FRANCESCO BELSITO/ La Lega, Il tesoriere e la ‘ndrangheta: “capitali di provenienza illecita” riconducibile alle “attività criminali”

Bufera in casa Lega. Secondo la Procura di Milano i conti del partito di Via Bellerio sono falsi e il tesoriere Francesco Belsito ha distratto soldi pubblici per sostenere “i costi della famigliaBossi. Ma non è tutto. Leggendo gli atti dell’ordinanza di sequestro del Tribunale di Reggio Calabria emerge un aspetto di cui, al momento, nessuno ha parlato: dalle carte sembrerebbe chiaro il forte legame ‘ndrangheta – Lega Nord (nella persona del suo tesoriere). Non solo: “sostanzialmente certa” è l’esistenza di “un sistema di filtrazione di capitali di provenienza illecita”.

di Carmine Gazzanni

francesco_belsitoTutti ricorderanno quando Roberto Saviano, davanti alle telecamere di Vieni via con me, parlava dei rapporti tra Lega Nord e ‘ndrangheta. Sebbene ci fossero inchieste giudiziarie che provavano quanto dicesse, venne bersagliato duramente dall’ala leghista. Sarebbe molto interessante chiedere ora cosa pensino i leghisti di questi comprovati rapporti. Mentre, infatti, l’attenzione mediatica è interamente (o quasi) piegata sui conti del partito e sui soldi pubblici spesi per pagare cene, viaggi e lavori nella villa del senatùr, pochi hanno, ad esempio, sottolineato che la vicenda Lega Nord sia emersa a partire da un lavoro investigativo che non aveva (perlomeno apparentemente) nulla a che fare con il partito di Bossi.

A Francesco Belsito, infatti, la Dda di Reggio è arrivata seguendo gli affari di Romolo Girardelli, un procacciatore di business in odore di ‘ndrangheta. Nella fattispecie, ricordano i magistrati, Girardelli sembrerebbe essere un uomo della cosca dei De Stefanovisti gli accertati rapporti di frequentazione con soggetti di vertice della stessa, tra i quali Martino Paolo e Canale Antonio Vittorio”. Il riferimento è al 2002, anno in cui Girardelli era indagato. Rileggendo le carte di quell’indagine, ricordate nell’ordinanza, è subito evidente il suo ruolo centrale negli affari ‘ndranghetisti: Girardelli faceva parte di “un’associazione, la quale si è avvalsa della forza di intimidazione per commettere innumerevoli diritti contro la persona ed il patrimonio”, tra cuitruffa in danno di istituti bancari italiani ed esteri”, “introduzione e impiego di falsi titoli finanziari utilizzati per ottenere linee di credito dal sistema bancario”. Ma, nelle carte, gli si contesta anche un altro reato: “favoreggiamento della latitanza di soggetti colpiti da custodia cautelare”. Il riferimento è al boss Salvatore Fazzalari, per la cui latitanza Girardelli ed altri erano “incaricati di mediare la dazione di denaro necessaria alla latitanza” del boss, offrendogli anche “supporto logistico”.

Ebbene, proprio partendo da qui, dagli affari loschi di Girardelli, il Tribunale di Reggio è arrivato a Francesco Belsito che, a leggere le carte con annesse intercettazioni, aveva certamente stretti rapporti d’affari con il colletto bianco. Come ricostruiscono i magistrati, infatti, Belsito e Girardelli, insieme ad un’altra testa della struttura, l’imprenditore Stefano Bonet, erano “soggetti legati da compartecipazioni societarie o da stabili rapporti di natura professionale”. Basti pensare da una parte alla Effebimmobiliare di Genova, agenzia di mediazioni nel settore immobiliare e commerciale e di consulenza e amministrazione di stabili, per la quale di fatto Girardelli era socio di Belsito, tramite il figlio Alex; e dall’altra alla Polare scarl, riconducibile appunto a Bonet, per la quale Girardelli era responsabile dello sportello di Genova.

Un ruolo, insomma, quello giocato da Girardelli, centrale. Reso tale proprio dalla benevolenza, appunto, di Bonet e, soprattutto, di Belsito. L’intreccio tra i tre è più che evidente. È la vicinanza a Belsito, ad esempio, che permette a Girardelli di vedersi garantita da Bonet l’apertura di uno sportello della Polare a Genova. Tale dato emerge dalla conversazione avvenuta il 10 settembre 2011 tra Girardelli ed una donna (forse la compagna). Nelle carte si legge che “nel contesto della conversazione Romolo (Girardelli, ndr) dice che è stato assunto da quel gruppo di San Donà del Piave (la Polare, ndr) che gli hanno fatto un contratto come manager perché gli ha portato due risultati che non si aspettavano […] e questo gruppo ha aperto uno sportello a Genova nei suoi uffici […] e lo hanno nominato reggente”. Quale siano i “due risultati che non si aspettavano” lo accerterà la magistratura; fatto sta – e questo è il dato centrale – che mentre parla di questi stessi risultati importanti raggiunti “fa un accenno al suo socio che è il sottosegretario”. Come scrivono gli inquirenti, il sottosegretario è appunto Belsito.

La particolarità del rapporto, tuttavia, sta nel fatto che Girardelli chiama il tesoriere della Lega anche quando si tratta di questioni relative alla sola Polare, nei riguardi della quale Belsito, almeno in teoria, è assolutamente estraneo. Eppure, nell’intercettazione del 20 settembre, Girardelli chiama Belsito e gli parla proprio dell’affare che si sta per concludere tra Polare e Grandi Navi Veloci s.p.a., dopodiché gli dice “di ricordare a Bonet (che incontrerà domani) di dargli i documenti necessari per il passaggio della macchina”. È evidente, insomma, un legame certamente poco chiaro tra i tre. O meglio: poco lecito.

I tre, infatti, avrebbero fatto – secondo gli investigatori – affari milionari grazie a giri di soldi e fatture false. Come nel caso della Siram, società del gruppo Veolia, che ha acquistato servizi per circa 8 milioni dalla Polare del gruppo di Stefano Bonet che, a sua volta, era in affari con la Marco Polo, sempre di Bonet, da cui comprava consulenze del valore di 7 milioni per poi restituire la cifra alla Siram. Una triangolazione anomala che desta sospetti pesanti: secondo i magistrati Belsito e Girardelli avrebbero intascato centinaia di migliaia di euro in questo modo. Nel solo 2011 il tesoriere della Lega riceve dal gruppo Bonet 250 mila euro. Un “bonifico di stima” lo chiama in un’intercettazione l’imprenditore.

A questo punto, allora, è chiaro anche il motivo per cui Girardelli diventa responsabile di uno sportello della Polare, aperto appositamente per lui. Scrivono infatti gli inquirenti che l’ufficio genovese affidato a Girardelli “è stato aperto al fine di sfruttare l’operatività del gruppo riconducibile a Belsito per accaparrarsi commesse da parte delle più grandi realtà societarie genovesi, in particolare Fincantieri (di cui Belsito era consigliere di amministrazione, ndr) e Grandi Navi Veloci”.

Un sistema illecito, dunque, che ruota, tra le altre, anche attorno, come abbiamo visto, ad un uomo vicino alla ‘ndrangheta. La domanda, allora, nasce spontanea: qual è il legame, nella vicenda, tra ‘ndrangheta e Lega? Non possiamo dirlo con certezza, ma, come ipotizzato dai magistrati, sembrerebbe decisamente più forte di quanto sembri. Scrivono, ad esempio, i magistrati che Girardelli avrebbe potuto anche “agevolare l’attività dell’associazione di tipo mafioso ed armata […] denominata ‘ndrangheta, presente ed operante sul territorio della provincia di Reggio Calabria, sul territorio italiano ed all’estero”. Dunque, non un legame superfluo quello tra Lega Nord e ‘ndrangheta, secondo i pm. Non solo. “Ampiamente accertata”, si legge nelle carte, anche la presenza di un gruppo di soggetti ”dipendenti o collegati alla figura di Girardelli”.

Potrebbe non bastare? Ecco cosa si legge in seguito: “sostanzialmente certa è quindi l’esistenza e l’operatività di un gruppo di soggetti protagonisti di un complesso sistema di ‘esterovestizione’ e di ‘filtrazione’, e quindi di riciclaggio o reimpiego, di capitali di provenienza illecita, almeno in parte verosimilmente riconducibili alle attività criminali poste in essere dalla cosca De Stefano a cui il Girardelli risulta collegato sulla base di pregressi accertamenti”.

Un legame, quello prospettato dalla magistratura, non solo esistente tra Lega e ‘ndrangheta. Ma addirittura diretto.

LEGGI ANCHE

MARONI SAVIANO/ Ndrangheta, Lega e Nord Italia: mai così uniti

Saviano: ‘Lega e ‘ndrangheta, oggi cade il velo’

LEGA NORD/ Ecco il dossier sul partito che ha venduto l’anima al diavolo

CRISI LEGA/ “Bossi è una pornostar”, parola di Unione Padana. E il profondo Nord si spacca.

Fino al 31 dicembre 2016 puoi attivare una copertura per il rischio terremoto con sconti fino al 50%.