LA CRICCA e LA P3/ Tutto cominciò a San Giuliano di Puglia. Con il terremoto e la ricostruzione…

di Michele Mignogna

Questa storia comincia 9 anni fa, con uno dei terremoti più tragici che la storia italiana ricordi. 27 bambini morti. Erano solo 14 i comuni colpiti dal sisma, ma la “cricca” – il vero Potere che guida le fila di questo strano Paese – riuscì a far piovere centinaia di milioni di euro. Nasce così un affare scandaloso, che coinvolge personaggi ambigui e dai nomi altisonanti, su tutti Claudio Rinaldi, l’amico di Balducci e Anemone. Quelli dei “Grandi Eventi”, quelli della Cricca che aveva rapporti anche con la P3. E San Giuliano fu l’inizio della fine…

Colletorto, paese fantasma dell'area del cratere (foto Vanity Fair 2010)“Il modello Molise ha funzionato, San Giuliano di Puglia dopo 9 anni è risorta, abbiamo terminato la ricostruzione”. Queste le parole del sindaco di San Giuliano di Puglia Luigi Barbieri – candidato alle elezioni regionali con l’ADC, partito vicino all’europarlamentare Aldo Patriciello – il giorno dell’inaugurazione della sede municipale antica, nel cuore del centro storico interamente ricostruito.

Il palazzo marchesale è costato la bellezza di 6 milioni di euro: 3 per la parte che riguarda direttamente il Comune, per un totale di 5 impiegati più il sindaco (che l’ha eletta a suo secondo domicilio) ed altri 3 per la parte che era abitata da alcuni cittadini. Questa è solo l’ultima mega opera che il  primo cittadino, nonché soggetto attuatore per la ricostruzione, ha inaugurato poco prima delle elezioni, così come d’abitudine. Ma cosa è successo a San Giuliano di Puglia? Quali i metodi utilizzati per la ricostruzione? E, soprattuttos quali sono stati i soggetti interessati all’operazione che ha visto piovere, letteralmente, sul piccolo paese molisano la bellezza di 700 milioni di euro circa?

Andiamo con ordine e torniamo con la mente a quei drammatici giorni a cavallo tra ottobre e novembre del 2002, quando una scossa di terremoto del settimo grado scosse l’area del fortore basso molisano, seminando panico e paura in tutta la provincia di Campobasso, tranne poi capire, successivamente, che i comuni più colpiti erano “solo” 14.

Tra questi c’era San Giuliano di Puglia, dove a seguito della scossa crollò un’ ala della scuola, seppellendo 27 bimbi e la loro maestra. Una tragedia che porta tutt’oggi strascichi drammatici non solo per quella comunità, ma per tutto il Paese, vista anche la gara di solidarietà che immediatamente gli italiani hanno fatto. Poi però si scoprì che a far cadere la scuola Francesco Jovine non fu il terremoto, bensì gli errori che i tecnici e le imprese commisero durante il suo ampliamento, conseguenze che si sono tradotte in diversi anni di carcere per gli imputati.

Da allora San Giuliano è diventata una terra di sperimentazioni, i soldi arrivati sono stati tanti, e andavano spesi, e più si spendevano più la politica acquisiva forza e visibilità, e più la politica acquisisce forza e visibilità più si controllano i cittadini; questo in sostanza è successo in un piccolo lembo di terra, in cui si sono testati gli affari di quella che i giudici di Roma hanno definito come “una vera e propria cricca affaristica atta a far soldi sugli investimenti pubblici”.

Ma la scoperta della cricca avviene nel 2009, in seguito ad alcune intercettazioni tra l’allora capo del PDL Denis Verdini e Angelo Balducci, dirigente del Dipartimento per lo Sviluppo e la competitività del turismo della Presidenza del Consiglio dei ministri. I due erano incaricati della gestione dei “Grandi Eventi”, quindi parliamo dei Mondiali di nuoto del 2009, dei festeggiamenti per i 150 anni dell’Unità d’Italia e dello scandalo ormai famoso delle strutture per il G8 della Maddalena, in cui nonostante lo Stato avesse speso centinaia di milioni di euro per le opere pubbliche non si fece in tempo a realizzarle, spostando così il summit dei grandi della terra a l’Aquila.

Cosa c’entra tutto questo con il Molise? vi starete chiedendo. C’entra eccome perché, in tutti gli imbrogli che vedono coinvolti la “cricca” c’è un funzionario della Protezione Civile che funge da collante tra imprenditori e vertici politici, dove tutti, a seconda dei propri bisogni, avevano la loro parte. Questo funzionario è Claudio Rinaldi, che come molti sapranno è indagato a Roma per abuso d’ufficio e a Firenze per corruzione. In particolar modo, era il Commissario straordinario per i Mondiali di nuoto che aveva favorito tanti “amici” nella costruzione di piscine e centri sportivi, totalmente incurante di leggi e piani regolatori. E non è finita.

Rinaldi era in “affari” anche con Diego Anemone, l’imprenditore “piglia tutto” della protezione civile. Lo stesso Claudio Rinaldi è stato Soggetto Attuatore per la ricostruzione in Molise: all’inizio era stato indicato dal Presidente del Consiglio come soggetto attuatore per la ricostruzione della sola San Giuliano, poi però, di colpo si è ritrovato soggetto attuatore anche per molte opere pubbliche in tutto il Molise e che poco hanno a che fare con il terremoto. Complice anche la politica locale il soggetto attuatore ha fatto quello che ha voluto, con chi ha voluto. E non solo lui.

 

FINE PRIMA PARTE – continua…

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