HOMELESS/ In aumento il numero dei senzatetto nell’indifferenza del Governo Monti

Nessuna legge da parte del Governo tecnico per la tutela dei senzatetto che, con i prossimi freddi, si riverseranno nelle stazioni delle grandi città: secondo il rapporto Istat sono quasi 50 mila, in netto aumento rispetto ai 17 mila del 1999. Il Parlamento, nonostante le 9.205 proposte di legge presentate fino ad ora, non appare interessato a livello legislativo all’argomento per cui i clochard, ad oggi, possono contare solo sull’aiuto caritatevole dei 727 enti di volontariato operativi in tutt’Italia.

 

di Maria Cristina Giovannitti

homeless_in_italiaLa situazione è già in forte stato di emergenza, una criticità che avrà il suo picco con l’inverno, il forte freddo e le intense nevicate: bisogna affrontare il problema dei senzatetto e garantire loro, attraverso delle leggi, la tutela e i servizi essenziali in quanto cittadini.

A lanciare l’allarme è l’ultimo rapporto dell’Istat, in cui si specifica il numero preciso di clochard –o comunque di tutti coloro che fanno uso dei servizi offerti dalle associazioni di volontariato: 47.648 senzatetto rispetto ai 17 mila stimati nel 1999. La povertà è in netto aumento e avere una casa è diventato un lusso.

Di questi quasi 50 mila homeless, almeno 4 su 10 sono italiani, numerosi a Milano e in seguito a Roma mentre gli stranieri sono circa l’87 per cento e tra questi il 59,4 per cento sono uomini. Il 9,3 per cento di senzatetto stranieri è laureato.

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Gli stranieri clochard arrivano in Italia come immigrati che ambiscono ad un lavoro, una situazione migliore rispetto alla precarietà dei loro Paesi, sono carichi di aspettative, scontrandosi, poi, con crude realtà: la disoccupazione emargina anche loro, riversandoli o per strada come homeless o incentivando la microcriminalità. I tre motivi maggiori per cui si arriva a vivere per strada sono la perdita di un lavoro; la separazione da un coniuge o le cattive condizioni di salute; in alcuni casi coesistono tutte e tre le motivazioni.

Con l’arrivo dell’inverno il problema si ripresenta, peggiorato dall’aumento delle mortalità tra clochard che non superarono i periodi di intenso freddo. Nonostante l’emergenza, oltre provvedimenti morali mossi per iniziativa spontanea di cittadini, il Parlamentononostante le sollecitazioni di deputati come Luigi Bobba (Pd), Livia Turco (Pd), Emerizio Barbieri (PdL); senatori quali Giampiero D’Alia (Udc), Giuliana Carlino (Idv) e Domenico Gramazio (PdL)nelle 9205 proposte di legge presentate fino ad ora, non ha mai affrontato questo tema a livello legislativo. Oggi più di tre quarti degli homeless dorme in strutture di accoglienza, mangia alle mense comuni, usa abiti donati spontaneamente dai cittadini e può contare sull’ospitalità delle 727 sedi di enti di volontariato distribuite sul territorio.

Ecco alcuni tragici episodi dal 2008 ad oggi e posti come interrogazioni parlamentari:

Stazione di Mestre –Venezia: alcuni volontari che portavano bevande calde ai senzatetto sono stati allontanati dalla Polizia;

Stazione di Genova: alla vigilia di Natale gli addetti alla pulizia della stazione hanno buttato le coperte che servivano ai clochard per coprirsi e dopo poche ore uno di loro è morto; 

Stazione di Firenze: alcuni senzatetto sono stati multati dalle Forze dell’Ordine perché «dormivano indecentemente»;

Stazione di Vicenza: muore un clochard e solo dopo questa tragica vicenda il Prefetto è riuscito ad avere un provvedimento che permettesse di lasciare aperta la Società Grandi Stazioni per accogliere gli homeless.

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