INCHIESTA GRANDI EVENTI/ Non solo Guido. Tutti i nomi della cricca, “un sodalizio stabile…” |
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| Inchieste - Italia | |||
| Scritto da Carmine Gazzanni | |||
| Lunedì 31 Gennaio 2011 12:57 | |||
Guido Bertolaso non è l’unico nome che spunta tra gli iscritti nel registro degli indagati e raggiunti dall’avviso di conclusione indagini. Il provvedimento è stato disposto, tra gli altri, per i funzionari Angelo Balducci, Mauro Della Giovampaola, Claudio Rinaldi e Fabio De Santis. Ed anche per l’ex magistrato romano Achille Toro indagato per corruzione giudiziaria...
I reati sono di vario genere: oltre alle già citate corruzione e corruzione giudiziaria, ritroviamo anche l’associazione a delinquere. Il reato è ipotizzato per 15 degli indagati. Sono infatti accusati di essersi associati per commettere una serie indeterminata di reati di corruzione, abuso d’ufficio, rivelazione di segreto d’ufficio e favoreggiamento. Secondo i pm avrebbero infatti costituito un vero e proprio ”sodalizio stabile” che, attraverso la messa a disposizione della funzione pubblica dei funzionari a favore degli imprenditori, in particolare Diego Anemone e le sue imprese, consentiva una facilitazione nell’ottenere gli appalti. Cerchiamo di ricostruire, allora, quella che è stata ribattezzata la “cricca”, il “sistema gelatinoso”. Secondo i magistrati Angelo Balducci – vice di Bertolaso – sarebbe stato il vertice della struttura, “capo e promotore” dell'associazione. Addirittura gli inquirenti hanno ipotizzato che ci sia “una comunanza di interessi economici assimilabile a una vera e propria società di fatto” con Diego Anemone, visto il suo “impegno” nel cercare di favorirlo a tutti i costi. Fabio De Santis e Claudio Rinaldi vengono invece definiti “soggetti di rilievo” all'interno del Dipartimento per lo sviluppo del turismo della Presidenza del Consiglio; Maria Pia Forleo, ancora, è indagata perché componente della commissione aggiudicatrice delle gare per le celebrazioni del centocinquantesimo anniversario dell'Unità d'Italia. Indagati con lo stesso capo d’accusa anche – chiaramente - gli imprenditori Diego e Daniele Anemone, ma anche Enzo Maria Gruttadauria, Pierfrancesco Murino e Bruno Ciolfi, e Stefano Gazzani, contabile delle società, e l'architetto Angelo Zampolini, utilizzato – secondo gli inquirenti - quale intermediario per le dazioni oggetto delle corruzioni (era lui che pagava, per sua stessa ammissione, la casa in Via Giulia per il soggiorno di Bertolaso). Alida Lucci e il già citato Simone Rossetti sono invece considerati il braccio destro esecutivo di Diego Anemone.
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