Governo, ecco il bando per i servizi di telefonia da 265 milioni. Bernabè (Bilderberg) si lecca i baffi

Ieri Fabrizio Saccomanni, il nuovo titolare del ministero dell’Economia, ha praticamente sbugiardato il premier Enrico Letta e le sue promesse del discorso programmatico. La parola d’ordine resta rigore. Eppure è proprio il ministero dell’Economia, tramite la sua partecipata Consip, ad aver indetto un bando “per la prestazione dei servizi di telefonia mobile per le Pubbliche Amministrazioni” per ben 265 milioni di euro. Altro che tagli alla politica. Probabile vincitore? Il finanziatore dell’Aspen e uomo di Bilderberg, Franco Bernabè, numero uno di Telecom.

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di Carmine Gazzanni

Enrico Letta promette, Fabrizio Saccomanni riporta tutti con i piedi per terra. Se infatti il premier, nei suoi ormai famosi discorsi programmatici a Camera e Senato, ha promesso abolizione dell’Imu, nuovi ammortizzatori per i precari, reddito minimo per famiglie bisognose con figli e soluzione rapida al problema degli esodati, il ministro dell’Economia è andato decisamente più blando in quanto a promesse. Ieri, infatti, è stato ascoltato dai Parlamentari della Commissione speciale nella sua prima audizione da quando ha preso il posto di Vittorio Grilli. Il quadro che ha profilato è di tutt’altro colore rispetto a quello di Letta: quella indicata dal premier, ha spiegato Saccomanni, per ora è una lista delle cose da fare. Sui tempi e sui modi si discuterà. Il punto fermo (e prioritario) è un altro: qualsiasi provvedimento terrà conto dei vincoli europei. A deficit non si finanzierà nessuna misura. I mercati non capirebbero. Ma soprattutto la Commissione non lo permetterebbe.

Insomma, Letta è stato sbugiardato nei suoi programmi. Bisogna ragionare prima. Questo quanto detto da Saccomanni.

Intanto, però, sebbene Saccomanni con le sue parole abbia insistito sulla necessità di perdurare nel clima di rigore almeno fino ad “autorizzazione” dell’Europa, proprio il ministero dell’Economia, per tramite del Consip, la partecipata il cui unico azionista è proprio il ministero guidato da Saccomanni che si occupa della spesa delle pubbliche amministrazioni per beni e servizi, ha indetto un bando di gara che, in qualche modo, è in controtendenza con quanto dichiarato dallo stesso Letta nel discorso programmatico che, tra le tante cose, ha pure promesso un taglio importante al costo della politica.

Gara per la prestazione dei servizi di telefonia mobile per le Pubbliche Amministrazioni”. Questo l’oggetto dell’appalto. Ma entriamo nel dettaglio del bando per capire meglio di cosa stiamo parlando. Secondo i documenti, pubblici sul sito della Consip, stiamo parlando di un “quantitativo massimo pari a n. 900.000 (novecentomila) utenze”. Novecentomila sim, in pratica. I cui costi di servizio saranno interamente a carico dell’amministrazione pubblica.

Non solo. Dal capitolato tecnico (anche questo disponibile nella documentazione Consip), infatti, si viene a sapere che “l’amministrazione potrà richiedere un numero di apparati radiomobili minore o uguale a quello delle sim richieste”. Ergo: gli uffici pubblici interessati, sulla carta, potrebbero arrivare a chiedere non solo 900 mila utenze, ma anche 900 mila telefonini.

Un vero affare. E non solo per i dipendenti pubblici. Ma anche (e soprattutto) per la società che vincerà. Il bottino, infatti, è di ben 265 milioni di euro, per una convenzione della durata massima di 24 mesi prorogabili di ulteriori 12. Finita qui? Certo che no.

francobernabNella documentazione, come se non bastasse, si precisa anche che “la Consip S.p.A. si riserva la facoltà di ricorrere, nei tre anni successivi alla stipulazione del contratto iniziale (appunto i 24 mesi più i 12 prorogabili, ndr), alla procedura negoziata senza pubblicazione del bando, ai sensi dell’art. 57, comma 5, lettera b), del D.lgs. 163/2006, per l’affidamento di nuovi servizi consistenti nella ripetizione di servizi analoghi già affidati all’operatore economico aggiudicatario del contratto iniziale”. Insomma, il servizio potrebbe poi essere rinnovato senza necessità di indire un nuovo bando pubblico.

Ma chi potrebbe esserci tra gli interessati? Ovviamente lui, Franco Bernabè, numero uno di Telecom Italia, la società che peraltro, fino a ieri, deteneva l’appalto.

Piccola curiosità: Bernabè, oltre a finanziare l’Aspen di cui Letta è vicepresidente, è stato suo “compagno di viaggio” l’anno scorso nell’incontro statunitense del gruppo Bilderberg. Coincidenze e nulla più. Senz’altro.

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