FINMECCANICA/ Commercio di armi con Paesi in guerra: accordi economici da un miliardo di dollari.

Sono ore concitate nel Medio Oriente. Per giorni gli attacchi israeliani sulla striscia di Gaza hanno causato centinaia di morti: ieri la giornata più sanguinosa con ben 23 morti. Tutti i più grandi diplomatici del mondo si stanno muovendo per un “cessate il fuoco”. Compreso il ministro italiano Giulio Terzi di Sant’Agata. Peccato, però, che la più grande azienda pubblica italiana attiva nella produzione di armiFinmeccanica – abbia siglato a luglio un accordo quasi da un miliardo di dollari proprio con Israele. E, peraltro, questo non è nemmeno l’unico Paese di guerra con cui la società italiana è in affari. Emblematico anche il caso del Ciad.

 

di Carmine Gazzanni

finmeccanica_vende_armi_a_israele19 luglio 2012. “Nell’ambito di un accordo di collaborazione tra il Governo italiano ed il Governo israeliano, Finmeccanica rende noto di avere sottoscritto oggi contratti per un valore pari a circa 850 milioni di dollari attraverso le società operative Alenia Aermacchi, Telespazio e SELEX Elsag”. Il comunicato della più grande azienda italiana attiva nel settore armi è chiaro: un contratto quasi miliardario di rifornimento armi a Israele. Quello stesso Israele che, proprio per via di ingiustificati attacchi missilistici e militari, si è reso responsabile negli ultimi giorni di più di 110 morti (la maggior parte civili).

Ma cosa prevede il contratto nel dettaglio? Come specificato dal comunicato stampa, sono ben tre le controllate di Finmeccanica chiamate in causa per l’accordo: Alena Aermacchi, Telespazio e Selex Elsag. Da parte di Alenia Aermacchi (controllata di Finmeccanica, produttrice di velivoli militari e civili, velivoli non pilotati di nuova generazione e aerostrutture per velivoli civili e militari, oltre che la trasformazione e revisione di aeromobili per i maggiori produttori mondiali) la fornitura di 30 velivoli da addestramento avanzato M-346. Nel suo complesso – considerando quindi velivoli, ma anche motori, manutenzione, logistica, simulatori e addestramento – solo questo accordo ha un valore complessivo di circa un miliardo di dollari. “La consegna del primo esemplare – si legge ancora nel comunicato stampa – è prevista per la metà del 2014”. Ergo: i rapporti tra Italia e Israele saranno ottimi ancora per molto tempo.

Non solo. Ecco che interviene la seconda controllata, Selex Elsag, che provvederà alla “fornitura dei sistemi di identificazione, comunicazione e dei computer per il controllo di volo dei 30 velivoli da addestramento avanzato M-346 (appunto quelli che saranno consegnati ad Israele, ndr)”. In pratica dunque l’Italia non solo costruirà i velivoli, ma si occuperà anche dei sistemi di controllo.

A questo punto, però, attenzione. L’accordo infatti, a ben vedere, è reciproco. E così, se l’Italia si farà carico dei velivoli per gli israeliani, questi ultimi faranno fronte ad altre esigenze italiane. Sempre nel comunicato, infatti, si legge che Selex Elsag si occuperà anche della “fornitura, per un valore di circa 41 milioni di dollari dei sottosistemi a standard NATO di comunicazione, link tattici e identificazione per due velivoli CAEW (Conformal Airborne Early Warning) destinati alla Forza Aerea italiana”. Il tutto avverrà tramite l’ausilio della società ELTA Systems Ltd, controllata proprio dalla Israel Aerospace Industries Ltd.

Ma andiamo avanti. L’altra controllata di Finmeccanica chiamata in ballo è Telespazio. Questa si occuperà dalla “fornitura, in qualità di prime contractor, al Ministero della Difesa italiano di un sistema satellitare militare ottico ad alta risoluzione per l’osservazione della Terra, denominato OPTSAT-3000, per un valore superiore a 200 milioni di dollari”. Telespazio – si legge ancora – sarà responsabile della fornitura dell’intero sistema: dal satellite al segmento di terra, dai servizi di lancio e messa in orbita alla preparazione ed esecuzione delle attività operative e logistiche, fino ai test in orbita ed al commissioning. Ma ecco il punto: la realizzazione del satellite, la cui consegna è prevista nel 2015, sarà affidata alla società Israel Aerospace Industries/MBT Space Division.

Insomma, quello stesso Stato a cui oggi il ministro degli Esteri Terzi di Sant’Agata chiede il cessate il fuoco, è lo stesso in affari miliardari con il nostro Paese. Non c’è un controsenso in tutto questo? Quale forza e credibilità può avere la parola del ministro se dietro, invece, ci sono accordi economici di rilievo?Questo accordo rappresenta un’importante affermazione non solo di Finmeccanica e delle società operative Alenia Aermacchi, Telespazio e SELEX Elsag, ma dell’intero Sistema Paese”. Queste sono state le parole con cui Giuseppe Orsi, Presidente e Amministratore delegato di Finmeccanica, ha salutato la stipula del contratto. Eloquenti.


ESPORTAZIONI: DOPO I PAESI NATO, MEDIO ORIENTE E AFRICA – Ma d’altronde non c’è affatto da sorprendersi. Tutt’altro. La società italiana fa affari soprattutto proprio con quegli Stati di guerra verso cui sarebbe necessaria, da parte di un Paese democratico, una netta opposizione, economica prima ancora che politica. E invece niente. Secondo l’ultimo rapporto (2011) del Presidente del Consiglio dei Ministri “sui lineamenti di politica del Governo in materia di esportazione, importazione e transito dei materiali d’armamento”, nel corso del 2011 sono state rilasciate complessivamente da parte proprio del Ministero degli Affari Esteri ben 2.497 autorizzazioni. Di queste, circa le aree geopolitiche di destinazione delle esportazioni, il Medio Oriente occupa, insieme all’Africa Settentrionale, addirittura il secondo posto con il 24,03% di autorizzazioni di esportazione (dopo i Paesi Nato e Ocse con il 35,98%). A seguire, poi, Asia (22,94%), America Centro meridionale (9,77%) e America Settentrionale (4,59%).


IL CASO DEL CIAD – Come detto, dunque, oltre che in Medio Oriente, anche in Africa Settentrionale Finmeccanica gode di floridi accordi. Come quello reso noto solo pochi giorni fa grazie ad un’interrogazione parlamentare da Augusto Di Stanislao (Idv) riguardante l’accordo siglato dalla direzione armamenti aeronautici del Ministero della difesa e il Ciad. Il contratto prevedrebbe la fornitura di due esemplari C-27J «Spartan», bimotore a turbina adibito a velivolo militare di “trasporto tattico”. Scrive però il parlamentare: “il Ciad è un uno dei Paesi più poveri al mondo, l’aspettativa di vita dei suoi 11,5 milioni di abitanti è di appena 49,6 anni; la mortalità infantile sotto i 5 anni è del 209 per cento e il tasso di alfabetizzazione degli adulti è di appena il 33,6 per cento. Vige altresì ancora la pena di morte”. Denunce a riguardo, peraltro, sono arrivate anche da Amnesty International dato che nel Paese sono aumentati i casi di arresti e detenzioni illegali, così come di tortura, aggressioni ai danni di difensori dei diritti umani, giornalisti e sindacalisti. E, ancora, stupri e altre violenze nei confronti di donne. Per non parlare dei bambini, costretti sin da piccoli ad entrare nei gruppi armati locali. Ma niente da fare. In Africa, il gruppo Finmeccanica è ormai una delle più affermate fornitrici di sistemi per la guerra aerea. Ad oggi ha consegnato alle aeronautiche militari locali oltre 750 velivoli tra addestratori SF-260 ed aeromobili da trasporto tattico G-222 e C-47J. Solo al Sud Africa sono stati venduti più di 250 velivoli da addestramento e da attacco leggero MB-326 in varie versioni.


IMPORTAZIONI: ANCORA ISRAELE – Ma l’Italia non è certo un Paese che esporta soltanto. Anche se guardiamo all’importazione l’interesse italiano è tutt’altro che secondario. Nel rapporto già citato si legge che, nel corso del 2011, sono state rilasciate complessivamente 1.018 autorizzazioni all’importazione per una spesa di ben 760 milioni di euro. Ed è ancora il legame economico-militare tra Italia e Israele ad occupare un posto prediletto: “Gli Stati Uniti – si legge ancora nel dossier – sono stati i principali fornitori di materiali seguiti da Francia, Regno Unito e Germania. Le importazioni da Paesi extra NATO ed extra UE sono principalmente da Israele e dalla Svizzera”. Appunto.

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