ESCLUSIVA/ Nel comune a 5 Stelle spunta la delibera che non t’aspetti: bocciati i tagli alle indennità

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Quante volte abbiamo sentito dire dagli attivisti del Movimento 5 Stelle e dal capoccia Beppe Grillo che è ora di dire basta agli spropositati costi della politica? Tesi più che giusta, ovvio. Peccato, però, che tra il dire e il fare ci passi di mezzo il mare. Questo perlomeno è quello che si evince da una delibera comunale di uno dei primi comuni a Cinque Stelle, Mira (Venezia). Sebbene fosse stata presentata dall’opposizione (Pd e Pdl) una proposta per portare il gettone di presenza a un euro rappresentativo (invece che 36 euro, cosa che ha già comportato per le casse pubbliche una spesa di circa 30mila euro da quando si è insediata la nuova giunta), tutti i consigliere a Cinque Stelle hanno bocciato la proposta: su quindici, tre si sono astenuti e gli altri dodici hanno votato convintamente “no”. Se questo è l’inizio in Parlamento ne vedremo delle belle…

 

Quante volte abbiamo sentito dire dagli attivisti del Movimento 5 Stelle e dal capoccia Beppe Grillo che è ora di dire basta agli spropositati costi della politica? Tesi più che giusta, ovvio. Noi stessi di Infiltrato.it abbiamo documentato, con  lente di ingrandimento, tutti gli incredibili sperperi delle amministrazioni pubbliche. Tesi, dunque, più che condivisibile quella portata avanti da M5S. Ed un merito bisogna riconoscerglielo: dopo l’ennesimo boom di Grillo, anche i partiti tradizionali, ciechi e ottusi per anni, hanno compreso la necessità di tagliare sprechi e stipendi stellari, soprattutto visto il periodo di austerità a cui Pd, Pdl e Monti hanno condannato gli italiani.

Eppure, proprio ora che il Movimento 5 Stelle entra in massa in Parlamento, è necessario cercare di rispondere ad alcune domande: come si sono comportati i tanti attivisti sparsi per tutta Italia nei vari consigli comunali e regionali? In alcuni casi bisogna riconoscere loro importanti battaglie (soprattutto ambientali) e proficue politiche di tagli (vedi l’asset Cancelleri–Crocetta in Sicilia). Spulciando le varie delibere dei comuni a Cinque Stelle, però, si nota anche una sorprendente macchia che non ci aspetteremmo da chi, fino ad ora, ha condotto tutte le campagne elettorali al suon di “cacciamo questi incapaci spreconi”.

Entriamo nel merito della questione. Se in passato ci siamo già occupati di Pizzarotti e del suo fallimento (volente o nolente) a Parma circa l’inceneritore, questa volta parleremo del comune di Mira, in provincia di Venezia. Una cittadina di quasi 40 mila abitanti (nemmeno tanto piccola, dunque) che lo scorso maggio ha eletto sindaco Alvise Maniero, candidato del Movimento Cinque Stelle. Allora fu un colpaccio: uno dei primi comuni targati M5S, insieme a quello – più piccolo – di Sarego. Dopo infatti che Maniero era giunto al ballottaggio con il 17 per cento dei voti, intralciando la strada al candidato di centrosinistra Michele Carpinetti (che si fermò al 43 per cento, non sfondando il muro del 50 + 1), al ballottaggio la situazione si capovolse: Maniero 52,48 per cento; Carpinetti 47,51. Come detto, comune a Cinque Stelle.

Immediatamente si cominciò col dire che gli sprechi sarebbero stati tagliati, che la politica sarebbe stata a costo zero, e via dicendo. Sorprende allora una delibera del primo febbraio di quest’anno, in cui viene discussa la proposta di “Eliminazione/riduzione dei gettoni di presenza alle sedute del Consiglio e delle Commissioni consiliari”.

Di cosa parliamo nel concreto? In pratica della “riduzione dell’importo del gettone di presenza alle sedute del Consiglio e delle Commissioni Consiliari al valore di 1 euro”. Un piccolo ma significativo risparmio considerando i sacrifici a cui sono chiamati i cittadini. Ad oggi infatti il gettone di presenza a Mira arriva a 36,15 euro. Il calcolo è rapido. Considerando che abbiamo 24 consiglieri comunali, per ogni riunione del Consiglio se ne vanno 867 euro. Quasi mille euro a seduta. E stiamo parlando solo delle riunioni consiliari a cui, ovviamente, si aggiungono anche tutte le sedute delle Commissioni. Facciamo un ulteriore calcolo a questo punto. Stando alla pubblicazione sul sito del comune di Mira delle interpellanze e degli ordini del giorno, si evince che, dalla data di elezione di Alvise Maniero fino ad oggi, si sono avute trenta sedute consiliari.

Ergo: quasi trentamila euro di spesa per i gettoni di presenza. E, ripetiamo, stiamo parlando solo delle riunioni in Consiglio e non delle Commissioni. Cosa che, ovviamente, fa lievitare enormemente il costo per le casse pubbliche. Con questa delibera, invece, la spesa si sarebbe abbassata di gran lunga: un solo euro di gettone, rappresentativo. Nulla più. Anche perché – è bene ricordare – la carica di consigliere comunale non comporta la necessità di mettersi in aspettativa. In altre parole, chi fa il consigliere continua a guadagnare con il suo lavoro. Chiudendo: dai quasi trentamila euro spesi sinora la spesa si sarebbe abbassata a circa 7.200 euro (ogni seduta 24 euro invece che 867).

Avrebbe tutta l’aria di essere una proposta, per così dire, a Cinque Stelle. E invece no. A presentarla cinque consiglieri, tutti di opposizione: Paolino D’Anna (Pdl), Alessio Bonetto (lista civica Noi per Mira), Francesco Sacco, Gabriele Bolzoni e Vilma Minotto (tutti e tre Pd).

Si penserà. Bene. Un punto su cui, si immagina, si arriverà a facile convergenza. Propone l’opposizione, la maggioranza – proprio perché c’ha fatto campagna elettorale a riguardo – approva. E invece no. Scorrendo la delibera si legge che “il consiglio comunale delibera di non approvare la proposta”.

Ecco allora la domanda: chi ha votato a favore e chi contro? I voti a favore sono stati solo cinque: Bonetto (lista civica Noi per Mira) D’anna (Pdl) e tre del Pd (Zaccarin, Barberini Maurizio e Martin). E gli attivisti del Movimento 5 Stelle? Tre – Gino Biasiolo, Elisa Boscaro e Davide Morello – hanno preferito astenersi (per non scontentare nessuno?) e gli altri, invece, hanno detto di no. Hanno votato contro. Ma c’è di più: come si evince dalla delibera, i voti contrari sono stati dodici. E tutti proprio dal Movimento Cinque Stelle. Insomma, tutte le altre forze politiche sarebbero state d’accordo. Non i Cinque Stelle: tre si sono astenuti e gli altri dodici hanno detto convintamente “no. Compreso il sindaco Alvise Maniero. Insomma, nessuna riduzione ai gettoni di presenza. Meglio spendere. Checché ne dica il capoccia. Checché ne dicano i sostenitori dei Cinque Stelle.

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