Il potere inadempiente che addormenta le coscienze

Beppe Grillo? Un saltimbanco che trae dal suo sboccato movimentismo la opportunità di impinguare il contro corrente. I Viola? Dilettanti allo sbaraglio. E l’Onda? Agitazioni fanciullesche, che a Napoli definirebbero facite ammuina: il fitto chiacchiericcio di casa Pd è disturbato solo dall’idillio con the fox, alias l’astuto Gianfranco Fini, destinatario di serenate al chiar di luna, strizzatine d’occhio, ammiccamenti e proposte di fidanzamento.

logo-camera-dei-deputatiCi rode un tarlo. Il subdolo roditore addenta impietoso le nostre carni martoriate dall’evanescenza della sinistra. Scava, erode e prova a fagocitare le risorse estreme di noi partigiani virtuali che ci ostiniamo a coltivare sogni di libertà, riscatto, eguaglianza totale, ritorno all’autenticità, all’etica, alla giustizia per tutte le società della terra. Attraversiamo incubi ossessionanti di notte in notte, popolati da Rutellik, Veltronik, D’Alemik, Bersanik, Casinik, Di Pietrik che svolazzano sul nostro capo in atteggiamento vampiresco, pronti a nuovi svenamenti. I famelici rapaci succhiano sangue rosso vivo che ostinatamente scorre in arterie a loro volta rosso fuoco, il colore di una passione politica antagonista, opposta cioè al tenero riformismo del big centre dove sgomita l’affamata moderazione di ex democristiani, ex socialdemocratici, ex socialisti ed ex miglioristi del partito comunista, affaristi e collusi con il malaffare.

Beppe Grillo? Un saltimbanco che trae dal suo sboccato movimentismo la opportunità di impinguare il contro corrente. I Viola? Dilettanti allo sbaraglio. E l’Onda? Agitazioni fanciullesche, che a Napoli definirebbero facite ammuina: il fitto chiacchiericcio di casa Pd è disturbato solo dall’idillio con the fox, alias l’astuto Gianfranco Fini, destinatario di serenate al chiar di luna, strizzatine d’occhio, ammiccamenti e proposte di fidanzamento. Il flirt sopporta agevolmente il disturbo delle alterne fortune di un match di ping-pong con i pirati impegnati nell’arrembaggio al centro dell’isola che non c’e’ o, meglio, dell’arcipelago saldamente presidiato da Bondi, Cicchitto, La Russa e Maroni, Tremonti e perfino Santanché, Storace, e Mussolini
E il popolo che dice? Il Berlusca, chiedessero all’italiano medio, non andrebbe oltre un quattro più nella scala da uno a dieci del gradimento, e i bersaniani sarebbero rimandati in tutte le materie con una media del tre meno, conseguenza di un calo vistoso di consensi, a dispetto delle cavolate Pdl. La sufficienza, numericamente, spetta al veemente Antonio Di Pietro che rappresenta se stesso e un manipolo di scontenti di sinistra, gli entusiasti ultra’ dell’antiberlusconismo strillato. 
Gongola Futuro e Libertà che, abiurato repentinamente fascio, razzismo, omofobia e corollari, si tuffa a capofitto nella legittimazione servita su un piatto d’oro dal centro-sinistra. Nichi Vendola, radunate le truppe sparpagliate della sinistra-sinistra, dà segni di equilibrio precario. Cammina sul filo sospeso tra i piloni della moderazione e dell’oltranzismo. Canticchia Bella Ciao e Contessa, mentre si rade solitario in bagno e fischietta papaveri e papere nelle apparizioni pubbliche. Dice cose di sinistra ma, appena dopo pochi secondi, retrocede fino alla disponibilita’ per una strumentale trattativa con la moderazione. 
Voilà, la politica è questa qua. Esaurita la breve riflessione sugli opportunismi che governano le dinamiche delle caste, il governatore della Puglia si conferma il solo antagonista attendibile della destra per carisma, intelligenza tattica, dialettica e consapevole combattività.
I millantatori. L’oscena orgia di tg, gr, speciali, talk show, pomeriggi salottieri e approfondimenti notturni, ha rivelato la proliferazione di specialisti della mistificazione. Al capezzale dell’informazione si sono alternati in preghiera psicologi e psichiatri, criminologi e tuttologi, penalisti, giustizialisti e garantisti, pettegoli, guardoni, sciacalli, profittatori delle disgrazie altrui e seguaci del dio audience, cinguettanti conduttori/trici, giornalisti di fama e pseudo cronisti, avvocati e magistrati. Fra mille immagini da nausea, ecco un paradigma dell’uso improprio della televisione: madre e sorella di Sabrina, la ragazza coinvolta nelle indagini di Avetrana, pochi metri oltre la caserma dove si sono svolti gli interrogatori sono state sepolte da una fitta trama di microfoni, fra loro in conflitto per strappare dichiarazioni. Senza alcuna protezione, spintonate, le due donne hanno rischiato di essere travolte da braccia protese con violenza e corpi che si accalcavano.
L’assalto subìto somiglia molto ai casi, nemmeno rari, di una televisione che comunica ai parenti la morte di un congiunto per catturare le lacrime in diretta, lo sguardo perduto nel vuoto di una madre devastata dal dolore. Pensavamo che non si sarebbe mai più ripetuto l’ignobile caso di Vermicino, del bambino caduto in un pozzo profondo e dell’impossibilità di trarlo in salvo raccontata minuto dopo minuto dalle telecamere e da un dannato microfono spinto giù nel baratro. E invece, la tragedia cilena, i trenta minatori imprigionati a settecento metri sotto la roccia: per fortuna si è risolta come meglio non si poteva sperare e con la commozione del mondo intero. Pensate se non fosse andata così, se il salvataggio non fosse riuscito, se la roccia fosse franata seppellendo i minatori, se la capsula di salvataggio si fosse incastrata per sempre nelle pareti della miniera. Avremmo assistito ancora una volta alla spettacolarizzazione di un dramma umano. Il sospetto? Questa televisione serve al potere inadempiente per addormentare le coscienze.

Tratto da La Voce delle Voci di Novembre 2010

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