Igor, professione gigolò: il lavoro in tempo di crisi

L’Italia arranca nell’economia, il Paese è ingovernabile, la disoccupazione giovanile ha raggiunto il suo picco massimo: molti ragazzi fuggono all’Estero mentre quelli che restano spesso sono sottopagati, lavoricchiando. A questa buona fetta, si aggiunge una parte che decide di usare il proprio corpo e lavorare. Non solo ragazze che decidono di prostituirsi, accompagnando i politici di turno. La crisi degli ultimi anni porta anche giovani ed aitanti ragazzi a diventare degli escort. Questa è la storia di Igor, 27 anni, di Salerno che per professione fa il gigolò, guadagnando – di base – 500 euro per una serata. A quanto pare ognuno fa quello che può.

americangigolo

di Maria Cristina Giovannitti

Per la serie ‘Cercasi gigolò disperatamente’. Ognuno si reinventa come può, specialmente in un periodo di massima recessione come questo. Stando alle ultimissime informazioni dell’Istat la disoccupazione in Italia ha toccato il record assoluto con il 10,7%, più alta anche del 1977 quando era del 6,4%. I giovani disoccupati tra i 15 e i 24 anni sono in crescita esponenziale passando dal 21,7% al 35,3%. Tuonano sibilline le parole di Beppe Grillo, leader del M5S, che preannuncia in Italia una bancarotta ad ottobre. Ai giovani non resta che prendere la propria valigia di titoli e ambizioni e trasferirsi all’estero, oppure restare in Italia e inventarsi qualche lavoro.

Così negli ultimi anni spuntano non solo escort ‘modello Ruby’ ma sempre più spesso sul web si trovano annunci in cui giovani aitanti gigolò si pubblicizzano. Anche noi attraverso il sito www.igorgigolo.com troviamo Igor, 27 anni di Salerno, che da un po’ di anni lavora come escort per donne in tutta Italia ma anche all’estero, ci dice. Questo ‘lavoro’ diventa la scorciatoia per poter guadagnare soldi, considerando che Igor si vende per una sera ad una tariffa base di 500 euro più spese della serata – a carico della donna che lo ha chiamato. Ancora un tabù per signore che, bisognose di attenzione ed affetto, contattano da tutt’Italia questo giovane ragazzo: Lecce, Roma e Firenze le città dove lavora di più ma anche Napoli, Parma e Torino. Igor vende il suo corpo alle donne oppure solo la sua attenzione, la sua compagnia, le sue premure a seconda delle esigenze delle signore che lo telefonano. In questo modo Igor ha un lavoro e le donne una compagnia.

 

Ci racconti la tua vita privata?

Parlare di vita privata per un ragazzo che svolge il mio lavoro non è semplice. Essere un gigolò professionista è difficile da spiegare e soprattutto da svolgere. In Italia siamo davvero in pochi ad “amare per professione”, questo spiega le molte difficoltà che un mestiere del genere comporta. La mia vita è innanzitutto “il mio lavoro”. Mi capita spesso di sentirmi fuori luogo quando “non sono in servizio”. In realtà essere in compagnia di una mia cliente, in fondo, mi fa stare bene, è un dare/avere: io rassereno loro e le donne rassicurano me.

Quando decidi di diventare un accompagnatore?

Circa tre anni fa. Mi affascinava il mondo femminile e il “misterioso” ruolo dei gigolò per signore. Qualche mese dopo iniziai ad inserire i miei primi annunci su internet. Poco dopo creai il mio primo sito personale, poi un altro ancora. E’ lì che le clienti possono trovare tutto ciò che vogliono sapere sul mio conto: foto, video, contatti, servizi.

La tua è una scelta libera oppure ti sei reinventato un ‘lavoro’ in tempo di crisi?

Visti i tempi che corrono, mi ritengo sicuramente fortunato ad avere un lavoro. Sicuramente molti pensano che avrei potuto fare altro nella mia vita, questo è vero ma sfido chiunque a svolgere un lavoro del genere. Garantisco che non è di certo una cosa semplice, a differenza di come possono credere molti.

In pratica la tua è una prostituzione maschile: affitti il tuo corpo alle donne. Sei soddisfatto di quello che fai?

Il mio lavoro, con la prostituzione vera e propria, ha poco a che fare. Io sono il ‘fidanzato a tempo determinato’ che tutte le donne sognano, l’uomo ideale per una notte, per un weekend e perché no, per tutta la vita. Sono più che soddisfatto del mio lavoro, l’adoro e sono anche molto geloso della mia attività; nessuno/a deve intralciare il mio cammino, la mia vita, la mia missione.

La tua famiglia conosce ‘Igor accompagnatore’?

Si, la mia famiglia conosce una parte di “Igor Accompagnatore”, d’altronde sarebbe impossibile giustificare le notti trascorse fuori casa, i weekend, gli abiti.

Hai una fidanzata?

No. Ne ho avute in passato, ma credo sia impossibile far coincidere l’amore con il mio lavoro. Bisogna fare delle scelte nella vita e secondo me, per essere il numero uno in qualcosa, devi fare solo ed esclusivamente quella determinata cosa. Io amo le “mie” donne, loro mi danno tutto ciò di cui ho bisogno e sto bene così.

Ci descrivi in media la tipologia di donna che ti chiama? E perché ha bisogno di affittare un ragazzo?

L’età media delle mie clienti è intorno ai quarant’anni. Oltre al classico cena e dopocena svolgo anche altri servizi per cui, ad esempio, vengo ingaggiato anche da ragazze di venti o trent’anni per far ingelosire il loro fidanzato. Naturalmente le motivazione per cui chiamano me sono svariate: matrimoni andati a male, solitudine, semplice divertimento, mancanza di attenzioni da parte dei propri partner sempre più distratti, voglia di trasgredire.

Raccontaci una serata-tipo con una donna.

La serata tipo per eccellenza è la “formula” cena-dopocena. Vengo chiamato al cellulare, magari dopo una prima e-mail conoscitiva. Stabiliamo il giorno dell’appuntamento, raggiungo la mia cliente nel luogo prescelto – solitamente è un bar per un aperitivo. Successivamente si va a cena in un ristorante scelto da lei e per finire, se la situazione lo richiede, si va in albergo.

Quanto costano i tuoi servizi, le tue prestazioni?

Non ho un tariffario fisso. Lascio che sia la cliente a scegliere il mio compenso. Naturalmente non scendo mai sotto certi limiti – ad esempio 500 euro. Solitamente cerco di capire innanzitutto con chi ho a che fare al telefono, da lì parte il prezzo.

Credi che fare l’escort sarà il tuo mestiere per tutta la vita o vuoi  fare altro ‘da grande’?

Non ho per il momento altri sogni nel cassetto. In fondo questo mestiere è il sogno di tutti gli uomini!

Perché un ragazzo decide affittare il suo corpo?

Non posso essere preciso nella risposta perché in realtà non so cosa mi abbia spinto ad intraprendere questa strada. Di sicuro in tempo di crisi mi ritengo fortunato: ho un lavoro e faccio qualcosa che mi appassiona.

Quanti ragazzi conosci che fanno il tuo stesso ‘lavoro’?

Ragazzi o uomini che fanno il mio stesso lavoro, come lo svolgo io – da escort professionista – sono pochissimi. Non è un lavoro per tutti perché non basta essere belli o attraenti. Bisogna essere predisposti. Moltissimi uomini mi contattano per avere consigli su come diventare gigolò ma credo che già il fatto di chiedere in questo caso sia sintomo di poca sicurezza.

Senza troppa retorica, che pensi delle donne che si prostituiscono? E degli uomini?

Purtroppo essere una escort comporta tantissimi rischi. Non consiglierei mai a nessuna ragazza di intraprendere questa strada, si incontrano davvero molti uomini strambi ma non mi sento nemmeno di giudicare nessuno. Lavorare con le donne è tutta un’altra storia, bisogna saperci fare sul serio, altrimenti si rischia di fare solo brutte figure o magari di finire a lavorare con gli uomini e per un eterosessuale non credo sia una cosa molto piacevole.

Per lo Stato tu, come i tuoi colleghi, non esistete.

No, di conseguenza non posso avere partita iva, nè fatturare i miei guadagni.

Che consiglio vuoi dare a tutti i tuoi coetanei disoccupati?

Essere gigolò sembra un mestiere redditizio e semplice. Non è così, ci sono molte problematiche e difficoltà. Piuttosto direi ai miei coetanei di non smettere di sperare, nonostante il periodo: l’importante è non arrendersi mai e continuare a lottare per ciò che più si desidera. In bocca al lupo.

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