FIAT/ Le colpe di Marchionne, il raffronto con Spagna e Inghilterra. Le ricette di Bersani e Landini

Il segretario nazionale del Partito Democratico Pierluigi Bersani chiede alla Fiat di produrre più auto per rilanciare il mercato e lancia una domanda a Marchionne: hai il fisico per sostenere da solo il settore automobilistico? Rilancia Maurizio Landini della Fiom: produciamo più modelli per incentivare gli acquisti. Un suggerimento arriva dalla Spagna dove il settore è in crisi quanto in Italia: un aiuto statale per chi vuole comprare vetture nuove.

 

di Viviana Pizzi

mirafioriUn mercato auto in crisi: anche più della Spagna e dell’Inghilterra dove non ci sono auto di produzione nazionale. Con una Fiat (marca nazionale) sempre più in confusione sugli investimenti da compiere e su come indirizzare le scelte dei suoi acquirenti. E un’offerta che scende ancora di più. Mese dopo mese.

Dopo il ministro Fornero e l’imprenditore Diego Della Valle il conto a Marchionne viene chiesto anche dal segretario nazionale del Pd Pierluigi Bersani. Che chiede più produzione negli stabilimenti italiani e investimenti in un settore ormai in pauroso declino.

Ecco cosa ha dichiarato nel corso dell’intervista a Che tempo che fa di Fabio Fazio: Ci sono stabilimenti in Italia che producono per un 10-15%, bisogna chiedere alla Fiat se intende investire per garantire la produzione industriale, altrimenti ci si deve guardare in giro. Siamo un paese monomarca ma produciamo meno macchine di paesi con più marche e di paesi che non hanno marche nazionali, come Spagna e Inghilterra. Bisogna chiedere se la Fiat ha il fisico per sostenere da sola il settore automobilistico, altrimenti ci si deve guardare intorno”.

Parole chiare quelle del numero uno del Partito Democratico il quale invita il governo a chiedere una volta per tutte alla Fiat quali siano i programmi di investimento nel nostro Paese. Strizzando un occhio anche all’estero per rilanciare gli stabilimenti italiani. Una soluzione? Quella di soddisfare i mercati di altre nazioni con produzione maggiore delle autovetture della nostra nazione.

{module Inchieste integrato adsense}

IL MERCATO AUTO ITALIANO: UN SETTORE IN CRISI

Si tratta di freddi numeri. Ma che spiegano, per chi riesce a leggerci dietro, tutto l’affanno dell’offerta di auto in Italia. Le vetture nuove immatricolate da gennaio a settembre in Italia sono appena  1.090.627. Dodici mesi fa la produzione era superiore del 25,74%. In totale, dagli stabilimenti Fiat sono venute fuori 23.993 vetture, con una quota pari al 21,98%, con un calo del 22,92% rispetto al 2011: la quota dodici mesi fa era pari al 21,17%. Dall’inizio dell’anno la Fiat  ha fatto registrare un calo del 20,21% a quota 228.420 immatricolazioni. Brusco calo anche per l’Alfa Romeo che perde il 23,57% a quota 3.190 immatricolazioni, non va meglio per la Lancia che perde addirittura il 25,60% a quota 5.449 vetture vendute. In totale a settembre il gruppo Fiat ha immatricolato 33 mila vetture ottenendo una quota del 30,3 per cento, in crescita di 0,6 punti percentuali. Gli unici marchi a segnare una crescita rispetto al 2011 sono la Kia (+12,21%) e Land Rover (+35,11%). Ma per capire davvero la portata della crisi che viene descritta da questi numeri bisogna fare un confronto proprio coi mercati che Bersani ha citato nella trasmissione di Fazio: quello inglese e quello spagnolo.

AUTO IN INGHILTERRA: ACQUISTI IN CRESCITA

Gli acquisti di autovetture in Gran Bretagna riferiti al mese di settembre sono pari a 359. 612 unità. Rispetto alle stime sono ventiseimila in più: un aumento dell’8,2%. I dati sono dell’Associazione nazionale dei concessionari e dei costruttori (SMMT).

Come mai in Inghilterra il settore auto vive un momento positivo? È presto detto con dati che confermano la teoria di Pierluigi Bersani: produrre di più significa vendere di più. Infatti negli ultimi nove mesi le immatricolazioni nel Paese anglosassone sono aumentate del 4,35% pari a oltre 1 milione e 620 mila auto.

Le prospettive restano buie– ha commentato il direttore esecutivo  di Smmt Paul Everittma cominciamo a vedere un timido ritorno alla fiducia dei consumatori, scoprendo nuovi prodotti e nuove tecnologie che permettono di risparmiare carburante”.

AUTO IN SPAGNA : LA CRISI E’ PESANTE MA NON QUANTO IN ITALIA

Se a Londra si intravede un timido sorriso, a Madrid le lacrime sono ancora tante, ma non quante ne vediamo a Roma. I numeri iberici ci arrivano infatti dall’associazione del settore Anfac. Le quattro ruote vendute in Spagna nel mese di settembre sono pari a 35.136 unità con una flessione del 36, 8% in meno rispetto allo scorso anno. La colpa di quanto avviene è da ricercarsi innanzitutto nella grave crisi economica che sta investendo il Paese. Prova ne sono le tante manifestazioni di protesta che si snodano in tutte le piazze da Madrid alla Catalogna. La disoccupazione è a livelli record e per l’anno prossimo è difficile immaginare una ripresa. Ma confrontiamo un dato per capire quanta differenza ci sia tra Italia e Spagna, paesi entrambi in recessione. Quante auto comprano gli spagnoli lo abbiamo già detto. Le oltre 23mila vetture prodotte in Italia da Fiat non avrebbero compensato la domanda. Nemmeno aggiungendo le oltre 5 mila prodotte da Lancia e le 3190 di Alfa Romeo.   Numeri a confronto che fanno emergere soltanto un dato: la crisi auto italiana è più nera di  quella spagnola.

LA SOLUZIONE SPAGNOLA: INCENTIVI GOVERNATIVI PER COMPRARE DI PIU’

Il Governo  conservatore di Mariano Rajoy ha già pensato a una soluzione tampone nonostante il piano austerity che sta investendo tutto il suo Paese.  Ha dato via libera al cosiddetto piano Pive entrato in vigore nei giorni scorsi. Si tratta di finanziamenti per chi intende acquistare auto nuove. Secondo l’esecutivo iberico i finanziamenti dovrebbero incidere sul 65% degli acquisti che verranno effettuati nel prossimo mese. Ma una previsione a lungo termine è impossibile farla. In Spagna il mercato auto non era sceso così in basso dal 1993.

LA SOLUZIONE ITALIANA LA PROPONE LA FIOM: AUMENTARE I MODELLI

Mentre a Madrid si pensa a risollevare un settore ai minimi storici, in Italia a lanciare una delle possibili soluzioni ci pensa il segretario della Fiom Cgil Maurizio Landini. Il messaggio  va a Marchionne ed è molto chiaro: La Fiat sta vendendo meno auto non solo per la crisi ma anche perché ha meno modelli dei concorrenti”.  Un chiaro monito a Marchionne per spingerlo a produrre di più e auto di diversi modelli: un pò come avviene in Inghilterra, dove sono proprio le novità dal punto di vista tecnologico ad aver spinto gli acquirenti a comprare di più.

In Italia, però, forse questa soluzione potrebbe essere un tampone, ma non sufficiente. Il modello Rajoy dell’incentivo all’acquisto non sarebbe da trascurare. Acquirenti con a disposizione nuove auto e qualche euro in più per avvicinarsi ad esse potrebbero far riprendere il mercato.  Marchionne dal canto suo dice di non voler abbandonare l’Italia, ma non ha ancora specificato quali saranno i suoi investimenti per risollevare il settore dalla crisi. Ci accodiamo all’appello dei governanti nel chiedere all’amministratore delegato quali sono i suoi piani di investimento sulla Fiat ma ne lanciamo anche un altro al governo Monti. Segua l’esempio del “politico” Rajoy e dia fiducia agli italiani invogliandoli ad acquistare con un incentivo.

Fino al 31 dicembre 2016 puoi attivare una copertura per il rischio terremoto con sconti fino al 50%.