La Casta “lavora”: dalle leggi per l’affido degli animali alla civilizzazione delle feste religiose

Mentre la crisi azzanna le famiglie italiane e la disoccupazione si attesta all’11,5%, la politica è invece intenta a risolvere questioni di lana caprina. Il disegno di legge più assurdo (e inutile, visto il periodo storico) l’ha presentato Michela Brambilla, berlusconiana doc, che si preoccupa “dell‘affido degli animali di affezione in caso di separazione dei coniugi.” Ma a concorrere per l’Oscar dell’idiozia parlamentare ci sono anche Dario Franceschini, Valentina Vezzali e altri “vip” del Palazzo.

 

di Viviana Pizzi

la_casta_se_ne_fotte_dellitalia1La prima furbata è di Dario Franceschini, deputato e dirigente del partito democratico. Nel pieno della crisi e delle riforme istituzionali ha pensato di dedicarsi alla questione dei firmatari delle liste elettorali. A suo dire il disegno di legge occorre per evitare i ricorsi alla giustizia amministrativa in caso vengano apposte firme false sotto le liste elettorali o nella presentazione di Referendum.

Nell’unico articolo che modifica l’articolo 14 della legge 21 marzo 1990, n. 53, in materia di soggetti competenti all’autenticazione delle firme per la presentazione di liste elettorali e candidature e per la richiesta di referendum limita l’attribuzione delle funzioni di autenticazione ai soli notai, cancellieri dei tribunali e delle corti di appello, segretari comunali e provinciali, sindaci e funzionari comunali appositamente delegati dal sindaco.

A chi viene tolta effettivamente la competenza? La legge, così come concepita prevedeva che potessero autenticare le liste anche i giudici di pace, i collaboratori dei cancellieri della corte d’appello,  i segretari delle procure della Repubblica, i presidenti delle province, i gli assessori comunali e provinciali, i presidenti dei consigli comunali e provinciali, i presidenti e i vice presidenti dei consigli circoscrizionali e i consiglieri provinciali e i consiglieri comunali, che comunichino la propria disponibilità, rispettivamente, al presidente della provincia e al sindaco.

Di fatto nella modifica cambia veramente poco perché si toglie competenza a persone che hanno le stesse competenze funzionali delle persone ristrette. Tempo perso quello di Franceschini e Bressa? Sembrerebbe di no per perché l’esame del disegno di legge è stato già assegnato alla commissione affari costituzionali.

MICHELA BRAMBILLA E L’ASSEGNAZIONE DEGLI ANIMALI IN CASO DI SEPARAZIONE DEI CONIUGI

Il problema della separazione e del divorzio di due coniugi è sempre di attualità soprattutto quando i bambini rischiano di finire nel tritacarne del “lo voglio io tu non sai fare il genitore”.

Il caso del bambino conteso di Padova resterà per molto tempo nella memoria di chi ha visto madre e padre tirarlo per le braccia in una scena cruda e violenta.

La parlamentare Michela Brambilla del Pdl sottosegretario al turismo dal 2008 nell’ultimo governo Berlusconi ha pensato invece agli animali. Insieme al collega Castiello ha pensato infatti all’incredibile furbata dell’ “introduzione dell’articolo 155-septies del codice civile, concernente l’affido degli animali di affezione in caso di separazione dei coniugi” (795).

Come se non si dovesse pensare prima alla risoluzione dei problemi che affliggono i bambini che spesso a causa dell’inadempienza di alcuni genitori restano a vivere nell’indigenza.

Per ora il disegno di legge non ha avuto la stessa fortuna di quello del collega Franceschini. Il testo non è ancora in rete e non è stato assegnato ad alcuna commissione. A chi potrebbe andare? Speriamo non alla giustizia che è già intasatissima.

E mentre c’è chi, quando non può più pagare mutui che li strozzano oppure è fallito e per pagare vede lo spettro della pignorazione della propria casa gli stessi parlamentari che hanno pensato alla separazione pensano anche al divieto di pignoramento degli animali con la presentazione di un apposito disegno di legge.

Anche questo disegno di legge è fermo e non è stato assegnato a nessuna commissione ma di grazia vorremmo sapere se a una famiglia viene pignorata la casa e non l’animale domestico porterà anche lui a vivere sotto i ponti? Ai posteri l’ardua sentenza.


VALENTINA VEZZALI E LA TUTELA DELLA MATERNITÀ PER LE ATLETE NON PROFESSIONISTE

E nei disegni di legge non proprio di primaria necessità si pone anche quello presentato dalla deputata di Scelta Civica Valentina Vezzali ex medaglia d’oro di fioretto.

Quando esiste ancora una differenza forte di tutela tra lavoratrice con contratto regolare e quelle con contratto atipico, come possiamo vedere in questo dossier realizzato dall’ufficio delle pari opportunità della provincia di Trento, c’è chi pensa alle atlete non professioniste.

È proprio il caso di Valentina Vezzali che nel frattempo potrebbe non aver considerato che per chi non ha un contratto di lavoro regolare spesso i diritti di maternità non esistono per nulla. E per chi lavora in nero la parola maternità non esiste proprio. Nonostante tutto cerca la tutela per quelle sportive che non hanno un contratto professionistico in una squadra di qualsiasi sport e che devono continuare a mantenere la loro tutela e perché no anche il loro posto nella squadra dove militano.

Anche questo disegno di legge però non è stato ancora assegnato e probabilmente, se dovesse sfondare, finirebbe nel calderone delle pari opportunità.


MENTRE C’È CHI NON TROVA LAVORO GIACOMO STUCCHI DELLA LEGA PENSA AL RICONOSCIMENTO DELLE RICORRENZE RELIGIOSE AGLI EFFETTI CIVILI

I parlamentari della Lega non potevano passare indenni al nostro controllo. In particolare Giancarlo Stucchi che, in un momento di laicizzazione dello Stato ma soprattutto in quello in cui i disoccupati faticano a trovare un lavoro, ha pensato bene di presentare una proposta di legge per il riconoscimento delle feste religiose agli effetti civili.

Come tutti gli altri disegni anche questa presentata al Senato fa parte delle tante che ancora non sono state assegnate a nessuna commissione parlamentare e il suo testo non è ancora nell’archivio del Senato. Chissà se morirà prima di nascere? Con molta probabilità avverrà proprio questo visto che bloccare il lavoro nelle giornate di festa religiosa, come potrebbe avvenire ma ancora non lo sappiamo bene, potrebbe provocare anche un danno inestimabile all’economia italiana.

Insomma le perdite di tempo in leggi di non primaria importanza sono in tutti i partiti. A quando le questioni serie? Chi vivrà vedrà.

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