EXPO 2015/ M4 Milano: Impregilo sfora del 20%, chi paga? Ovvio, i cittadini.

I lavori della metropolitana sono stati affidati a un cartello di imprese guidato dall’Impregilo di Salvatore Ligresti, di cui fa parte anche Atm, società pubblica che gestisce le altre tre linee. La gestione è stata affidata a una società che si chiama SPV Linea M4 di cui il Comune di Milano detiene il 66% delle azioni. Il progetto sarebbe dovuto costare 1,7 miliardi di cui lo 0,5 proveniente da risorse private. Il condizionale è d’obbligo dal momento che Impregilo ha presentato al Comune di Milano un progetto definitivo che sfora, come detto, di circa il 20% la previsione iniziale.

 

di Maurizio Bongioanni

Dopo l’aggiudicazione di una gara sarà possibile rivedere l’architettura finanziaria di un’opera pagata con fondi pubblici e privati grazie alla delibera n.105 dell’Autorità di Vigilanza sui Contratti pubblici pubblicata in questi giorni. Spirito che ha animato la delibera: l’opportunità di preservare l’obiettivo più importante e cioè quello di arrivare in fondo all’opera. Non importa se poi si è speso un 20% in più rispetto alla previsione di costo iniziale (a tanto ammonta il limite di sforamento): l’importante è che le cause non dipendano dall’impresa che si è aggiudicata la gara.

La pronuncia di questa delibera prende le mosse da una delle opere più travagliate inserite all’interno dell’Expo2015: la linea 4 della metropolitana di Milano. I lavori di realizzazione sono partiti a giugno del 2012 e le previsioni sono quelle di concludere il tutto per il 30 aprile 2015. Il primo di maggio l’Esposizione Universale aprirà al pubblico.

Il progetto iniziale consegnato nelle mani del Bie (Bureau of International Expositions) di Parigi prevedeva una linea lunga 14,5 chilometri comprendente 21 stazioni. Il progetto che si andrà a realizzare adesso invece punta a coprire con due stazioni – più una terza non aperta al pubblico – giusto la tratta dalla stazione Forlanini all’aeroporto di Linate. Per il resto bisognerà aspettare il 2018.

I lavori della metropolitana sono stati affidati a un cartello di imprese guidato dall’Impregilo di Salvatore Ligresti, di cui fa parte anche Atm, società pubblica che gestisce le altre tre linee. La gestione è stata affidata a una società che si chiama SPV Linea M4 di cui il Comune di Milano detiene il 66% delle azioni. Il progetto sarebbe dovuto costare 1,7 miliardi di cui lo 0,5 proveniente da risorse private.

Metropolitana_milanoIl condizionale è d’obbligo dal momento che Impregilo ha presentato al Comune di Milano un progetto definitivo che sfora, come detto, di circa il 20% la previsione iniziale. Il conseguente stallo ha portato il sindaco Giuliano Pisapia a richiedere all’Authority una modifica al regolamento e a poter stanziare nuovi fondi per evitare il rischio di vedere il cantiere abbandonato. E l’Authority, dopo un’ispezione, ha concesso la modifica richiesta alla condizione già detta in apertura: i motivi dell’aumento dei costi non sono imputabili all’impresa che si è aggiudicata la gara. Ma se non è dell’Impregilo, di chi è la colpa di questo aumento?

L’istruttoria per il cantiere della “linea blu” milanese (M4) era già stato presentato nel 2005, ancor prima di sapere che il M4 avrebbe potuto trovare spazio nel progetto Expo, ma l’ex Giunta di Letizia Moratti prese una decisione destinata a cambiare le sorti della metropolitana milanese. Infatti, quasi la metà dei soldi che il Comune ha recuperato per pagare il Poc, il Prestito obbligazionario convertibile lanciato su A2A, sono stati sottratti ai fondi per realizzare il primo lotto (da San Cristoforo a Sforza-Policlino) della metropolitana in oggetto. 170 milioni impegnati già ai tempi della giunta Albertini, e che sono stati dirottati sul fondo di accantonamento necessario per rimborsare gli obbligazionisti e mantenere la quota di Milano nell’azienda energetica per non perderne il controllo.

Scelta, quella della Giunta Moratti, che non sembra aver migliorato le sorti della multiutility lombarda dal momento che a settembre 2012 il suo debito oltrepassava i 4,5 miliardi di euro. Inoltre alcuni si ricorderanno che il suo ex-ad, Giuliano Zuccoli, ai tempi in cui l’attuale a2a operava con il nome di Aem, è indagato per truffa ai danni dei consumatori che ignari hanno pagato bollette più care rispetto al reale valore di consumo di gas. A2a di occupa di energia, acqua, ambiente, rifiuti: insomma è il salvadanaio del Comune di Milano.

Ma torniamo alla metro. Per colpa di queste scelte i treni automatici non videro mai la luce con il conseguente aumento dei costi e ora la parte pubblica dovrà pagare di più per un’opera in estremo ritardo sulla tabella dei lavori. Chi pagherà per queste scelte? Ovviamente la cittadinanza, sia in termini economici che di servizio. La delibera in esame non difende quindi i cittadini da eventuali speculazioni del settore pubblico o scelte errate da parte di chi lo gestisce questo settore.

Sulla delibera il presidente dell’Authority Sergio Santoro ha scritto:  “È un principio essenziale per il mantenimento dell’equilibrio delle prestazioni delle parti anche al di fuori di quelle che sono state le pattuazioni. D’altronde, sono molte le infrastrutture che avrebbero potuto trarre giovamento dall’applicazione di questo principio”.

Il riferimento è alla metro C di Roma che non hai mai concluso i suoi lavori a causa dell’insostenibilità finanziaria e al bisogno di una nuova iniezione di risorse.

Ci sarà bisogno di un Grande Evento per completare anche questo cantiere?

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