Eolico in Sardegna: chi è l’amico di Verdini e Carboni?

Dall’inchiesta sull’eolico in Sardegna spunta il nome di un amico di Denis Verdini (indagato) e Flavio Carboni: chi è?

 

L’AMICO DI VERDINI

 

Un colpo a sorpresa, sicuramente una cocente delusione avra’ provato l’imprenditore sannita Luca Colasanto, da poco riconfermato consigliere regionale della Campania per i berlusconiani, nell’apprendere che il suo capo ed amico romano, Denis Verdini, risulta tra gli indagati dell’inchiesta relativa ai progetti per l’eolico in Sardegna e non solo, come uno dei protagonisti del maxibusiness.

L’editore e stampatore di numerosi giornali nazionali, nonche’ direttore de Il Sannio Quotidiano, organizza da anni campagne contro la costruzione di impianti eolici, partecipa a convegni per la difesa del paesaggio, anche in Sicilia, con nomi illustri come Carlo Ripa di Meana e Vittorio Sgarbi. A cosa sono servite le sue battaglie se i dirigenti del suo partito vanno per altre strade e inseguono diversi interessi? Qualche amarezza arriva anche dal suo comune d’origine, Baselice, in provincia di Benevento, dove il sindaco Domenico Canonico, uno dei suoi supporter, si e’ dichiarato favorevole ad accogliere sul proprio territorio l’energia eolica.

Il coordinatore nazionale del Pdl Verdini ha appoggiato Colasanto nella conquista del seggio regionale, con la benedizione di De Girolamo, coordinatrice provinciale, la quale con questo successo ha inferto un duro smacco al sottosegretario Pasquale Viespoli, sponsor dell’altro candidato, Mario Ascierto Della Ratta, consigliere uscente, di area An, che ha perso per soli 109 voti.

AZIENDE STAMPATUTTO

L’editore sannita conobbe Berlusconi ad Arcore nel 1995, anno in cui si candido’ con Forza Italia per la Regione senza successo. Lo sbarco a Palazzo Santa Lucia avviene nel 2005, con meno di quattro mila voti. Il suo impegno nel campo editoriale risale invece agli anni cinquanta, quando era direttore generale de Il Popolo, organo della Dc. Oggi possiede sedici aziende stampatrici in Italia ed Europa e tra i suoi clienti annovera testate come Il Corriere della Sera, La Stampa, La Gazzetta dello Sport, Il Sole 24 Ore, Financial Times, Herald Tribune, El Pais. Il Sannio Quotidiano, nato nel 1996, edito dalla cooperativa Pagine Sannite (amministratore unico Francesco Santo), per alcuni anni venduto in tandem con Il Giornale della famiglia Berlusconi, riceve un finanziamento pubblico statale di oltre un milione e seicentomila euro all’anno. Nel gruppo comincia ad avvertirsi qualche segnale di crisi. Nell’azienda tipografica sannita, infatti, ci sono attualmente dodici cassintegrati.

Per l’amico Stefano Caldoro, neo presidente della Campania, il prolifico Colasanto stampa Socialista Lab, un periodico del Nuovo Psi, che e’ anche on line. Ma con la nuova giunta regionale sono ricominciati i dispiaceri, perche’ nessun assessore e’ sannita. La rampante De Girolamo, che per tutta la campagna elettorale ha tuonato contro il napolicentrismo, ci e’ rimasta malissimo ed ha rispolverato l’antico progetto colasantiano “Molisannio”, minacciando addirittura di indire un referendum per lasciare la Campania ed aggregare la provincia di Benevento al Molise.

Colasanto e Verdini hanno in comune il senso degli affari e il pallino della stampa. Il coordinatore nazionale, oltre ad essere presidente del Credito Cooperativo Fiorentino, e’ infatti socio di maggioranza del Giornale della Toscana.

UN CERTO PASQUALE LOMBARDI
Nella maxinchiesta sull’eolico in Sardegna spuntano molte ramificazioni campane. Tra gli indagati del comitato di affari figura, infatti, il nome del geometra irpino Pasquale Lombardi, che avrebbe avuto un ruolo di mediatore tra imprenditori, politici e magistrati. Ex componente di commissioni tributarie ed ex sindaco di Cervinara, comune della Valle Caudina, l’intraprendente Lombardi avrebbe tessuto i rapporti tra Verdini e Flavio Carboni per organizzare il piano dei fondi pubblici pro parchi eolici. La magistratura ha aperto un filone sulle sue attivita’ anche come segretario del “Centro Studi per l’Integrazione Europea dei diritti e delle liberta‘”, di cui e’ presidente Francesco Verusio e fondatore il sottosegretario alla giustizia, Giacomo Caliendo.

 

Ma agli amici si perdonano tante cose. Anche perche’ i rapporti tra Colasanto e Verdini risalgono agli anni novanta ed esattamente alla nascita de Il Foglio di Giuliano Ferrara che entrambi hanno contribuito a fondare e nel cui consiglio d’amministrazione siedono, attraverso i loro rappresentanti, insieme a Veronica Lario, ex moglie del premier Silvio Berlusconi. L’amicizia tra Colasanto e Verdini si e’ consolidata sul piano politico anche grazie alla mediazione della giovane deputata beneventana Nunzia De Girolamo, entrata improvvisamente nella grazie del Cavaliere due anni fa, quando fu collocata al settimo posto nella lista per la Camera, in posizione blindata.

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Cosi’ come la De Girolamo, anche lo stampatore e’ in buoni rapporti con l’ex ministro Claudio Scajola. Una posizione chiara, pero’, si attende ancora sulla questione della “Luminosa”, la centrale a turbogas da impiantare a Benevento, a Ponte Valentino, contestata dagli ambientalisti, dal comune, dalla provincia e da gran parte dei parlamentari. Il problema, seguito dal ministero di Scajola, deve essere affrontato ora dalla Regione. Si tratta di un investimento da 300 milioni di euro: per realizzarlo, in rampa di lancio la multinazionale svizzera Bkw, che detiene il 94 per cento di Luminosa ed ha comprato il 33% della Fortore Wind, nata con lo scopo di costruire parchi eolici nel beneventano e nel tavoliere.

Il settantasettenne tributarista Lombardi, dopo aver militato per anni nella Dc di Ciriaco De Mita e Giuseppe Gargani, sali’ alla ribalta della cronaca come uno dei progettisti piu’ attivi del dopoterremoto. All’epoca era anche assessore ed arrivo’ a firmare la bellezza di 332 pratiche. Con la nascita di Forza Italia approdo’ ai lidi berlusconiani, candidandosi a sindaco di Cervinara nel 2000, ma fu sconfitto dal centrosinistra guidato da Franco Cioffi. Con la nuova stagione politica si e’ sempre vantato di avere ottimi rapporti con Sandro Bondi e Nicola Cosentino, nonche’ col neo presidente della provincia di Avellino, Cosimo Sibilia. Qualche anno fa il coordinatore locale, Antonio Casale, chiese l’espulsione del geometra dal partito. Dello stesso comune di Lombardi e’ originario il deputato Marco Milanese, uno dei Tremonti boys.

La magistratura sta passando al setaccio una serie di societa’ pronte a scendere in campo per accaparrarsi i finanziamenti per gli impianti eolici. Molte di esse sarebbero state architettate da imprenditori napoletani e siciliani, alcuni dei quali indagati, camorristi e mafiosi. Fra i nomi trapelati, quelli piu’ fantasiosi sono Vento in poppa, Eolo 3 W, Serre dei Venti e Via col vento. Proprio con quest’ultimo nome, nel novembre scorso, scatto’ un’operazione che porto’ all’arresto del presidente della Ivpc (Italian Vento Power Corporation) e del Benevento Calcio, Oreste Vigorito e di altre tre persone, accusati di associazione a delinquere finalizzata alla truffa aggravata. La procura di Avellino sigillo’ sette parchi eolici di nove societa’ irpine e sequestro’ 30 milioni di euro, soldi ricevuti grazie alla 488. Al centro dell’inchiesta fini’ la Ivpc, capeggiata dai fratelli Ciro e Oreste Vigorito, che ha succursali in tutta Italia. Anche in Sardegna.

 

Tratto da “La Voce delle Voci” di Luglio 2010

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