata eletta nella circoscrizione Sicilia 1. Pochi sanno chi sia, ma la Cardinale è figlia del superministro del secondo governo D’Alema, Totò Cardinale. La cosa curiosa è che già alle scorse politiche del 2008 Cardinale padre, per aver superato il limite massimo di mandati, aveva deciso di non scendere in campo: “piuttosto che invocare la deroga – scriveva in quel periodo un giornale non proprio lontano dal partito come La Repubblicaha aggirato il problema candidando la figlia Daniela, 26 anni, studentessa di scienze della comunicazione”. Quella volta Cardinale figlia non riuscì ad entrare. Questa volta le è andata bene.

esercito_trasversale_parenti_diAltro caso curioso è quello di Fabrizia Giuliani, deputata Pd, eletta nella circoscrizione Lombardia 1. Suo marito è Claudio Mancini, ex assessore dem al consiglio regionale. Ebbene, secondo i ben informati proprio lui avrebbe dovuto candidarsi alla Camera. Per questioni di opportunità – visto lo scandalo in cui sono rimasti invischiati anche i piddini – si è preferito non candidarlo. Ma niente paura: entra la moglie. Appunto Fabrizia Giuliani, candidata in Lombardia. Per non dare nell’occhio.

A sedere sugli scranni di Montecitorio, ancora, ci sarà Simone Valiante, deputato democratico eletto nella seconda circoscrizione campana. Simone seguirà le orme di papà Antonio, ex deputato Pd e vicepresidente di giunta al tempo di Bassolino. I figli, insomma, sono piezz’e’core in casa Dem. E allora spazio anche per Stefania Covello, nepdeputata eletta in Calabria, già consigliere regionale e – anche lei – figlia di Francesco Covello, senatore democristiano di lungo corso.

Imbarazzante anche quanto deciso in casa Pd per l’ex capogruppo regionale Esterino Montino (colui che, davanti ad una fattura di 4.500 euro spesi in una famosa enoteca, disse che si trattava dei doni natalizi per i bimbi delle famiglie disagiate): escluso dalle liste per il consiglio regionale, proverà il brivido di fare il sindaco dato che è stata candidato a Fiumicino. Ad arrotondare le entrate familiari ci proverà sua moglie, Monica Cirinnà, che siederà a Palazzo Madama.

Tra i parenti di, però, non ci sono solo i democratici. È stata sfiorata una parentopoli, ad esempio, anche in casa Monti. Neodeputato, infatti, sarà Paolo Vitelli, presidente di Azimut Vitelli, gruppo attivo nella produzione di barca, che si era candidato come capolista per la lista del professore in Piemonte. Non ce l’ha fatta, invece, Francesco Barbavara, marito della figlia di Paolo Vitelli e candidato al Senato, sempre in Piemonte, ma al numero sette. Troppo lontano per riuscire ad entrare. Infatti torna a casa. Meno male che almeno il suocero ce l’abbia fatta.

Non sembrerebbe essere scevro da parentopoli anche il Movimento 5 Stelle. Tra gli eletti in Sicilia, infatti, spicca anche Azzurra Cancelleri, sorella del capogruppo del M5S Giancarlo. Anche se – è bene precisarlo – il ricorso all’elezione diretta dei candidati garantisce certamente più trasparenza e allontana ombre maligne dal movimento.

Lascia più pensare, invece, il caso di Latina. Nella circoscrizione Lazio 2, infatti, tra i Cinque Stelle eletti, troviamo Ivana Simeoni, 63 anni, operatrice del servizio 118 cittadino, che andrà a Palazzo Madama, e il figlio 40enne Cristian Iannuzzi, che ha un posto assicurato a Montecitorio. Insomma, mamma al Senato, figlio alla Camera. Anche qui: i nomi erano stati selezionati online tramite parlamentarie. Probabilmente, però, il dubbio che una candidatura familiare come questa non sia poi tanto opportuna rimane (come si possono, altrimenti, anche solo criticare le altre parentele se poi il caso clamoroso lo si ha in casa?). Non solo. Non sarebbero queste le uniche due candidature stellate a lasciare qualche riserva. Anche in Lombardia, infatti, due neosenatrici, Giovanna Mangili e Laura Bignami, sono consorti di consiglieri 5 Stelle di Cesano Maderno e Busto Arsizio. Un dato di fatto che lascia pensare.

Ma chiudiamo con il caso, forse, più tragicomico. Non solo tanti figli di, mogli di, nipoti di. Non solo mamma e figlio stellati, insieme a casa e in Parlamento. Spicca, infatti, anche un caso di parentopoli bipartisan, per così dire. Se infatti Gregorio Gitti, genero di Giovanni Bazoli (storico numero uno di Intesa), sarà deputato con Monti, Alredo Bazoli, 44 anni, nipote del banchiere, figlio del fratello Luigi, siederà sempre a Montecitorio, ma col Pd.

Era il 1947 quando Leo Loganesi nel suo libro-diario Parliamo dell’elefante scriveva: “La nostra bandiera nazionale dovrebbe recare una grande scritta: Ho famiglia”.

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