GREEN ECONOMY/ Storie di giovani italiani, contadini del futuro: alla riscoperta della terra

L’Italia della crisi è piena di storie di giovani laureati che riscoprono il mestiere dei campi. Come alternativa alla disoccupazione i nuovi contadini investono nelle imprese agricole e così le terre, fino a pochi anni fa declassate, vengono viste come l’unica opportunità reale. Il lavoro nei campi è un fenomeno sempre più in crescita: i giovani under 35 che investono in aziende agricole sono 65 mila su un totale di 720, il 10 percento dell’imprenditorialità italiana.

 

di Maria Cristina Giovannitti

Il fenomeno delle quattro A: ambiente, agricoltura, acqua, alimentazione è la nuova ancora di salvezza in questo periodo di crisi totale e di disoccupazione, che ha raggiunto un record allarmante. Viticoltori, allevatori, agricoltori. Ognuno si specializza in un campo, ognuno investe in settore con aziende agricole.

Questo è il nuovo fenomeno che, soprattutto nell’ultimo biennio, è in forte crescita e si stima un boom nei prossimi anni: giovani tra i 18 e i 35 anni hanno riscoperto il lavoro nei campi. La terra, un tempo non troppo lontano, era vista come schizzinoso declassamento per giovani che non avevano voglia di investire nei lavori manuali.

Ora il mestiere del bracciante è una necessità, la terra è un’opportunità durante la crisi. In alternativa alla disoccupazione e al precariato, bisogna reinventarsi e così c’è chi eredita da nonni e genitori delle proprietà terriere e investe con delle piccole imprese agricole.

contadiniUn ricorso storico che si ripresenta nel pieno della crisi e unisce sapientemente tradizione e modernità. Accanto al duro lavoro della terra, la zappa si accantona in un angolo, e si usano le tecnologie per avere maggiori frutti. Attraverso le tecnologie del web, siti meteo aggiornati e le conoscenze scientifiche adeguate, si riesce a lavorare la terra in modo diverso rispetto ai propri padri che basavano le loro conoscenze su dicerie popolari o sulla saggezza delle proprie esperienze.  I nuovi contadini sono giovani colti –i più laureati– e specializzati anche in settori particolari come la coltivazione dei prodotti biologici o l’analisi delle erbe selvatiche. Questo è un dato confermato dal Miur che registra un trend in discesa per le iscrizioni universitarie ma un aumento, nel 2011,di iscritti alla facoltà di Agraria che ambiscono a diventare agronomi, esperti in zootecnica e specialisti in prodotti tipici.

Oggi, in tutta Italia, il numero di under 35 che investe nelle imprese agricole è di 65 mila su un totale di 720 mila. Ciò significa che ben il 10 percento dell’imprenditorialità italiana è formata dai giovani contadini, al terzo posto dopo le imprese di commercio e costruzioni. Nonostante i quotidiani ostacoli che un giovane incontra –come la difficoltà di accesso al credito bancario, le tasse, il prezzo del gasolio– gli investimenti nell’agricoltura sono in crescita perché , negli ultimi 15 anni, mentre quasi tutti i settori sono crollati a picco, il settore agricolo non ha mai subito danni. Lo confermano anche le stime della Coldiretti: si prevede un incremento futuro con la nascita di circa 43 mila aziende agricole.

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