IL SISTEMA COSENTINO/ Tra Casalesi, piduisti e politicanti: indovina chi viene a cena?

Nicola Cosentinoo’mericano, per chi preferisce – è senz’altro l’uomo politico più potente ed influente in Campania. In questi ultimi mesi il suo nome è sempre stato al centro delle cronache: prima con l’autorizzazione all’uso delle intercettazioni a carico dell’ex sottosegretario, chiaramente negata dal Parlamento (308 voti contrari e 285 favorevoli), poi con la cosiddetta P3 e col tentativo di mettere fuori gioco l’amico Stefano Caldoro. Storia, amicizie e segreti di quello che molti chiamano “Il Sistema Cosentino“.

 

di Carmine Gazzanni

Nicola Cosentino, nato il 2 gennaio del 1959 a Casal di Principe, è figlio di Olga Schiavone (parente di Francesco SchiavoneSandokan”) e Silvio Cosentino, detto “o’mericano” dal soprannome di famiglia (che deriva dal fatto che la madre del papà di Nicola emigrò negli USA quando ancora era adolescente, agli inizi del ‘900). Silvio sembrerebbe essere la classica figura del “self made man”: nel 1975 fonda l’azienda capofila dell’attuale impero economico della famiglia Cosentino (un impero che oggi fattura quasi 200 milioni di euro), la Aversana Petroli, azienda che tratta carburanti per trazione, agricoltura ed energia.  Ma Silvio Cosentino è anche altro. Basta ricordare il suo curriculum “penale” per rendersene conto: danneggiamento di edifici militari, lesioni personali, tentata truffa, sequestro di persona (risalente ad appena due anni prima della nascita di Nicola). detto “

Il potere dei Cosentino, checché se ne dica, è un potere che – secondo gli esperti – emana l’odore della violenza mafiosa, un odore che parte da Silvio, ma dura ancora oggi. Anche nei legami parentali. Il più grande dei fratelli di Nicola, Giovanni, nato nel 1954, è sposato con Maria Diana, figlia di Costantino Diana detto “o’repezzato”, arrestato nell’ambito dell’operazione “Spartacus I” (deceduto però prima della sentenza); Mario, nato nel 1965, è invece sposato con Mirella Russo, sorella di Giuseppe Russo, detto “Peppe ’u padrino”, boss di prim’ordine nel clan dei Casalesi, arrestato da latitante in Germania, ora all’ergastolo con il 41 bis; Aurelio, nato nel 1966, è sposato con Giuseppina Diana, figlia di Emilio Diana, arrestato nell’ambito dell’operazione “Spartacus II” per associazione a delinquere di stampo mafioso; il cugino di primo grado Palmiro Giovanni, nato nel 1974, figlio di Aldo Cosentino, fratello di Silvio, è sposato con Alfonsina Schiavone, figlia di Francesco Schiavone di Luigi, detto “cicciariello”, uno dei boss Casalesi (attualmente all’ergastolo con il 41 bis), cugino di primo grado di Francesco Schiavone, detto “Sandokan”.

nick_omericanoE Nick? Lo sappiamo bene: si è dato alla politica. Una carriera cominciata sin da giovanissimo, alla fine degli anni settanta. Dapprima diventa consigliere comunale a Casal di Principe, poi il salto di qualità: prima consigliere provinciale e poi, dal 1983 al 1985, a soli 24 anni, è assessore provinciale con delega ai servizi sociali.

Sempre nell’85, alla nuova tornata elettorale, Cosentino viene nominato Assessore alla Pubblica Istruzione e nel 1990 ricopre la carica di Assessore provinciale all’Agricoltura. Ed è da questo periodo in poi che, secondo i magistrati, Cosentino si avvale del sostegno del clan dei Casalesi (molto spesso, come abbiamo visto, suoi parenti) per un forte sostegno elettorale.

Questo non possiamo dirlo con certezza (sebbene molte siano anche le rivelazioni di pentiti; ma sulla questione torneremo più avanti), fatto sta che nel 1995, con il 31,50% dei voti di preferenza espressi nella sola Provincia di Caserta, viene eletto Consigliere Regionale della Campania e, l’anno dopo, finalmente, approda in Parlamento con gli inimmaginabili 35.560 voti riportati nel collegio Capua-Piedimonte Matese.

E i successi continuano a baciare Nicola Cosentino: viene nominato membro della Commissione Parlamentare per le questioni regionali e della Commissione Difesa; dopodiché si dedica al partito diventando coordinatore di Forza Italia, prima per la sola provincia di Caserta, poi per tutta la Campania.

Con lui Forza Italia prima, e il Pdl poi, compiono un balzo inaspettato: dall’11% dei consensi registrati nelle elezioni regionali dell’aprile 2005 al 31,7% delle ultime elezioni regionali che hanno visto trionfare Stefano Caldoro.

Insomma, un uomo della provvidenza per la Campania berlusconiana. Ma Nicola Cosentino non è solo questo, perché intorno alla sua figura si addensano nubi di imprenditoria, rifiuti, camorra, massoneria. Ricostruiamo la figura di un uomo politico che sembra restare sempre nelle retrovie, ma invece risulta essere determinante nella politica campana, e non solo campana.

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